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RUSSIA: L’ingresso nella WTO. Il gigante si apre al mondo?

Creato il 06 agosto 2012 da Eastjournal @EaSTJournal

Posted 6 agosto 2012 in Economia, Russia, Russie, Slider with 0 Comments
di Claudia Leporatti

Fonte Wikipedia

Tutto pronto per l’ingresso della Russia nella World Trade Organization (WTO o OMC), al termine di 18 anni di negoziazioni. Sabato 21 luglio il premier Vladimir Putin ha ratificato l’ingresso dopo l’approvazione della Duma, la camera bassa del Parlamento, e il via libera del Consiglio della Federazione, il Senato di Mosca. Trenta giorni dopo la firma, quindi a fine agosto, la Russia sarà il 156esimo Paese ad entrare nell’organizzazione. Un momento storico, che potrebbe cambiare molto i futuri equilibri mondiali. L’adesione – le cui procedure sono state avviate nel ’98 – è stato bloccato nel 2008 dal “no” della Georgia, schierata contro la Russia dopo lo scoppio della guerra in Ossezia e il conseguente blocco delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. Il 3 novembre 2011, il nulla osta georgiano è stato raggiunto grazie alla mediazione della Svizzera

La Word Trade Organization è nata nel 1995 al fine di sorvegliare gli accordi commerciali tra i suoi stati membri e abbattere le barriere e i dazi doganali per favorire il libero commercio. Questo implica per chi ne fa parte una serie di adeguamenti, primi tra tutti quelli legati ai tariffari sulle importazioni e al controllo delle merci. Il periodo di adesione andrà dal 2013 al 2018. Per quell’anno si prevede un aumento consistente del Pil russo, anche fino all’11% secondo le stime preliminari della Banca Mondiale. L’Italia, dal canto suo, studia le ripercussioni sugli investimenti in terra russa: secondo un’indagine statistica di Confindustria relativa alle principali tariffe sulle vendite verso la Federazione Russa, si passerà dall’attuale livello di copertura medio ad valorem 12,1%, al 10,3% nel 2013, per arrivare fino al 7,2% nel 2018.

Al momento dell’adesione, Mosca si è impegnata a garantire l’apertura del mercato interno, la riduzione delle tariffe sull’import di prodotti stranieri dal 10% al 7,8%, il rispetto delle norme sul commercio internazionale, la tutela della proprietà intellettuale e l’accesso facilitato al mercato dei servizi. Le tariffe si abbasseranno in diversi settori, saranno eliminate le restrizioni quantitative sull’import di prodotti stranieri e abbattute le quote sul’export verso l’Ue.  La Russia ha comunque ottenuto  il diritto di finanziare l’agricoltura con fondi pubblici aumentati fino al 2015, fissando una somma massima di 9 milioni di dollari contro gli attuali 5 milioni. Aumenteranno le opportunità di investimento da parte degli stranieri, italiani compresi. Potrebbe conseguirne miglioramento delle opere pubbliche del Paese e maggior impegno da parte dei russi nell’elaborare progetti competitivi.

Scrivono Matteo Tacconi e Matteo Ferrazzi in Me ne vado a Est,  saggio sulla presenza delle aziende italiane in Europa orientale: “L’ingresso russo nel Wto dimostra che [...] Mosca è perfettamente consapevole  che  una maggiore forma di amalgama è indispensabile. L’inclusione nel Wto potrà magari arrecare alcuni svantaggi a certi settori produttivi, ma è una delle condizioni necessarie affinché il Paese imbocchi la strada della modernizzazione”. Nello stesso testo, anche l’imprenditrice Luisa Todini, da anni attiva nell’ex Urss, esprime fiducia sull’annessione all’OMC, spiegando che l’Italia può dare molto a un paese dove la produzione nostrana è apprezzata, ma che anche la Russia stessa può fare altrettanto: “Quello russo è un mercato che tende al protezionismo. L’accesso al WTO (finalmente annunciato dopo lunghi anni di trattative) può portare grosse novità. E aprirà il mercato.”

Dopo l’adesione della Cina, la Russia era da 11 anni l’ultimo grande Paese rimasto fuori dalla WTO.


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