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Russia. Mosca abbandona Corte penale internazionale, ‘non è più organismo imparziale’

Creato il 16 novembre 2016 da Giacomo_dolzani

cpi_insegnadi Giacomo Dolzani

Dopo i molti attriti che si sono generati tra la Russia e la Corte penale internazionale (Cpi), il tribunale con sede a l’Aja, in Olanda, che ha la funzione di indagare in particolare su episodi di crimini di guerra o contro l’umanità, il Cremlino ha annunciato oggi di non riconoscere più tale istituzione.
La notizia è stata resa nota tramite un comunicato [1], pubblicato sul sito del ministero degli Esteri della Federazione Russa, nel quale si legge che viene preso atto che la Cpi “non è più un organo indipendente, imparziale ed autorevole”, è quindi stato deciso che Mosca non ratificherà il Trattato di Roma, firmato l’1 luglio 2002, con il quale era stato istituito.
Nella nota si spiega infatti che la Russia aveva confidato nel successo di questa iniziativa, investendo tempo e risorse, al fine di continuare “la lotta contro i crimini e l’impunità, nel tentativo di mantenere la pace”.
Viene quindi condannata l’inefficienza della Cpi, aggiungendo che “è comprensibile che anche alcuni stati dell’Unione Africana abbiano preso la nostra stessa decisione”.
Le questioni principali che hanno però spinto il Cremlino ad adottare questa risoluzione sono però di altro genere. Prima tra tutte la decisione del tribunale di non perseguire quelli che vengono definiti da Mosca “i criminali di guerra georgiani”, soprattutto l’ex presidente Mikhail Saakashvili, ora governatore dell’oblast ucraino di Odessa, che nell’agosto del 2008 bombardarono la regione dell’Ossezia del Sud, occupata dalla Russia ma reclamata da Tbilisi, uccidendo sette soldati delle forze di pace russe e scatenando una guerra, poi vinta da Mosca.
A questo episodio si aggiunge poi la decisione della Cpi di aprire un’indagine su ipotetici crimini, perpetrati dalle truppe russe o comunque da guerriglieri sovvenzionati dal Cremlino, nella regione del Donbass, nell’Ucraina orientale, inchieste che il governo di Mosca non reputa condotte in maniera imparziale, accusando l’organo internazionale si essere invece al servizio di poteri il cui fine non è la conoscenza della verità ma quello di utilizzare la Cpi per ledere l’immagine e gli interessi della Russia.

da Notizie Geopolitiche



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