Saggezza popolare della Val Natisone/Nediška modruostt

Creato il 01 ottobre 2012 da Stelladellest

Daj mi oktuber cmuk nebeški,sladko seuko,sad beneški !
Ottobre donami il succo del paradiso,la dolce seuka,frutto della Benečija !


BRNENKA   SEUKA
mele antiche autoctone
della Val Natisone
 


"seuka"
mela autoctona della Val Natisone
http://www.ersa.fvg.it/divulgativa/prodotti-tradizionali/vegetali-naturali-o-trasformati/mela-zeuka

Seuka mela da salvare


«La mela Seuka é frutto caratteristico e originario della Slavia italiana.
Vennero inviati alcuni esemplari al prof. Val­vassori, direttore dell’Istituto di Pomologia di Firenze, perché stabilisse il nome della varietá chiamata Séuka e il valentissi­mo professore, pur riconoscen­do i meriti emminenti della mela in parola, asserí che la Seuka doveva essersi creata fortuitamente nella Slavia, non esistendo alcuna varietá che con questa avesse caratteri ana­loghi.
La patria della Seuka é il paese di «Zeuza» frazione del Comune di Grimacco.
La pianta madre della mela Seuka, che puó avere circa 80 anni di etá.
Attualmente si é diffusa in tutti i paesi della Slavia e si puó, con qualche approssima­zione, ritenere che la produzio­ne annuale delle mele Seuke, nel distretto di San Pietro al Natisone, si aggiri sui 20.000 q.li.
La Seuka é di sapore e di portata assai gradevoli e in prima fila si deve collocarla per la bellezza e per la facile e lunga conservazione.
E’ di for­ma allungata, un po’ depressa all’estremitá di grandezza media, e in molti soggetti, piú sviluppata da una parte.
Il peduncolo robusto e assai bre­ve é inserito in seno profondo.
La buccia é liscia molto consi­stente, di colore giallo carico a maturazione, colorita di rosso verso il sole.
La polpa é bianca, e talvolta sfumata di rosa sotto la buccia, semifondente, dolce acidula e con tenue aroma assai gradevole.
L’epoca di maturazione va dalla fine di ottobre ai primi di aprile.
La rusticitá e la resistenza assoluta alle principali malattie parassitarie, l’adattabilitá a tutti i terreni e la produzione gene­rosa e costante, hanno troppo bene impressionato gli alpigia­ni della Slavia cosí che ora la Seuka si trova ben rappresenta­ta in ogni paese e le simpatie vanno ancora e sempre guada­gnando terreno».
A distanza di 85 anni dalla pubblicazione di questo servi­zio si possono fare alcune con­siderazioni di carattere tecnico molto interessanti.
E’ evidentec he la mela Seuka e la frutta in genere hanno trovato nelle valli del Natisone un ambiente idea­le al loro sviluppo, favorito soprattutto dalle particolari condizioni pedo-climatiche del territorio.
I ventimila quintali di mele di un tempo contribuivano sicuramente ad un’integrazione dei redditi delle aziende agrico­le che sono sempre state a pre­valente indirizzo zootecnico; al valore attuale si potrebbe quan­tificare una produzione lorda vendibile di oltre un miliardo e mezzo di lire.
Un altra caratteristica é l’areale, ben definito, dove si é sviluppata la coltivazione della mela Seuka che comprende tut­te le valli del Natisone, le zone slovene delle valli del Torre (Lusevera, Taipana) e l’area della valle dell’Isonzo compre­sa tra Bovec, Tolmin, Idrija e Gorizia.
Stupisce, comunque, il fatto che a quei tempi la Seuka resi­steva praticamente a tutte le malattie, in particolare ticchio­latura che provoca macchie e deforma i frutti.
Attualmente, invece, viene colpita dalla tic­chiolatura, dall’oidio e anche dal verme.
Questo, probabil­mente, é dovuto al differente utilizzo del suolo con aumento del bosco a discapito dei prati che sicuramente ha contribuito con altri fattori a modificare il clima tanto da rompere i deli­cati equilibrii di carattere ambientale ed ecologico che permettevano alle piante di avere sufficienti possibilitá di difesa biologica.
Infatti le sperimentazioni sulla Seuka attualmente in atto in Benečija da sette anni con­fermano queste tesi.
Le piante non sono piú resi­stenti alle malattie, cosí dicasi anche per quelle innestate su portainnesti moderni e pertanto necessitano delle cure colturali standard.
Il terreno influenza in maniera determinante la qualitá della frutta.
Le mele prodotte su terreni coltivati scarseggia­no di colore, sono poco serbe­voli anche se sono di dimensio­ni superiori alla media.
Il terre­no ideale é quindi il classico prato sfalciato, in declivo per favorire lo sgrondo delle acque e le piante devono essere inne­state preferibilmente su «fran­co» o selvatico.
Queste considerazioni evi­denziano che un eventuale recupero e sviluppo della coltu­ra dovrebbe essere finalizzato principalemente a salvare la varietá dal possibile totale degrado, diffondendo nuove piante solo in zone adatte dove le caratteristiche ambientali permettono l’esaltazione degli aspetti migliori della Seuka e di conseguenza favorire un limitato mercato composto da amatori ed appassionati.
E’ un patrimonio importante, da sal­vare e va rispettato perché ha segnato la storia della nostra agricoltura.
Michele Coren
DOM


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