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Salone del libro di Torino 2019. Resoconto

Creato il 18 maggio 2019 da Rox186
Il Salone del Libro di Torino è uno di quei grandi eventi collettivi che ognuno vive a suo modo. Ci sono talmente tante suggestioni ed esperienze possibili che non si può generalizzare: bisogna per forza raccontare il proprio punto di vista.Il nostro Salone, quest’anno, è stato un ritrovare di amici vecchi e nuovi e di rinnovata fiducia verso editori indipendenti che amiamo e ammiriamo. Non un Salone rocambolesco, ma tranquillo e famigliare.Salone del libro di Torino 2019. ResocontoBisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, anche in negativo, e ammettere ancora una volta che il Salone è disorganizzato. File chilometriche, gente preposta a dare informazioni che ne sapeva meno di me, dieci tavolini e venti sedie per centomila persone, wi-fi inesistente, connessione dati a singhiozzo, aria condizionata che a volte pareva di stare nel deserto a volte al Polo Nord. So di sembrare una vecchia criticona, ma sono più di 30 anni che viene organizzato; ormai sarà invalsa una certa routine per evitare certe cose, no? E invece no. Vabbè, anche se abbiamo beccato il raffreddore siamo sopravvissute.La grande novità è stata l’aggiunta dell’Oval, che è stata un’ottima idea: 13.000 mq in più in cui sono state spostate le sale incontri e gli stand dei grandi editori, lasciando molto più spazio nel Lingotto per tutti gli altri. Tra i tanti incontri e ospiti presenti, siamo riuscite a vedere solo Alberto Angela allo spazio Rai, anche se vedere è una parola grossa, dato che ho dovuto tenere la macchina fotografica in alto sopra la folla per cogliere la sua immagine sul maxischermo. Comunque lo abbiamo ascoltato con piacere. Dicevo degli editori indipendenti.Salone del libro di Torino 2019. ResocontoIl primo, senza dubbio, è Watson Edizioni, che ormai è una grande famiglia. Allo stand sono state presentate varie novità di fantascienza: il cyberpunk “Skin” di Delos Veronesi (seguito di Winter, davvero raro esempio di cyberpunk in Italia), la distopia “Screaming Dora” di Laura Scaramozzino (che è una donna entusiasta e infaticabile, dato che ha fatto 5 giorni in piedi a vendere), la fantascienza speculativa di Matt Briar “Terre rare” (premio Kipple), e “L’ultimo viaggio della Dnepro” di Alessandra Cristallini e Andrea Pomes (finalisti premio Urania).Inoltre, Antonio Schiena ha presentato il suo ultimo romanzo, “Andrà tutto bene”. Sembra un’inversione di tendenza rispetto al suo titolo precedente, “Non contate su di me”, ma Antonio ha assicurato che questo nuovo romanzo è assolutamente coerente con la sua personalità.Ci sono poi “Le Mezzelane”, che essendo una casa editrice marchigiana quest’anno era alloggiata presso lo stand della regione ospite, le Marche, per l’appunto.“Le Mezzelane” sono un editore gestito con tanta passione da donne, che produce romanzi di altissima qualità, forse tra i migliori di quelli degli editori indipendenti per la cura che ci viene messa.Salone del libro di Torino 2019. ResocontoAbbiamo assistito con piacere alla presentazione di Renato Ghezzi ed Eufemia Griffo. Il romanzo di Renato, “Seconda possibilità”, è un romanzo storico ambientato durante il nazismo che parla di sport, uguaglianza e inclusione. Tutti valori che rientravano alla perfezione nel tema del Salone, “Il gioco del mondo”, e tanto più importanti alla luce delle polemiche su quell’editore lì che hanno preceduto l’evento.Parliamo poi de “La Corte Editore”. Intanto, vorrei porre l’accento sullo sconvolgente cambio di genere dell’autrice Francesca Caldiani che dalla fantascienza per ragazzi è passata al romance (scherzo. Chi mi conosce sa che io e Francesca siamo amiche e non vedo l’ora di leggere il suo nuovo romanzo). In verità, quello su cui vorrei porre l’accento è Wattpad, perché quest’anno La Corte ha presentato diversi romanzi presi dalla piattaforma. Ormai è una tendenza invalsa; attenzione, non è che un editore si fa un giro su Wattpad e sceglie il romanzo con più follower. Questa è una leggenda metropolitana. In realtà dietro ci sono sempre le agenzie, ma è innegabile che pubblicare un romanzo preso da Wattpad porti già a quello stesso romanzo una fetta di pubblico. Non tutto quello che aveva sulla piattaforma, perché a quanto pare molte persone sono su Wattpad solo per leggere gratis, ma comunque una fetta. Che Wattpad sia il nuovo Amazon per il genere romance? Staremo a vedere. In realtà i romanzi fan fiction presi dal web esistono da sempre, soprattutto oltreoceano. Personalmente, trovo che Wattpad sia interessante per avere i primi riscontri su una storia che poi magari diventerà un libro, che è un po’ lo stesso principio che applica chi fa marketing editoriale negli Stati Uniti.

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