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San Michele aveva un gallo - Paolo Taviani, Vittorio Taviani (1972)

Creato il 11 agosto 2017 da Lakehurst
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Visto in Dvx.
San Michele aveva un gallo - Paolo Taviani, Vittorio Taviani (1972)
Seconda metà dell'800, un gruppo di anarchici ormai agli sgoccioli tentano l'ultima spedizione rivoluzionaria in un paesino. L'operazione finirà male, non in senso tragico, ma più sul versante del ridicolo. Il capo verrà condannato a dieci anni di detenzione (in realtà sarà una condanna a morte, commutata in ergastolo con un trasferimento a un altro carcere dopo 10 anni), uscendone troverà un mondo molto diverso da quello immaginato nella clausura della cella; nessuno si ricorda di lui, i suoi ideali sono stati raccolti da dei giovani che però li hanno modificati per adattarli alla nuova realtà e considerano il vecchio leader l'ultima vestigia di un passato anacronistico.
Un lento film dai risvolti politici evidenti, ma che non sono sicuro fossero l'intendimento principale dei suoi autori.
Diviso perfettamente in tre parti di circa 30 minuti l'una, mostra il tentativo fallito di rivoluzione, quindi la detenzione, infine il rapporti con il nuovo. Mostra quindi una parabola umana sul fallimento dell'ideologia (non di una nello specifico, ogni ideologia ha il difetto di essere autoreferenziale e, quindi, superata da altri), anzi, un fallimento umano, di un uomo patetico (la rivoluzione stroncata dalla mancata collaborazione dei paesani, la finta messa a morte, il ritorno tra gli scherzi dei compagni), divenuto tale dal tempo e dal progredire degli eventi.
La parte migliore (tecnicamente più interessante) è quella dentro al carcere. Con la totale unità di luogo e un solo personaggio viene tirato fuori il meglio a livello concettuale e registico. I lunghi monologhi, i dialoghi con se stesso, il percorso sulle strade del paese con i rumori naturali, ma con le inquadrature dei muri della cella; tutta la lunga sequenza dell'internamento è un virtuosismo che riesce a sostenere il momento più immobile del film rendendolo il più pregnante e il più dinamico.
Non un film imperdibile, ma un film ben costruito.

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