A causa dei loro peccati, gli Israeliti restano in balia dei Filistei per quarant’anni. Durante questo periodo, un angelo appare alla moglie di Manoach e le annuncia la nascita di un figlio, Sansone, a cui non dovranno essere tagliati i capelli, perché egli sarà un nazireo - consacrato a Dio fin dal concepimento - e libererà Israele dai Filistei. Sansone cresce e il Signore lo benedice.
Una volta adulto, a Timna, vede una filistea e se ne innamora. Tornato a casa, la chiede in sposa ai genitori che, davanti alla risolutezza del figlio, accettano di imparentarsi con una straniera. Sansone si mette in viaggio con loro per andare a chiedere la mano della sposa. Giunti presso le vigne di Timna, un leone attacca Sansone. Investito dallo spirito del Signore, Sansone squarcia a mani nude il leone. Quando tutti raggiungono la casa della donna, Sansone offre un banchetto ai trenta invitati della sposa e propone loro un indovinello. Se riusciranno a risolverlo entro i sette giorni del banchetto, avranno trenta tuniche e trenta vesti; ma se nessuno indovinerà la soluzione, allora saranno i Filistei a donare altrettanto a Sansone. Dopo tre giorni di tentativi, gli invitati minacciano la sposa, che per i sette giorni del banchetto tormenta il marito per avere la spiegazione. Il settimo giorno Sansone cede e le spiega la soluzione. Lei quindi la riferisce ai Filistei.
Sansone capisce di essere stato raggirato e si reca ad Ascalon, dove uccide trenta uomini e prende le loro vesti per darle agli invitati della sposa. Poi se ne va infuriato a casa di suo padre e lascia la sposa al compagno che aveva fatto da amico di nozze.
Tornato dalla moglie, Sansone scopre che il padre l’ha maritata al compagno di nozze. Allora decide di vendicarsi: cattura trecento volpi, lega le code a due a due e mette tra le code legate una fiaccola accesa. Poi libera le volpi per i campi dei Filistei e tutto il raccolto viene bruciato. Quando i Filistei vengono a sapere che la causa del disastro è il matrimonio tradito, bruciano la donna e suo padre. Persa la moglie, Sansone giura di vendicarsi e compie una strage nel villaggio filisteo. Successivamente, dopo essere stato catturato dai Filistei e liberato dall’intervento di Dio, uccide mille uomini con una mascella d’asino. Dopo il massacro, Sansone prova una grande sete e invoca il soccorso del Signore. Allora Dio spacca la roccia e ne fa scaturire acqua fresca. A questo punto, Sansone diventa giudice di Israele per venti anni.
In seguito Sansone si innamora di Dalila, una donna della valle di Sorek. I capi dei Filistei le offrono mille e cento sicli d’argento ciascuno per sedurlo e farsi rivelare il segreto della sua forza in modo da poterlo legare. A ogni incontro Dalila interroga Sansone su come può essere legato. Inizialmente lui la inganna ma alla fine le rivela il suo segreto: se il suo capo fosse rasato, perderebbe tutta la forza. Dalila chiama i capi dei Filistei, che riescono a catturare facilmente Sansone dopo avergli tagliato le sette trecce. Gli cavano gli occhi, lo portano a Gaza, lo legano con catene di rame e lo mettono a girare la macina della prigione.
Mentre i capelli cominciano a ricrescergli, i Filistei celebrano un grande sacrificio in onore del loro dio Dagon e chiamano Sansone, che li intrattiene con dei giochi. Allora Sansone invoca il Signore per vendicarsi dei suoi occhi, si mette tra le due colonne portanti e fa crollare la casa in cui si stava svolgendo la festa. Sansone muore e con lui muoiono più persone di quante ne abbia uccise in tutta la sua vita.
La figura di Sansone è stata spesso accostata a quella di Cristo, non soltanto per il sacrificio che entrambi hanno offerto, donando la propria vita. Tra i due c’è un’altra analogia, ovvero il loro nazireato, il loro essere separati dal resto del popole e consacrati al Signore. Cristo fu interamente estraneo a tutto quello che influenza l’uomo. Meditando sulla vita di Gesù, si vede dovunque questo spirito di rinnegamento di sé, questa totale rinuncia della propria volontà, questa ubbidienza e dipendenza perfetta dal Padre Suo. Ma Cristo diventa vero Nazireo nel cielo, dopo l’Ascensione e la Pentecoste quando, avendo ricevuto dal Padre la promessa dello Spirito Santo, l’ha mandato sopra i Suoi discepoli, affinché per la Sua potenza essi potessero sperimentare la comunione con Lui e con il Padre Suo.