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Santanche’: forza italia cosi’ non va

Creato il 25 luglio 2016 da Caval48 @carlovalentini

di CARLO VALENTINI

"No, questo Silvio non me lo doveva fare. Parisi proprio no": Daniela Santanchè lo considera un tradimento. Non solo perché l'ex-Cavaliere non l'ha consultata ma anche perché ritiene Parisi non organico a Forza Italia e quindi inadatto a guidare il partito. Perciò s'è messa a capo della fronda interna, che un risultato sembra averlo già raggiunto col declassamento dell'ex-candidato sindaco di Milano da futuro segretario ad aiutante in campo.

Santanchè non solo è solita dire apertamente ciò che pensa ma in questo momento è impegnata in un tour per presentare il suo libro "Sono una donna, sono la Santa" (Mondadori) e in ogni città incontra gli esponenti di Forza Italia e fa proselitismo. Oltre che a firmare copie del volume (contiene anche consigli alle lettrici: "Non datela. Quando la date è finita. Meglio l'attesa della presa") sprona i forzisti a non mollare e a ritrovare lo spirito originario, quello che non ci sarebbe nel DNA di Parisi. L'ultima tappa è stata nella sala d'onore dell'hotel Astoria di Reggio Emilia e ad omaggiarla è arrivato anche il segretario regionale di Forza Italia, Massimo Palmizio, costretto a buon viso a cattiva sorte di fronte alle esternazioni della Pitonessa, che sembra ormai avere un piede e mezzo fuori dalla casa berlusconiana: "Parisi? Evidentemente a noi piacciono i modelli d'insuccesso. Prima ci spieghi perché ha perso a Milano. I partiti gli hanno dato una macchina perfetta, tenendo anche insieme ciò che insieme non poteva stare, ma lui ha fallito, dovrebbe fare autocritica e invece si autocandida. Il fatto è che l'esperienza di Milano mi ha tutt'altro che entusiasmata: abbiamo messo insieme Berlusconi, Alfano, Salvini, La Russa, uno come Corrado Passera che fu ministro del governo Monti. Se questo schema avesse avuto appeal, oggi il sindaco si chiamerebbe Parisi. Non ha funzionato, come avevo previsto, e adesso lui vuole tornare in gioco. Se diventa il mio capo, io gli faccio un bel pernacchio. Lui non sarà il mio capo. Piuttosto me ne vado. Ma vado via anche se Berlusconi riprende Angelico Alfano e Renato Schifani. Ma scherziamo? Hanno tradito, pugnalato alle spalle Forza Italia e adesso gli facciamo ponti d'oro? Con questi personaggi non voglio avere niente a che fare".

Un tempo fedelissima dell'ex-Cavaliere, lei continua ad avere fiducia in lui ("Berlusconi è una figura importante, ma da solo non vince più. Pur essendo il più bravo, gli serve una squadra intorno. Bisogna coinvolgere Lega e Fratelli d'Italia. Questo è il centrodestra") ma non approva che il cerchio magico sia stato messo brutalmente alla porta, il suo desiderio è che "Forza Italia diventi un vero partito- afferma- basta con i nominati, i proclamati e gli autoproclamati per acclamazione. Facciamo le primarie e troviamo una vera classe dirigente, altrimenti Forza Italia finirà male. Ci vogliono metodi democratici, e bisogna riportare al centro il merito. Solo così torniamo a vincere, non vorrei più vedere divisi Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia bensì una sola cosa senza orticelli, una cosa per vincere tutti insieme, per questo servono primarie e dirigenti che sappiano il fatto loro, che siano rappresentativi e in grado di guidare una grande coalizione di centrodestra, con un muro che ci deve dividere da quelli che ci hanno traditi per andare al carro di Matteo Renzi. Vedo tanti che vorrebbero tornare. Sono andati alla corte di Renzi, consentendogli di tirare avanti, ora si rendono conto che la stagione è arrivata al capolinea e si agitano. Io non gli apro la porta".

Quindi Forza Italia alleata con la Lega? "Stavamo con la Lega con Bossi che era secessionista- risponde- oggi c'è Salvini che è nazionalista... e noi non lo vogliamo, proprio non capisco questa strategia. Salvini è un uomo intelligente e capace. Dobbiamo lavorare per unire il centrodestra, non per dividerlo, e capire qual è il nostro schema di gioco, in che campo noi vogliamo giocare. Io ritengo che il nostro campo è insieme alla Lega e a Fratelli d'Italia. Il mio schema di gioco non può essere quello dell'inciucio, quello del partito della Nazione con Renzi, Berlusconi, e tutti lì a fare una melassa di centro, di sinistra-centro. Si tratta di un'ipotesi che rifiuto categoricamente".

Così è sistemato anche Fedele Confalonieri che in un'intervista aveva auspicato una sorte di governo d'unità nazionale per fare uscire il Paese dalla crisi. Un'ipotesi che, secondo la Santanchè, dilanierebbe Forza Italia.

Lei ha tutta l'intenzione, come scandisce alla platea reggiana dei forzisti, di scendere dalla nave prima che affondi, ovviamente se i suoi consigli non saranno seguiti e le falle faranno entrare irreparabilmente acqua. I presenti annuiscono e alla fine commenta sottovoce: "vedete? La base del partito è con me, condivide quello che dico".

In effetti è stata applaudita quando con veemenza ha arringato: "Inutile raccontarcela, Forza Italia e il centrodestra sono in grandissima difficoltà. Ma la soluzione non è riprendersi Alfano e Schifani. Basta con i Bonaiuti e i Cicchitto che hanno tradito e oggi fanno la stampella di Renzi: quelli devono morire lì dove sono adesso. O loro o io, o meglio o noi perché so che voi la pensate come me".

Aggiunge: "Un collega parlamentare forzista mi ha mandato un sms con scritto: 'ottime le parole di Schifani'. Ma dove sono ottime? E' stato un traditore e noi apprezziamo il fatto che voglia tornare? Ma dove siamo, neanche un pizzico di orgoglio della nostra storia? E siccome volete sapere chi mi ha scritto l'sms ve lo dico: è stato Maurizio Gasparri".

Daniela Santanchè è, come sempre, un ciclone. I dirigenti di Forza Italia venuti per ossequiarla non sanno che pesci pigliare, qualcuno guarda il telefonino, altri fanno sorrisi di circostanza. Ma lei è pronta per l'affondo: "Sapete che vi dico? Un partito potrei farlo io se mi tolgono Forza Italia, perché sia chiaro non sarei io ad andarmene, sarebbe il partito a mutare geneticamente, per questo dico a Berlusconi di non fare passi falsi, se ne pentirebbe. Se ci facesse riprendere Maurizio Lupi, o l'Alfano (sì, lo cita con l'articolo, Ndr) che ha la moglie con 258 consulenze in Sicilia e il padre con 80 raccomandazioni, potete giurarci che il partito lo faccio io. Per non dire della Lorenzin: una sfigata che senza Berlusconi non avrebbe saputo guadagnarsi lo stipendio. E' diventata ministro della Salute senza saper fare una puntura".

Vedremo, se ci saranno, le reazioni di chi è stato così duramente messo all'indice. Infine, all'indomani di Nizza, del Bangladesh e degli attentati sparsi per il mondo, lei chiede maggiore fermezza sull'immigrazione e sull'islam: "Sinceramente faccio fatica a vedere un Islam moderato. Non sento prendere nettamente le distanze dall'Isis e dalla violenza. Dove sono le manifestazioni degli islamici moderati quando il terrorismo si macchia di stragi di innocenti? Sento dei musulmani che si lamentano per il clima ostile che sta salendo, gli rispondo che è ora che scendano in strada insieme a noi contro il radicalismo islamico e il terrorismo. In passato ci sono stati arresti di Imam molto attivi al Nord tra gli immigrati e questo indica come sia urgente legiferare per portare sotto controllo le comunità religiose islamiche e le moschee presenti sul territorio italiano".


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