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Santi e madonne

Creato il 11 marzo 2019 da Iyezine @iyezine

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Santi e madonne
"Santi e madonne"

Sboccava sangue di Giuda dalla caraffa di Mustafà Citammuert, corrente che portava via i correntisti contenti di non essere arrivisti, eppure traguardi in vista non ne avevano in pista e correvano discorrendo così:

- Chi lo sa se è proprio sesamo o papavero chiodato di mucca indorata sacra?
- Quantunquamente sia, che ci si riprenda dal parapiglia generale dopo l'amara spigolatura avuta lì per lì.
- Oramai siam passati sur le Pont d'Avignon!
- ... e, eh, bevendo Dom Pérignon!
- Oh, suvvia, è sicuro che non ci sarà nessun Armageddon.
Baaahh!

Frizionava il verme man mano che la manna scendeva di tono. Semiminima china, la si smembrava nel campo delle fragranze olfattive: scarse le finanze, alte le frequenze, collettivo il bisogno affettivo dei colletti bianchi stirati a vapore.

Ah, Sensei, se il sei fosse nove, le Biancaneve risorgerebbero dalle collette di zucchero, pur sempre buono per quel poco di buono del ciambellano e buon pure per il ciauscolo d'Ascoli col caffettano; chi si affretterebbe ad affettare la torta al caffè, che assapora di tè, con quel gusto angusto delle 17:00 h. pregresse incuneatesi nella carne in guisa di spine di corona sanguinolenta durante la Messa violenta a bagnomaria nella tuta spaziale?

Giust'appunto che il nemico ginnico astrale, stanziale, finanche coassiale, celebrava bonariamente a menadito la tavola imbandita col gomito del tennista ingessato, in seguito bendato il gesuita, mentre l'olio d'oliva del lumicino santo si incendiava salmodiando calmo, sereno: emetteva bagliore rosso-verdino, proprio di mondi saturnini, giustificando lo scippo in technicolor quale estrema ratio.

Oh, lo so bene, lo-so-bene, e ciò usava bene per il ragionere che ticchettava e ticchettava e ticchettava, a raffica, come una sveglia analogica: "GOOD MORNING SISTER VIET-NAM!", urlava dgtnd scheletrico lo schietto americano al popolo sovrano, tanto ci rimetteva soporifero il mulattiere che allo stalliere rendeva alta la
stella tempestata dalla felice alma di Varenne, proprio il centauro cosmico della Venere d'Urbino.


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