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SBARCO IN NORMANDIA – i primi sbarchi del D-Day, 6 giugno 1944

Creato il 24 agosto 2013 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo
Sbarco in Normandia - soldati americani stanno per sbarcare il 6 giugno 1944

Sbarco in Normandia – soldati americani stanno per sbarcare il 6 giugno 1944

SBARCO IN NORMANDIA I primi sbarchi, da Il Mese,Compendio della stampa internazionale, numero 8, luglio 1944, D-Day martedì 6 giugno 1944 tappa 04 – documenti e storia della Seconda Guerra Mondiale (leggi la introduzione e non perdere le tappe dello speciale dedicato al D-Day di Milano Arte Expo).

dal giornalista RICHARD STOUT, inviato dell’Observer

Durante lo sbarco in Normandia io ero seduto sul ponte superiore dell’incrociatore americano Quincy; ci trovavamo all’estremo del fianco destro, i più vicini a Cherbourg. L’incrociatore britannico Black Prince e l’americano Tuscaloosa erano in linea con noi, mentre varie altre navi di tonnellaggio superiore stavano disperse al largo per sostenere la spedizione con le loro artiglierie. I nostri posti erano, per cosi dire, quelli di prima fila per il grande spettacolo; col binocolo potevo vedere fra i 30 e 40 chilometri di costa. Ecco alcuni episodi che non dimenticherò mai. >

Primo, il bombardamento aereo che ha preceduto il nostro attacco. Stavamo sotto grandi cumuli di nubi, donde filtrava di tanto in tanto la luna; l’aspettativa di quattr’ore ci aveva quasi spezzato i nervi, mentre bombardieri invisibili ruggivano senza interruzione al disopra delle nostre teste, simili ad un treno merci senza fine che valicasse un viadotto. Di Francia sorgevano zampilli di proiettili incendiari, mentre dall’alto piovevano mazzi di bengaloni, lasciandosi dietro code lunghissime di fumo. Ho veduto due aeroplani cadere come stelle filanti, scoppiando in fiamme quando hanno toccato i l suolo. Mi ricordo d’essermi acquattato dietro la corazza anti-schegge del ponte scoperto, in attesa che i nostri pezzi da 200 rispondessero al tiro tedesco. La nostra nave, mi pare, ha avuto l’onore di essere il primo bersaglio delle batterie tedesche del nostro settore nel D-Day.

Utah Beach - D-Day Sbarco in Normandia

Utah Beach – D-Day Sbarco in Normandia

Ci siamo abbassati alla prima salva, o almeno mi sono abbassato io, ma dopo un poco abbiamo finito con l’abituarci; i proiettili ci schizzavano l’acqua addosso, ma non ci colpivano. Uno spettacolo angoscioso è stato quello di un piccolo cacciatorpediniere americano smantellato lentamente dalle batterie costiere, che l’avevano colto entro il loro campo di tiro; lo hanno colpito e ricolpito, mentre i nostri cannoni e quelli dei nostri vicini più grossi di noi cercavano di ridurle al silenzio. Presto la nave s’impennò in acque basse, rimanendo a far da segnale per le osservazioni con il binocolo. Un altro caccia è entrato sotto i l fuoco per ripescare i superstiti; credo di aver visto anche una piccola lancia muoversi sotto bordo. Un altro spettacolo è stato la scena animata e affaccendata dello sbarco.

A distanza si presentava come due fila di formiche che andassero e venissero da una mollica di pane: imbarcazioni leggere dirette a terra cariche di rifornimenti; imbarcazioni vuote che tornavano indietro. Vedevo gli anfibi procedere in mezzo ad un bianco tappeto di spuma, e allontanavo il cannocchiale finché, riguardandoli, mi sembravano caracollar sulla spiaggia. Abbiamo assistito ai colpi dei nostri  cannoni, che arrivavano a destinazione, sollevando verso l’alto zampilli di terra, a mano a mano che i bersagli arretravano verso l’interno.

D-Day 6 giugno1944, Omaha Beach

D-Day 6 giugno1944, Omaha Beach – Le prime truppe a sbarcare sulla spiaggia chiamata Omaha Beach furono quelle appartenenti alla 29ª Divisione di Fanteria statunitense, nei settori occidentali, e l’oramai esperta 1ª Divisione di Fanteria, anch’essa statunitense, nei settori orientali. Entrambe le divisioni erano inquadrate nel V Corpo d’armata statunitense al comando del generale Omar Bradley, a bordo dell’incrociatore Augusta. Su questa spiaggia gli alleati hanno il maggior numero di perdite.

Uno dei posti più drammatici era la sala superiore di controllo delle batterie: un ufficiale britannico vi faceva da osservatore; giungevano richieste di portare il fuoco contro questo o quel bersaglio, con i numeri delle coordinate. Tutto procedeva metodicamente come nel reparto ordinazioni di una grande drogheria.

La recezione radio era perfetta. Sentivamo uno “sss, sss, buum,” che significava che le granate erano già in viaggio; dopo un intervallo determinato, l’ufficiale diceva al microfono: “Flash!”, significando che i proiettili stavano ormai per colpire.

Pochi secondi dopo l’osservatore annunciava,”allungate 100 metri” o qualcosa del genere, e noi ripetevamo. Talvolta invece diceva: “Bersaglio centrato” e la soddisfazione era generale. La veduta più spettacolosa, una delle più emozionanti cui mai abbia assistito, è stato l‘atterraggio delle prime truppe del D-Day trasportate da alianti, che parevano uscite da un libro di H. G. Wells.

 

RICHARD STOUT, inviato dell’Observer

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D-Day martedì 6 giugno 1944 tappa 05 – documenti e storia Milano Arte Expo (leggi la introduzione e tutte le tappe del D-Day). Continua

Omaha Beach

Omaha Beach

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MAE Milano Arte Expo [email protected] ringrazia tutti collaboratori della sezione documenti e storia per lo speciale 2013 dedicato allo Sbarco in Normandia operazione Overlord della Seconda Guerra Mondiale.

 

Milano Arte Expo

 

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