Ne ho parlato oggi sul quotidiano Lettera43 (le foto da 7 a 9 si riferiscono proprio agli scempi siciliani).
Il no di Mario Monti alla presentazione della candidatura della città
di Roma a ospitare i Giochi olimpici del 2020 è stato dovuto a ragioni
economiche. Un Paese in profonda crisi non poteva permettersi di
pianificare un evento così grande e costoso. Bene. Credo che sulla
decisione del governo tecnico abbia pesato anche il ricordo dei
fallimenti, degli ecomostri, degli scempi edilizi e delle strutture
faranoiche costate milioni (già miliardi) e mai terminate in occasioni
di altre grandi manifestazioni sportive in Italia.
Si
va dall'enorme scheletro dell'albergo Mundial a Milano alle piste e i
trampolini delle Olimpiadi invernali di Torino, senza dimenticare
l'immensa Città dello Sport di Santiago Calatrava a Tor Vergata. Ma pure
la Sicilia ha fatto la sua "bella" parte. Nella mia regione sono stati
organizzati pochi eventi sportivi di rilievo: casi isolati, ma sempre
caratterizzati da orrori e sprechi, come le Universiadi del 1997, con
grandi e costose incompiute a Catania, tra Nesima e Librino. Un caso
eclatante è stata la gestione delle regate veliche della Louis Vuitton Cup del 2005 al porto di Trapani.
Prima ancora che venisse fuori la cricca degli appalti, legata pure a
grandi eventi come in mondiali di nuoto romani del 2009, il sistema
delle deroghe eccezionali alla Protezione civile è cominciato già a
Trapani. Il governo Berlusconi aveva designato Guido Bertolaso
commissario straordinario, tanto per dire...
Ne ho parlato oggi sul quotidiano Lettera43 (le foto da 7 a 9 si riferiscono proprio agli scempi siciliani).
Ne ho parlato oggi sul quotidiano Lettera43 (le foto da 7 a 9 si riferiscono proprio agli scempi siciliani).