Chi è l’assassino che indossa la maschera? Questa è la domanda che ci si pone quando si guarda Scream, l’adattamento seriale del celebre horror slasher di Wes Craven. Chi si cela sotto il volto di Ghost Face e perchè non riusciamo ad individuarlo nel gruppo dei sospettati? Nove episodi non bastano per capire chi è il killer e quale movente lo spinge ad uccidere, dovremmo imbatterci nell’ultima puntata per scoprire le carte e tirare le giuste conclusioni.
La storia è abbastanza semplice e vede protagonisti un gruppo di liceali coinvolti in un gioco al massacro col serial killer. Tra tutti la giovane Emma è quella più stalkerata dall’assassino, per motivazioni che si scopriranno solo alla fine e con la quale il killer dialoga telefonicamente coinvolgendola nei suoi atti omicidi. Intorno a lei gravita una corte di personaggi minori con precisi ruoli, tutti sospettabili e privi di un ferreo alibi che li scagioni. Di episodio in episodio il gruppo si sfoltirà grazie allo zelo omicida di Ghost Face, e per noi sarà più facile teorizzare chi possa essere l’assassino tra i superstiti. Un compito più facile a dirsi che a farsi dato che tutti i miei pronostici si sono rivelati infondati, facendomi uscire sconfitto dalla “caccia al killer”.
La formula vincente del confondere le percezioni dello spettatore è sicuramente alimentata dall’uso di personaggi fortemente stereotipati, essenziale meccanismo che agisce sul pregiudizio iniziale verso questo o quel personaggio, considerandolo come troppo stupido o inadatto per un ruolo complicato come quello di omicida. Ecco allora la lista dei sospettati.
Chi sarà tra loro il vero omicida? Perchè è spinto ad indossare una maschera? E perchè proprio quella? Sono tutte domande a cui la serie risponde nel tempo, riservandoci solo nei minuti finali la doccia fredda che svelerà chi si cela dietro a Ghost Face.
Una serie Netflix leggera, scorrevole e che non si prende troppo sul serio, in cui protagonisti sembra che sappiano perfettamente il ruolo che recitano portando la propria personalità fino all’eccesso. Il protagonista nerd in questo è fenomenale poichè contestualizza tutto in chiave o videoludica o filmica, colorendo le sue digressioni con i classici Sembra la scena di quel film…, E’ come nell’intro di The last of us, Non uccidermi..non mi mancano tre giorni alla pensione. Tutti i classici stereotipi dei film americani sono esaltati e presi in giro senza remore, arrivando perfino ad una proverbiale autocitazione intorno alla terza puntata in cui il nerd chiede ai propri compagni in classe Come può un classico horror slasher diventare una serie tv? Come si fa a tenere la gente in sospeso così a lungo?
Come il nerd abbiamo la biondina oca, la lesbica bisex, il quoterback, la ragazza orientale, la troia della scuola ecc ecc. Tutti con lati oscuri e segreti bisbigliati. Chi sarà dunque a nascondersi sotto la celebre maschera del serial killer? Non vi resta che guardare Scream e cercare di azzeccare la giusta identità prima degli ultimi 15 minuti finali. Vivissimi auguri!