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Scriba, Non profit; Rovinata

Creato il 23 aprile 2020 da Chinalski

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Scrìba
Dal latino scriba, derivato di scribere ‘scrivere’.
Sostantivo maschile (plurale scribi).
1. (letterario, antico) Scrivano, amanuense; talvolta, trascrittore: Ché a sé torce tutta la mia cura Quella materia ond’io son fatto scriba (Dante).
(spregiativo) Nell’uso attuale, scrittorucolo, scrittore di scarsa capacità e inventiva.
2. (storia) Nell’antico Egitto, appartenente a una casta molto potente, ammirata e ben retribuita che si occupava dell’amministrazione del paese. Nel Regno Antico essi venivano scelti tra le famiglie nobili, mentre nel Nuovo Regno questa professione fu estesa a tutti.
(storia) Nel mondo romano della tarda età repubblicana, schiavo addetto alla scrittura del libro; dall’età imperiale fino al tardo-antico, artigiano dedito tanto alla scrittura quanto alla manifattura del libro, ma anche impiegato dello stato addetto a lavori di scrittura e di copiatura di atti e documenti, per lo più alle dipendenze di magistrati e funzionari, e, dopo l’affermazione del cristianesimo, monaco dedito alla trascrizione di codici per conto del vescovato o del proprio monastero; a partire dal secolo XIII, più scribi cominciano a lavorare alla trascrizione simultanea di singoli fascicoli destinati alla divulgazione della cultura universitaria.
(estensione) Persona che compie un lavoro di copia e di scrittura.
(storia) Nella tarda età biblica e nella prima età postbiblica, dotto ebreo seguace del farisaismo, caratterizzato da un accentuato formalismo religioso.

Una (parola) giapponese a Roma

Non profit [non’profit]
Locuzione inglese, propriamente ‘senza scopo di lucro’, composto di non ‘non’ e profit ‘guadagno, profitto’.
Anche non-profit.
Aggettivo e sostantivo maschile.
Nel linguaggio economico, settore che include associazioni, fondazioni e istituzioni non lucrative, spesso strutturate come vere aziende, che abbiano un proprio patrimonio da utilizzare per attività socialmente utili (studi e ricerche in vari campi, tutela dei beni culturali e ambientali, servizi sociosanitarì ecc.) e i cui profitti, anziché essere distribuiti ai membri dell’organizzazione, devono essere totalmente rinvestiti nell’attività da essa esercitata: il settore non profit, o assoluto il non-profit; organizzazioni, imprese non profit.
Diffuso in italino anche nella variante no profit (o no-profit), è detto anche terzo settore per distinguerlo dal settore privato in senso stretto (gli enti commerciali) e da quello pubblico.
Pubblicità non profit: strumento di impegno sociale con messaggi relativi ad argomenti scottanti del momento (abusi sessuali, droga, AIDS, prostituzione ecc.), realizzata senza commessa.

La parola rovinata

FALENOTTERA
Fastidioso insetto notturno del peso di alcune tonnellate.

Di Franco Palazzi.


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