Scrittori Made in Campania# - La morte in un bicchiere – Un investigatore tanto nostrano

Creato il 25 marzo 2015 da Loredana Gasparri
Continua la rubrica degli scrittori campani, e continua la serie delle mie scoperte. Come ogni martedì sera, ne parlo a WeekendOut, la trasmissione di Radio Piazza Live da Monte di Procida. E' la volta di Renata Di Martino, scrittrice di gialli che vive a Napoli, con una raccolta di racconti, La morte in un bicchiere – Le calde inchieste del commissario Criscuolo. Niente doppio senso in quell'espressione “calde inchieste” che potrebbe richiamare alla mente alcuni titoli di film spinti degli anni '70...il commissario Criscuolo si trova al centro di inchieste calde per motivi soprattutto climatici. Titina De Filippo, e di Tina Pica, due grandi attrici caratteriste compagne di film di Totò e dei fratelli De Filippo, nonché di Vittorio De Sica. A proposito di quest'ultimo, vi ricordate l'irreprensibile maresciallo di Pane, amore e fantasia, o de I due marescialli? Nell'attaccamento al dovere, e nell'essere tutto d'un pezzo, ma incline all'empatia, Criscuolo assume il profilo classicheggiante del Vittorio De Sica brizzolato e affascinante. La simpatia e la tendenza alla commedia, tipiche di Totò, si trovano nel dialetto napoletano usato in confidenza con i suoi agenti e in famiglia, e nei sogni totalmente sconclusionati ma risolutori dell'ultimo momento. Perché leggere questo libro? Se volete leggere di vicende poliziesche, senza trovarvi nelle atmosfere elevate ma un po' cupe di CSI, e se volete ridere un po' in mezzo alle piccole tragedie della gelosia e dell'avidità umane, senza dover salire le vette dei filosofi, questi racconti sono il vostro aperitivo, la vostra pausa caffè, il vostro momento di relax. Vi lascio con un esempio di come potete risollevarvi il morale leggendo racconti polizieschi, con uno dei primi sogni di Criscuolo, nell'immagine qui sotto.Questi racconti di piccoli e grandi crimini perpetrati ai Quartieri Spagnoli sono caldi perché avvengono d'estate. Un'estate calda, lunga e opprimente, che fa sbuffare il povero commissario come se fosse messo alla prova direttamente dalle fiamme dell'inferno. Puntiamo i riflettori su Crescenzo Criscuolo. Per sua natura, il commissario non sembra gradire e amare la notorietà. E' un tipo schivo, per quanto affatto timido o sbiadito. Concentrato molto sul proprio lavoro, che ama moltissimo, da come si evince dalla passione malcelata dalla sua parlata dialettale un po' sbruffona, con un fortissimo senso dell'ironia, che lo porta a sdrammatizzare ogni crimine e ad essere amato, per questo, dalla sua squadra di agenti un po' scalcinata. Dotato di un solido talento investigativo, intriso di un sesto senso che si manifesta in modo enigmatico e confusionario nei sogni, il commissario riesce sempre, con un colpo di coda ad effetto, a risolvere i 22 casi raccolti in questo contenitore un po' affannato e accaldato dei Quartieri Spagnoli. Sono racconti veloci, concentrati in poche pagine, molto “cinematografici”, raccontati in un italiano fluido e flessibile, colorato da un'irresistibile parlata napoletana (complimenti all'autrice, perché trascrivere il dialetto con i suoi fonemi così particolari non è assolutamente facile) che spinge al sorriso e alla risata, anche se in piena tragedia. Leggendo questo piacevolissimo libro, non ho potuto fare a meno di pensare a Totò e ai film di quell'epoca, quando l'Italia stava passando un periodo alacre e laborioso, in cui nascevano idee e cose concrete, nella corsa alla ricostruzione dopo la devastazione del secondo conflitto mondiale. Lo stesso personaggio di Totò, con quella sua ironia molto acuta e intelligente, camuffata dal suo atteggiamento comico, sdrammatizzante, ogni tanto si sovrapponeva all'immagine mentale che mi sono costruita del commissario Criscuolo, di età indefinibile, sempre in movimento e sempre preoccupato dal mondo e dalla sua follia. Ulteriore dettaglio che ha legato quasi indissolubilmente l'immagine di Totò a quella del poliziotto, è il particolare che Criscuolo vive con madre e cameriera, in una bella casa grande, perennemente vivacizzata dagli scambi di opinione un po' accesi di queste due donne, che quando non sono occupate a soffocarlo di premure, litigano tra di loro sul modo migliore di fare pulizia e cucinare. Nella mia personale versione di questo trio, queste due donne hanno il viso di

LoreGasp

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