Magazine Viaggi

Scrivere Breve: Zygmunt Bauman - Retrotopia

Creato il 21 gennaio 2018 da Faustotazzi
Scrivere Breve: Zygmunt Bauman - Retrotopia
Una volta si sperava che le informazioni tracciassero mappe comprensibili del mondo, corredando le strade di segnali ben piantati per terra, in grado di resistere a bufere e inondazioni; ma oggi la loro attività consiste nel rendere estremamente mobili quei segnali, facili da spingere e da girare con un solo dito semplicemente toccando il tasto canc di uno schermo. Ogni giorno, andando al lavoro, all'aeroporto o al ristorante, vediamo persone incollate al cellulare, all'Ipad, al tablet, nel disperato sforzo di comunicare, rimanere in contatto, essere ascoltate. Eppure basta guardarsi attorno per vedere tanta gente che ignora la presenza degli altri accanto a loro, non riesce ad entrare in contatto ed evita d'intavolare una semplice conversazione. La proliferazione delle reti tv via cavo e di internet promettevano di espandere i nostri mondi, non di restringerli; invece hanno incrementato la velocità e la precisione con cui ci richiudiamo in enclave assieme a quelli che la pensano come noi. Ascoltare gli avversari è fortemente sconsigliato, provare empatia nei loro confronti un errore fatale: "quando discutete con i vostri avversari non utilizzate mai il loro linguaggio!" 
Se c'è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci questa è: dialogo. Siamo invitati a promuovere con ogni mezzo una cultura del dialogo, che ci aiuti a riconoscere l'altro come interlocutore valido, che ci permetta di guardare l'appartenente a un'altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato. E' urgente per noi oggi promuovere una cultura che privilegi il dialogo come forma d'incontro. Questa cultura dovrebbe essere inserita in tutti i curricula scolastici come asse trasversale delle discipline. Armiamo i nostri figli con le armi del dialogo, in tal modo potremo lasciare loro in eredità una cultura che sappia delineare strategie non di esclusione ma di integrazione, non di morte ma di vita. La situazione attuale non ammette meri osservatori di lotte altrui. Al contrario, è un forte appello alla responsabilità: tutti, dal più piccolo al più grande, sono parte attiva nella costruzione di una società integrata e riconciliata. Il compito che abbiamo di fronte - innalzare l'integrazione al livello dell'umanità intera - si rivelerà arduo e impegnativo come mai prima d'ora. Dobbiamo prepararci a un lungo periodo di domande più che di risposte, di problemi più che di soluzioni, in bilico tra il successo e il fallimento. Siamo come mai prima d'ora in una situazione di aut aut: possiamo scegliere se prenderci per mano o finire in una fossa comune.
In questo estratto Baumann ha citato nell'ordine: George Lakoff (Non pensare all'elefante), Tim Jackson, Tony Selimi (Loneliness, the virus of modern age), Papa Francesco

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog