Scrivere un libro con iPad, guida alle migliori applicazioni

Creato il 28 novembre 2013 da Scrid
Posted on 28 novembre 2013 by Sonia Lombardo in corsi di scrittura, e-book | Leave a comment

Incontriamo Antonio Dini, giornalista, saggista e autore dell’ebook “Scrivere con iPad, guida alle App, alle tecniche e agli accessori”.

L’idea nasce da una provocazione: ho sentito dire molto spesso che il tablet di Apple è un ottimo strumento per consumare contenuti ma non per produrli e ho pensato fosse il caso di fare una piccola indagine per capire se le cose stanno davvero così. Visto che la mia esperienza professionale è legata alla scrittura, ho pensato che le app di questo tipo fossero il segmento con il quale confrontarsi. Inoltre, scrivere su un apparecchio privo di una tastiera fisica è una sfida ancora più estrema che non utilizzarlo per fare musica o per montare video ed elaborare foto. Da questa provocazione è nato il resto del libro.

Cosa potrebbero trovare di utile e interessante gli scrittori/romanzieri leggendo “Scrivere per iPad”?
Innanzitutto una carrellata di app e di modi di scrivere (linguaggi, tecniche, modalità) che potrebbero essere interessanti soprattutto per quelli che non utilizzano i tablet e hanno invece voglia di scoprire cose nuove.

Poi, potrebbero scoprire che si possono fare cose che con altri strumenti non sono possibili: penso ad esempio alla possibilità di inserire delle scritte “a penna” utilizzando uno stilo capacitivo e una app apposita che restituisce il piacere di scrivere a mano.

Infine, potrebbero essere incuriositi dal modo di lavorare di altri scrittori: penso che il termine “scrivere” sia declinabile solo al plurale e, in questo senso, esistano tanti tipi e modi diversi di scrittura. Scoprire che con app differenti si possono praticare meglio alcuni tipi di scrittura piuttosto che altri potrebbe essere di stimolo a sperimentare e cercare nuove strade. La creatività fiorisce di più quando è stimolata e sfidata.

Come sta cambiando secondo te la scrittura con i dispositivi mobili?

Stiamo scrivendo sempre di più, tutti quanti. Messaggi, testi lunghi e brevi, post, commenti, aggiornamenti di stato, tweet. Ci sono tantissime occasioni per scrivere e si presentano ovunque. Proprio per questo, e perché sono una persona profondamente disorganizzata, penso che i dispositivi mobili e un po’ di ordine ci permetterebbero di aiutare al massimo la nostra capacità di scrittura.

Potremmo scrivere ovunque, prendere appunti, elaborare pensieri, migliorare la qualità della nostra prosa (o della nostra poesia, se quello è il genere che preferiamo praticare). Invece spesso e volentieri i dispositivi mobili diventano dei costosi scacciapensieri, per navigare il muro di Facebook e fare qualche giochino da 99 centesimi. È un vero peccato!

La tecnologia sta avendo un’influenza positiva o negativa sulla scrittura e sul linguaggio?

La tecnologia sta avendo un’influenza. Che sia positiva o negativa è un giudizio di merito che è assolutamente relativo e non può essere reso assoluto. Anche la tecnologia dei graffiti preistorici ha avuto un impatto clamoroso sul linguaggio, e poi l’invenzione della scrittura, i pittogrammi, gli ideogrammi, gli alfabeti, i codici miniati, la stampa a caratteri mobili. Oggi abbiamo la possibilità di produrre tantissima scrittura soprattutto perché l’alfabetizzazione è diventata sempre più comune perlomeno nei paesi industrializzati.

Il linguaggio cambia e si arricchisce sempre, definendo la forma della tecnologia più che venendone definito: gli sms sono stati “scoperti” dagli utenti perché erano pensati come sistema di comunicazione di servizio delle reti cellulari, così come i social media di Internet, particolarmente quelli come Facebook e Twitter, sono stati modellati più dagli utenti che non dalla tecnologia sottostante. Adesso è la volta di nuovi apparecchi che sono sempre accesi, sempre con noi, sempre connessi, sempre consapevoli di dove si trovano.

Sul mio diario elettronico si aggiungono automaticamente la temperatura, il meteo e il luogo dove mi trovo quando scrivo, oltre alla possibilità di mettere il numero di passi che ho fatto in quella giornata sino a quel momento. È una influenza enorme, la mia capacità di scrivere e il mio linguaggio sono radicalmente trasformati da tutto questo, eppure non saprei dire se è un bene o un male neanche per me stesso.

Ci sono mille modi diversi con i quali si può praticare l’arte della scrittura. E per ciascuno di essi c’è un’app, o quasi.
In questo libro si scopre quali sono, come si usano e quali vantaggi (o svantaggi) hanno.

“Scrivere con iPad” è disponibile su iBooks Store, compatibile (per adesso) con iPad e OS X Mavericks.
Tra un po’ anche con iPhone e poi con i Kindle


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :