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“Scusate per il disturbo” di Micaela Scapin: lettera d’amore di una madre alla figlia per non dimenticare il passato

Creato il 22 giugno 2015 da Alessiamocci

“Mi chiedo perché esista una malattia che rende l’uomo inerme, riducendolo a vivere nel buio della mente. Non voglio essere divorata dal nulla. Vivrò in un regno fatto di giornate tutte uguali e di un passato inesistente? Sarò sola, perché non riconoscerò più nessuno. Non sarò triste, né felice. Però sarà la tristezza di chi mi ama. Questa è la mia consapevolezza.”

La diagnosi di una malattia, forse tra le più terribili che vi siano: la demenza senile, quella che più spesso viene oggi chiamata Morbo di Alzheimer. Si comincia dimenticando poco a poco le cose più banali fino a scordare la strada per casa, i volti di chi conoscevamo e dei nostri cari, per approdare verso uno spaventoso nulla che cancella tutto.

Un po’ come il Nulla de “La storia infinita” che sta cancellando il regno di Fantàsia e la cui salvezza è riposta nei ricordi e nella fantasia di Bastian.

Questo è un po’ ciò che accade alla protagonista di “Scusate per il disturbo” (La Toletta edizioni, 2014) di Micaela Scapin: l’essere conscia di ciò a cui la malattia la porterà la spinge a scrivere un diario che possa poi essere letto dalla figlia che potrà così ricordare sempre la storia della sua famiglia, il rapporto con la madre, l’affetto provata da quest’ultima nei suoi confronti. Pagine di quaderno che le permettano di non finire nell’oblio e che rappresentino una sorta di testamento familiare non solo per la figlia ma anche per chi verrà dopo.

La realtà è che voglio sopravvivere alla mia morte, al nulla del mio pensiero e della mia mente. L’unico mezzo a mia disposizione è la scrittura. Un diario vero, non quelle cose che adesso chiamano diario in internet.

“Scusate per il disturbo” è la consapevolezza di una donna che teme l’oscurità di una patologia già conosciuta in quanto vissuta anni prima dalla madre.

Ecco che il tutto fa ancora più paura, l’aver assistito in prima persona alla disperazione e alla dissoluzione delle personalità della madre le fa comprendere quanto sia importante lasciare un’impronta di sì che possa far ricordare la vita passata, ciò che di bello e brutto vi è stato e soprattutto che l’affetto non si dissolverà con il resto.

Micaela Scapin, classe 1973, giornalista multimediale di Mestre, già autrice del manuale “Just Married in Venice” per l’Associazione Veneziana Albergatori e del romanzo “Svegliati sono le nove” (Supernova, 2009) ha scritto una commovente e straziante lettera d’amore per una figlia ed una nipote, parole forti che colpiscono il cuore, una confessione di fatti e sentimenti, la rievocazione di importanti persone ormai lontane ma solamente nel tempo.

Centosessanta pagine scorrevoli di profonde emozioni che aiutano a comprendere i timori di fronte alla malattia e l’amore reciproco di un genitore ed un figlio.

Written by Rebecca Mais


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