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Se bastano due incompetenti per ammazzare la Coppa Davis

Creato il 21 novembre 2019 da Tafanus

Come volevasi dimostrare. Avevamo ampiamente previsto che la Coppa Davis (ma è ancora lecito chiamarla così?), nella nuova formula imposta dal Dio Danaro e da due incompetenti (un pedatore 32enne del Barcellona - Gerard Piqué - e un manager bollito da Business School che non ha mai impugnato una racchetta - David Haggerty) sarebbe morta di morte violenta.

Se bastano due incompetenti per ammazzare la Coppa Davis Gerard Piqué David Haggerty

Non spenderemo molte parole su questa nuova cagata epocale, ma ci teniamo a ricordare - anche se è sempre una cosa antipatica - che l'avevamo detto. Avevamo previsto la mancanza di pathos nel giocare in Spagna incontri come Italia-Canada di cui agli spagnoli non fotte un cazzo. Avevamo previsto gli stadi vuoti. Avevamo previsto l'assurdità di un incontro giocato la settimana dopo il master. E avevamo previsto persino l'enormità degli errori commessi nel definire lo schedule orario degli incontri. Italia-USA che termina alle 4:04 del mattino.

La cosa tragica è che questa cagata pazzesca, fortemente voluta da gente che col tennis ha poco a che fare, ha strappato un contratto di 25 anni: un quarto di secolo, una enormità. Non ci resta che augurare a questa puttanata una morte prematura per fallimento economico. Per ora ci basti annotare che . cosa mai accaduta in passato - ben 5 fra i primi dieci giocatori al mondo hanno detto "no, grazie", e che altri già auspichino per le prossime edizioni una diserzione in massa.

Ma ora diamo la parola ad altri, più competenti di me

UBITENNIS - L'organizzazione dovrà essere rodata, chi dovrebbe dare informazioni sa troppo poco per darle, non è stato bene istruito. C'è una grande confusione e i tre stadi con biglietti differenziati non aiutano. [...]

Per me è stato indubbiamente un brusco trapasso, quello dalle ATP Finals della 02 Arena alla nuova discussa Coppa Davis della Caja Magica lanciata con tutte le operazioni di lobby dal presidente ITF David Haggerty e finanziata dalla Kosmos di Piqué, dagli sponsor giapponesi di Rakuten e... anche dalla signora Piqué, alias Shakira (ma avrà pagato?), che approfitta di questa manifestazione per promuovere il suo tour musicale "El Dorado" con uno striscione sul campo. E sarà lei, la cantante colombiana di cui ricorderete il video osé con Rafa Nadal che tanto fece discutere, a chiudere la settimana della Davis qui con una sua performance [...]

PAOLO BERTOLUCCI - La nuova Coppa Davis continua ad andare incontro a feroci critiche. Il format proposto da Gerard Piquè, difensore del Barcellona a capo del gruppo Kosmos che ha finanziato a suon di milioni le novità dell'edizione 2019, non sembra aver convinto giocatori e addetti ai lavori. Se Roger Federer ha preferito snobbare la competizione, senza più esprimersi al riguardo, c'è chi anche durante le partite fa sentire le sue lamentele. Paolo Bertolucci, ex tennista italiano ed ex capitano di Coppa Davis azzurro, su Twitter ha criticato aspramente la nuova competizione: "ho le lacrime agli occhi nel vedere come hanno massacrato una competizione che necessitava solo di qualche correzione! Di bello ha solo il nome. Vero, non tutti la giocavano ma vorrei ricordare che a Madrid (per vari motivi) mancano 5 dei primi 10 del mondo".

LA DAVIS FINISCE NELLE MANI (ANZI, NEI PIEDI) DI UN CALCIATORE MILIARDARII. MORTE CERTA - La nuova formula della Coppa Davis è stata ideata da Piqué e dal suo Kosmos Group. Piqué: al via la rivoluzione della Coppa Davis.

Anzi, il futuro è meglio anticiparlo, proprio come ha già cominciato a fare Piqué che ha fondato il Kosmos Group, insieme ad alcuni soci fra cui anche l'amico Leo Messi, e si è messo in testa di rivoluzionare lo sport mondiale. Primo passo: il tennis, anzi la Coppa Davis e la sua formula paleolitica, secondo lui sia chiaro, così lontana dalle esigenze televisive e da un mondo che va sempre più veloce.

Per questo ha progettato e fatto approvare dall'ITF, in tempi pure relativamente brevi un regolamento innovativo e più snello che ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto ai puristi ovviamente, piace forse a pochi, ma sembra davvero studiato per allargare il bacino di chi segue la Coppa Davis, consentendo dunque nuove partnership e accordi commerciali. Una cosa è certa: le Finals al via oggi a Madrid rappresentano il banco di prova definitivo. C'è un prima e un dopo e in molti lo attendono al varco. Fra questi c'è un nome di peso, e non solo nel mondo del tennis: Roger Federer. Per il tennista più vincente di sempre le proposte di Piqué sono una specie di entrata a gamba tesa, lui questa Coppa Davis non la riconosce e si è rifiutato di giocarla, affossando di fatto anche la Svizzera.

La nuova rivoluzionaria formula ideata da Piqué prevede che dopo la fase di qualificazione giocata a febbraio, si disputi la fase finale in una settimana, questa appunto, in una sede fissa - per due anni sarà Madrid - fra 18 nazioni divise in 6 gironi da 3 squadre cadauno. Andranno ai quarti le prime di ogni girone insieme alle due migliori seconde, poi a seguire semifinali e finale. Il tutto con sfide di soli tre match - due singolari e un doppio - al meglio dei tre set. I puristi, come detto, inorridiscono, qualcuno come King Roger fugge a gambe levate e qualcun altro, come Murray, guarda al passato con nostalgia, ma si adegua, spinto dalla curiosità o forse più prosaicamente dai 20 milioni di dollari che Kosmos ha messo a disposizione quale montepremi.

CORRADO BARAZZUTTI - [...] Barazzutti ha vinto la Coppa Davis da giocatore nel 1976 (l'unico trionfo della nostra storia) e non gradisce il nuovo format della storica competizione: "Una formula così particolare, con 18 squadre al via e tanti incontri in pochi giorni, a mio parere impoverisce una manifestazione importante coma la Coppa Davis. Con la formula tradizionale aveva il prestigio di un torneo del Grande Slam, così mi sembra più vicino a uno di categoria 250 [...]

I NEXT GEN - [...] I NextGen canadesi, i "gemelli" Shapovalov e Aliassime, hanno contestato in coro: "Abbiamo sempre sognato di giocare un giorno la finale di Davis davanti al nostro pubblico, purtroppo ora sappiamo che non sarà possibile. E siamo tristi".

Sarebbe bello sperare in una protesta più accesa, magari in un clamoroso boicottaggio come quello di Wimbledon 1973, quando, per solidarietà con Niki Pilic (sospeso dalla sua federazione), 81 dei primi del mondo saltarono i Championships. Altri tempi, altre personalità.

IL GENIALE BINAGHI (Quello che ha voluto la dopata Sharapova madrina degli Internazionali d'Italia, con tanto di show al Colosseo): [...] "Stiamo raccogliendo risultati che il tennis non conseguiva da 40 anni". Con la differenza che, "rispetto ai campioni di allora", Berrettini e Sonego "sono giovani giocatori in crescita e promettono di mantenerli per i prossimi 10 anni". Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, vede schiarirsi l'orizzonte dell'Italia che oggi contro il Canada inizia a Madrid il suo cammino nella Coppa Davis dal format rinnovato: tre soli incontri, disputati al meglio di tre set e non più cinque: "Con questa nuova formula la Davis diventerà ancora più incerta; siamo tra le nazioni favorite, ma competiamo in un girone molto difficile, con Canada e Stati Uniti"

(Tutti sappiamo come sia finita: non finiamo neanche fra le nazioni ripescate per la seconda fase).

UNA TRAGEDIA CHE POTREBBE DURARE UN QUARTO DI SECOLO (Huffington Post) [...] Dal prossimo anno - e almeno per i prossimi venticinque, salvo imprevisti - la Coppa Davis cambierà completamente la sua struttura, come annunciato in estate dalla Federazione internazionale di tennis (ITF).

Il nuovo format della Coppa Davis è stato proposto e introdotto dal gruppo Kosmos, una società che si occupa di investimenti nel mondo dello sport fondata dall'attuale difensore del Barcellona e della nazionale spagnola Gerard Piqué assieme all'imprenditore giapponese Hiroshi Mitikani, proprietario dell'azienda giapponese di commercio elettronico Rakuten (sponsor del Barcellona). Il nuovo torneo è stato presentato ufficialmente lo scorso agosto a Orlando, in Florida, nel corso dell'Annual General Meeting della ITF, da Piqué in persona.

ROGER FEDERER - [...] All'idea che Piqué possa prender in considerazione di piazzare a Lille nel 2019 un eventone come le prime finali della nuova Davis proprio alla vigilia della terza Laver Cup (a Ginevra dal 20 al 22 settembre 2019) a Roger devono essere 'girate' parecchio. Nella conferenza stampa dopo il match vinto a New York contro il giapponese Nishioka ha definito (lo riferisce The Times) "un po' strano" il fatto che "un calciatore si intrometta nel business del tennis" [...] "E' come quando giochi a Jenga (si costruisce una torre con mattoncini di legno e i giocatori devono toglierne a turno un pezzo n.d.a.): quando togli una stanza devi stare attento che non caschi l'intero palazzo".[...]

LLEYTON HEWITT - Il capitano australiano di Coppa Davis ed ex numero uno del mondo, Lleyton Hewitt, ha attaccato il nuovo formato del torneo come "ridicolo". Hewitt, due volte campione di uno Slam, ha attaccato Gerard Piqué, difensore del Barcellona e l'uomo dietro i cambiamenti alla Coppa Davis come fondatore e presidente della società Kosmos, dopo che la Federazione Internazionale di Tennis (ITF) ha approvato la nuova visione per il torneo. "Ora veniamo gestiti da un giocatore di calcio spagnolo, è come se io me ne esco e chiedo di cambiare la Champions League, è ridicolo", ha detto Hewitt ad Adelaide. "Non sa nulla del tennis". [...]

La partnership venticinquennale vedrà Kosmos investire tre miliardi di dollari nel torneo (Pecunia non olet...). Ogni sfida consisterà in due singolari e un doppio al meglio dei tre set. "Penso che avere le finali in un posto sia ridicolo, personalmente non credo che giocheranno tutti i migliori giocatori, aspettiamo e vedremo", ha detto Hewitt. "I due principali punti di differenza sono, l'aspetto di non giocare più in casa o in trasferta ed eliminare le sfide al meglio dei cinque set". I commenti esplosivi del capitano australiano arrivano ​​prima della sfida dell'Australia

SI24.IT - [...] Tasche piene, spalti vuoti: non è la Davis della gente - Inutile girarci intorno: la Coppa Davis targata Piqué non è un successo di pubblico. La Caja Magica di Madrid riesce a riempirsi al completo solo quando in campo c'è la Spagna di Rafa Nadal. In altre occasioni, specialmente per partite tra paesi non troppo vicini, lo scenario è desolante. Persino la Serbia, nota per i suoi tifosi rumorosi, non è riuscita a colmare gli spalti madrileni.

Un fallimento che la regia dell'evento cerca di mascherare per quanto possibile, con inquadrature strette sui gruppi più nutriti. Tantissime le critiche piovute da chi, anni fa, questo evento lo ha giocato, e ha potuto essere testimone di sfide seguitissime e con tifo assordante.[...]

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