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Se il potere legislativo e quello amministrativo sono malati anche quello giudiziario non gode di buona salute

Creato il 17 dicembre 2012 da Federbernardini53 @FedeBernardini

File:Giotto - Scrovegni - -43- - Justice.jpg

Secondo recenti dati EURISPES il 47,8% degli Italiani ha fiducia nella magistratura e solo il 12,1% nei partiti.

Un dato molto significativo, che dimostra un disamore per la politica che si concretizza anche nei dati allarmanti sull’astensionismo: quattro Italiani su dieci manifestano l’intenzione di non recarsi alle urne o di votare scheda bianca.

La politica ha toccato il fondo ma non dobbiamo nasconderci il fatto che la maggioranza degli Italiani non ha fiducia nemmeno nella giustizia.

Un sistema giudiziario che versa in condizioni disastrose, sottoposto a continui richiami da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo e bisognoso di urgenti riforme.

Non sono un esperto, ma solo un osservatore preoccupato, e mi limiterò ad elencare alla rinfusa quelli che mi sembrano i problemi più evidenti e allarmanti che concorrono, pur in presenza di una notevole spesa da parte dello Stato, a rendere il nostro sistema giudiziario meno efficiente rispetto a quello della maggior parte dei paesi europei.

Le cause, soprattutto in sede civile, sono infinite e molto spesso si concludono con la prescrizione (il 90% del contenzioso presso la Corte europea dei diritti dell’uomo riguarda questo argomento); la magistratura italiana è funestata dalla presenza, al suo interno, di correnti politiche che si combattono tra di loro e molti magistrati, oltre a peccare di protagonismo, fondano sulla loro attività giudiziaria quelle che saranno le loro carriere politiche; le carriere dei giudici sono vincolate al criterio dell’anzianità (rimangono in ruolo fino a 75 anni) e non vi è differenziazione di ruoli fra magistratura giudicante e magistratura inquirente; non vi sono norme adeguate rispetto alla responsabilità civile del magistrato e, anche in presenza di “danno ingiusto conseguente ad un comportamento, atto o provvedimento giudiziario posto in essere da un magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni… la responsabilità per il risarcimento dei danni grava sullo Stato” (Consiglio Superiore della Magistratura); benché il concorso per accedere alla magistratura sia estremamente severo e selettivo, non sono mancati gli scandali delle raccomandazioni (celebre quello del 1991); vi sono gravi carenze strutturali e gravi carenze di organico, anche fra il personale ausiliario, demotivato da retribuzioni risibili rispetto a quelle dei magistrati (soprattutto quelli di alto rango, che godono anche di indennità e privilegi anacronistici).

Ma in Italia, seguendo l’antico costume di dividerci in Guelfi e Ghibellini e di attribuire tutti i meriti alla nostra parte e tutti i demeriti a quella avversa, si tagliano i giudizi con l’accetta e, a seconda dei casi, i giudici sono i salvatori della patria e i politici di governo gli affossatori delle libertà repubblicane o, viceversa, i giudici sono i sovvertitori del suffragio popolare e i politici di governo dei perseguitati.

La verità è assai più complessa e credo che tutte le nostre istituzioni…e il cervello della stragrande maggioranza degli Italiani necessitino di una urgente e straordinaria manutenzione.

Federico Bernardini

Illustrazione: “La Giustizia” (Giotto – Cappelladegli Scrovegni), fonte http://it.wikipedia.org/wiki/File:Giotto_-_Scrovegni_-_-43-_-_Justice.jpg



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