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Se morire diventa un gioco: Game Night – Indovina chi muore stasera

Creato il 30 aprile 2018 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
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Game Night riesce a essere intrigante nei suoi infiniti mascheramenti, prestandosi a soddisfare il divertimento dello spettatore senza insultarne l'intelligenza. Non è cosa da poco

Senza voler intellettualizzare troppo un film che non va in cerca di altra legittimazione se non quella del divertimento dello spettatore, si potrebbe dire che Game Night - Indovina chi muore stasera è la materializzazione di un ossessione. La febbre per i giochi di società e le conseguenti serate passate in casa d'amici, in mano ai registi John Francis Daley e Jonathan M. Goldstein (già sceneggiatori di Come ammazzare il capo...), diventano lo spunto per un medley cinematografico che mette assieme Fincher e i fratelli Farrelly: dal primo, in particolare da The Game, oltre all' escamotage narrativo, mima l'impossibilità di distinguere con chiarezza verità e finzione; dal secondo, invece, mutua la tipologia del divertimento che deriva tanto da una comicità costruita sugli eccessi e sul paradosso quanto dalla capacità di decostruire gli avvenimenti per sottolinearne la corrispondenza con situazioni tipiche degli action thriller e della comedy, generi a cui Game Night si rifà molto spesso in maniera parodistica, come talvolta per riprodurne il ritmo e i meccanismi finalizzati a generare sorpresa e tensione.

Considerato che le coppie di giocatori sono tre e che l'eterogeneità di ogni formazione serve più che altro per mettere in scena una sorta di guerra dei sessi tra uomini e donne, c'è da aggiungere che Game Night nell'organizzare un'insolita caccia al tesoro (uno dei giocatori sarà ucciso - veramente o per finta non conta - se qualcuno non arriverà in tempo a salvarlo) trova persino il tempo di scherzare con se stesso. Se il tema del film è appunto la passione per i giochi di società e ciò che vediamo altro non è che la rappresentazione degli stessi con persone in carne e ossa, allora non ci si stupisce quando di tanto in tanto i registi inseriscono delle panoramiche volutamente artificiali che, riprendendo le azioni dall'alto e facendo degli uomini e degli ambienti i modellini di un plastico vivente, trasformano lo schermo in un gigantesco tavolo da gioco, dove lo spettatore è idealmente chiamato a partecipare.

Interpretato, tra gli altri, dai bravi Jason Bateman e Rachel McAdams, sempre puntuali nel far prevalere l'interpretazione sul divismo, Game Night riesce a essere intrigante nei suoi infiniti mascheramenti, prestandosi a soddisfare il divertimento dello spettatore senza insultarne l'intelligenza. Non è cosa da poco.

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