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Se questi sono gli uomini, di Riccardo Iacona

Creato il 25 ottobre 2012 da Funicelli
Quella che state per leggere è la cronaca di un viaggio, durato qualche mese, cominciato a Enna e finito a Milano. e' una storia collettiva raccontata con il materiale vivo delle parole, delle testimonianze, un materiale impastato del dolore, della rabbia, dello sbigottimento dei sopravvissuti. E' l'incredibile racconto di una tragedia nazionale, che si sta svolgendo in tutto il nostro territorio, da sud a Nord, dai piccoli paesi alle grandi città, e investe tutti gli ambienti sociali, dal più povero al più ricco, nessuno escluso. E' la storia delle tante donne uccise in Italia. 137 solo l'anno scorso, una ogni tre giorni. Giaà più di 80 queest'anno, nel 2012, a fine estate [a fine ottobre abbiamo passato quota 100, con l'omicidio di Carmela Petrucci a Palermo], mentre questo libro sta andando in stampa. Una strage di donne che non si ferma, che non conosce crisi, che macina lutti e sparge dolore come una vera e proprpia macchina da guerra.
Perché di guerra si tratta, di uomini che si armano per uccidere le loro donne, quelle con cui stanno e quelle con cui sono stati. Gli assassini infatti sono quasi sempre loro, mariti, ex mariti, partner, ex partner. Una guerra che prima di finire sui giornali nasce nelle case, all'interno delle famiglie, nel luogo che dovrebbe essere più sicuro e protetto.
E invece diventa improvvisamente il più pericoloso, una prigione , l'anticamera della morte. E' una guerra che ha un obbiettivo immediato: annientare, ridurre al silenzio la donna che ha osato alzare la testa, che ha detto di no, che ha scelto di lasciare il compagno eo che si è rivolta ad un giudice; e un obiettivo strategico, più a lungo termine: impedire alle donne in Italia di essere libere di scegliere, di vivere , di amare. E' quindi una storia che ci riguarda da vicino, perché di dice come siamo nel profondo, tutti, nessuno escluso. E' una storia dell'Italia.
Riccardo Iacona - Questo libro. Da "Se questi sono gli uomini"

Riccardo Iacona, con la collaborazione delle giornaliste di Presa Diretta Sabrina Carreras e Giulia Bosetti, racconta in questo libro di una guerra: come spiega nella prefazione "Questo libro", è la guerra degli uomini nei confronti delle donne. Le fidanzate, le mogli, uccise con un colpo di pistola o strozzate con un cavo del DVD: per raccontare questo viaggio Iacona ha attraversato l'Italia, dal sud al nord. Perché questa è una emergenza che coinvolge tutti e tutto il paese e non è relegata agli strati sociali più bassi.
Da Enna, dove quest'anno è stata uccisa Vanessa Scialfa, dal fidanzato. Fino a Milano, dove nel febbraio 2012 è stata uccisa Antonia Bianco, dal convivente, con uno spillone che l'ha colpita al petto, dopo anni di minacce, botte. La prima denuncia del 2009, alla procura di Milano, è finita nel cassetto.
Le storie che vengono raccontate in queste pagine hanno molti tratti in comune: la donna che viene man mano costretta alla solitudine dal compagno. Costretta a rinunciare al lavoro, a non poter frequentare amiche e persino i familiari (magari con cui confidarsi). Il compagno che è recidivo alla violenza, e che passa dalle parole, ad alzare le mani fino a minacciare la morte. Per se e per la compagna.
Il tutto per colpa di una gelosia dell'uomo che va oltre il normale: queste donne erano considerate come oggetti, oggetti in disponibilità del maschio dominante.
Chi sono questi uomini? Solo nella minoranza dei casi sono dei pazzi. La violenza delle donne racconta di un problema sociale e culturale del nostro paese, solo un parte enfatizzato dalla crisi.
Lo spiega la professoressa Anna Costanza Baldry , che segue il centro anti violenza di Roma:
«Se di patologia si tratta, dobbiamo parlare di patologia sociale, sono uomini ossessionati dall'idea di punire la vittima, di distruggerla, o perché lei ha osato lasciarlo oppure perché si è rivolta ai carabinieri, perché ha chiesto l'affidamento dei figli, o perché ha osato disonorarlo mettendosi con un altro uomo. Sono queste le motivazioni degli omicidi che, come vede, hanno pi a che fare con l'immagine e il ruolo dell'uomo.  Questi omicidi parlano a tutti noi, ci raccontano di uomini che si sentono offesi nella loro mascolinità, che reagiscono con violenza alle donne che vogliono essere indipendenti. [..] il problema non è della singola donna, il problema è la violenza di genere che riguarda a 360 gradi tutta la nostra società.»
«E' per questo che il numero di donne uccise aumenta ogni anno di più?»
«Esatto. Negli ultimi anni c'è stata una forma di recrudescenza degli omicidi fatti dagli ex, che colpiscono la donna proprio quando finalmente riesce a uscire da una situazione che non le va più, quando hanno lasciato i loro uomini, si stanno ricostruendo una vita, quando sono tornate indipendenti dal volere e dai desideri del loro ex partner o marito. Paradossalmente di questi omicidi una volta ce n'erano meno, ma solo perché le donne erano più sottomesse. Vede, non è un caso che la metà di questi omicidi sia avvenuta in Veneto, Piemonte, Lombardia, emilia-romagna. C'è da domandarselo, perché? Perché sono le regioni dove le donne sono più indipendenti, lavorano di più, sono più libere, è lì che scatta la punizione. Io adesso insegno anche a Caserta e alcune delle mie studentesse mi hanno raccontato che anche se il lro findanzato ha alzato le mani con loro, all'altare lo portano lo stesso».
La professoressa Baldry ci regala una nuova prospettiva dalla queale vedere gli omicidi delle donne, come vittime di cioè di una vera e propria guerra di liberazione: l'onda di violenza che colpisce le donne è tanto più alta e forte quanto più stringente è il bisogno delle donne italiane di conquistare veramente le pari opportunità, a cominciare dal terreno delicatissimo del rapporto  sentimentale tra uomo e donna.
pagina 194-195
Cosa fare allora?
Nelle ultime pagine del saggio, Iacona mette alcune punti nero su bianco:
- mettere la lotta alla violenza contro le donne al centro dell'agenda politica per migliorare la legge sullo Stalking (una delle poche cose buone fatte dal passato governo).
- investire nel welfare e in particolare, nei centri antiviolenza nelle città. Oggi la copertura è di 1 posto letto ogni 110000 donne. Si dovrebbe arrivare a raggiungere la media europea di 1 posto letto (per le donne maltrattate) ogni 10000.
- cambiare atteggiamento nei confronti della violenza domestica (che però non è solo relegata nelle case, poiché molte delle violenze sono consumate all'aperto, come omicidi di mafia). Non dobbiamo più far finta di niente, girare la testa dall'altra parte, pensando che quell'uomo che minaccia e picchia la moglie/fidanzata, sia solo un problema interno a quella coppia.
- Infine, puntare su scuola e sulla formazione. Sono passati troppi anni dall'abrogazione del delitto d'onore, dalla legge sul divorzio. Eppure per molti uomini, siamo ancora ai tempi dell'età della pietra.
Come appendice del libro:
- L'elenco delle donne uccise nel 2012 in Italia: da Lenuta Lazar, uccisa a Ferrara il 2 gennaio a Ferrara. A Svetla Fileva, uccisa per strada a Bolzano.
Dopo che il lbro è andato in stampa, il macabro elenco va aggiornato con l'ultima ragazza uccisa: Carmela Petrucci, 17 anni, morta nel tentativo di difendere la sorella dall'aggressione del fidanzato.
- L'elenco dei centri antiviolenza aderenti alla Rete nazionale antiviolenza 1533 e all'associazione nazionale DiRe (donne in rete contro la violenza).
La scheda del libro sul sito di Chiarelettere.
Il link per ordinare il libro su ibs.
Technorati: Riccardo Iacona

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