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Creato il 19 giugno 2015 da Intrattenimento

Dopo l'esperienza con WRC, Milestone riparte da zero con una nuova proprietà intellettuale rallistica

Non sono molti gli studi di sviluppo al mondo capaci di poter vantare 20 anni di carriera: uno di questi si trova in Italia, a Milano, e risponde al nome di Milestone. Una storia composta quasi soltanto da giochi di corse, divisi tra auto e moto, con licenze importanti come quelle dei campionati MotoGP, SBK e WRC. Proprio nell'ambito dei rally è nata la loro nuova proprietà intellettuale intitolata Sébastien Loeb Rally EVO, che abbiamo avuto modo di provare per la prima volta durante l'E3 di Los Angeles. Sébastien Loeb Rally EVO - Primo gameplay

twittalo! Sébastien Loeb Rally EVO è un titolo che merita senza dubbio di essere tenuto d'occhio

Quattro ruote

Partendo dall'esperienza maturata con i titoli precedenti, Milestone ha voluto mettere in pratica una sorta di reset, creando un titolo rallistico più simulativo dedicato quindi principalmente a coloro che desiderano trovare una replica fedele e impegnativa dell'esperienza reale. D'altra parte la disponibilità del pluricampione francese, prodigo di consigli e feedback su handling e comportamento delle varie vetture, ha indicato una direzione chiara che il team ha scelto di intraprendere senza troppi timori. Pur offrendo un modello di guida scalabile e con opzioni di aiuto alla guida di vario tipo, Sébastien Loeb Rally EVO non è certamente un prodotto dedicato agli amanti dei racing game arcade o - peggio ancora - ai casual. Si tratta di un gioco con pochi compromessi, in cui gli errori si pagano carissimo, e che richiede un costante livello di attenzione durante le gare per poter essere domato. Se rientrate nella categoria di coloro che potrebbero apprezzare un prodotto del genere, sappiate che ci sono buone notizie: la demo che abbiamo avuto modo di provare ci ha infatti lasciato ottime impressioni per quanto riguarda il modello di guida e la sensazione di velocità, una combinazione pienamente esaltata dalla postazione equipaggiata con il volante T300 Thrustmaster messa a disposizione per il test. Una periferica perfetta, grazie alla sua qualità costruttiva e all'effetto force feedback, per trasmettere le differenti condizioni del terreno, le asperità, le buche e i salti, con la poderosa trazione delle auto che scaricano tutti i cavalli sotto le ruote. Il tracciato di Sanremo contenuto nella demo ha messo alla frusta le nostre capacità di pilota, garantendo però contemporaneamente una sensazione di appagamento che solo i migliori titoli del genere sono in grado di trasmettere. Non abbiamo purtroppo avuto modo di provare il gioco in condizioni "normali", ovvero utilizzando un normale controller di PlayStation 4, ma è inevitabile che il risultato sia destinato ad essere meno esaltante. Parlando invece di freddi numeri, saranno più di 60 le vetture disponibili, con modelli a partire dagli anni '60 fino a quelli moderni dei giorni nostri. Le ambientazioni dei rally saranno invece 8, divise per esempio tra Svezia, Sanremo e Australia, per un totale di ben 64 tappe. A queste si aggiungono poi 5 tracciati rallycross in cui prendersi a sportellate con altri 5 avversari: nella demo abbiamo provato quello di Los Angeles, divertendoci parecchio nonostante l'intelligenza artificiale dei piloti controllati dalla cpu fosse davvero troppo aggressiva. Si tratta però di un aspetto ancora da correggere e tarare, cosa fattibilissima considerando che l'uscita nei negozi è prevista per ottobre. A completare l'offerta ci sarà poi un tracciato di Pikes Peak di ben 20 km ambientato in Colorado e il multiplayer online fino a 16 giocatori. Milestone ha voluto impegnarsi al massimo nella cura dei dettagli, e infatti per esempio il suono dei motori di ognuna delle auto è stato registrato andandolo a recuperare direttamente dalle vetture reali. Allo stesso modo, le ambientazioni sono state visitate per recuperare così materiale fotografico e informazioni essenziali per riprodurle nella maniera migliore e più realistica possibile. La parte più debole del pacchetto, almeno fino a questo momento, sembra essere senza dubbio la componente tecnica: ci è stato assicurato che i mesi che separano dall'uscita saranno pienamente impiegati nella ripulitura e nel miglioramento della qualità dell'immagine, ma la nostra cronaca non può evitare di riferire di un aliasing molto marcato, di fenomeni di pop up e una complessità poligonale non all'altezza dei migliori prodotti del genere. Anche garantendo ai ragazzi di Milestone il beneficio del dubbio, dubitiamo comunque che Sébastien Loeb Rally EVO possa affermarsi sul mercato per la sua componente estetica. Più probabile invece, e sicuramente più importante, che possa farlo per la bontà dei suoi contenuti e del modello di guida offerto; la nostra prova in fiera ci ha lasciato senza dubbio ottimisti, oltre che estremamente curiosi di poter mettere le mani sul prodotto completo il prossimo ottobre.


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