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Secessionismo e poeti dialettali ░

Creato il 06 febbraio 2020 da Vsgaudio @vuessegaudio
Secessionismo e poeti dialettali ░

░ E' tutta colpa dei poeti dialettali...e della manomorta a bari!

Durante la mia passeggiata di mezzogiorno, stranamente da un po' di tempo non ho più pensieri morbosi. Ad esempio, se prima c'era l'arco temporale in cui, un giorno sì e i due seguenti anche, non facevo che avere pensieri morbosi su Uma Thurman come Beatrix in " Kill Bill"o sullo sguardo che ha sempre Scarlett Johansson, anche quando addenta un pezzo di pizza, per non parlare di come, a un certo punto, si gira a guardarmi quando fa Natasha Romanoff; adesso, niente, nemmeno una gnocca separatista mi tirerebbe su l'oggetto " a " al meridiano, tanto che Lacan, che di queste cose se ne intendeva, oggi mi dite come li farebbe i suoi seminari nei freddi inverni della Paris degli anni cinquanta e sessanta? Ma una gnocca separatista chi mai potrebbe essere?

L'ex ministra senza portafoglio e pro tempore, mi pare, la Brambilla di qualche anno fa o Susanna Schimperna al tempo di "E andando più sotto, quando riporta che i libri che fanno testo per il separatismosalentino sono quelli di Aprile e Patruno, tanto che , anche a marzo, a uno che non ha più pensieri morbosi gli viene in mente il Finocchiaro Aprile del separatismo siculo accomunato a Salvatore Giuliano, che, poi, stando alle ricerche storiche di Tranfaglia e Casarrubea, sembra che fosse di casa in Puglia tra gli anni quaranta e cinquanta, ancorchéfosse più di casa in Calabria, la regione di riferimento del famoso principe nero Pignatelli di Cerchiara, che è, appunto, il paesino calabro cosiddetto della "timba", dove, è da dire, fanno un pane casereccio che quello di Altamura gli fa un baffo. Ma non si vive di solo pane, come disse il poeta, e , per chiuderla con questa tiritera, voglio dire a Merlo che la colpa del secessionismo è dei poeti dialettali, di cui, tolti tre o quattro, tra i quali Blue", che non mi risulta che sia mai stata separatista(anche se per quella storia dei piedi in tv lo stivale insorse...o risorse?) , però, questo è sicuro, è quella che ha recensito, per " Blue"appunto, il mio bootleg sulla manomòrta(l'editore un separatista della Tuscia ? però stampava dai separatisti calabri...), che ha dentro un capitoletto su Bari, di cui Merlo riferisce come città odiata a nord e a sud [ E però, nella cartografia delle microsecessioni, rimane povera e sola anche "la viziosa Bari", odiata quanto Roma dai sanniti, dai salentini e dai maldauni: "la Bari mangiasoldi", "la baia a luci rosse del sesso, della malasanità, degli scandali e delle mazzette". A parziale risarcimento, nella cartografia macrosecessionista, Bari diventa laboratorio. ]. Mario Grasso (gallo-italico di Catania-Acireale; tipo: a Bronte non c'è solo il pistacchio, c'è l'intervocalicazzazione della "d": "reci" per "dieci") e Tonino Guerra(Sant'Arcangelo di Romagna, in cui la dittongazione originaria non è più riconoscibile, ma capita anche di non distinguere più il singolare e il plurale come a Modena: "quest", "questo"; che ci metti la "i"? sì, ma in mezzo: "quist", è l'incursione gallica?), che dire? Mi viene sempre da pensare, questo sì che è morboso, a tutte le lingue e i dialetti che ad esempio si parlano in America e che se, laggiù, si mettessero a fare poesia dialettale come la fanno qui da noi, cosa succederebbe? Malta, in questo, dico, per le tre lingue, che non si sa che, stando a Paul Ricoeur, cultura potrebbe condividere, è emblematica :la lingua materna quale sarebbe? Il latino? E allora la lingua straniera quale sarebbe, visto che, come scrisse Paul Ricoeur, un popolo non può essere poliglotta; scopriranno mai che la loro lingua( che quale sarebbe , il maltese, l'italiano o l'inglese ?)è una lingua tra le altre? E perché allora in quell'arcipelago non si parla la lingua franca che parlano a Tunisi ? E come cavolo è che a Gozo le hanno dato il nome spagnolo visto che dovrebbe essere Gawdesh(leggi:"Gaudesc"), che, in italiano sarebbe " Gaudio"? Quando uno fa il poeta dialettale a Malta che parla? Se vuole fare il secessionista, basta una camicia verde o la canottiera di Salvatore Giuliano? O si mette a scrivere poesie in albanese della varietà tosca, come quello che si parla tra Piana degli Albanesi, Contessa Entellinae Palazzo Adriano, tanto che gira e rigira salta fuori un quaderno di liriche di Salvatore nuostru che sì a Montelepre era nato ma poi...gira e rigira le colonie albanesi sono meno antiche di quello galloitaliche!? E parlando siculo-tosco,la breve storia di 'ntrallazzu(vedi C.Musumarra, Breve storia di 'ntrallazzu, 1952)si allungherebbe e che moneta verrebbe battuta? E le ricevute del bancomat laggiù poi le darebbero in latino come le davanoin Vaticano?

Ah, per Lino Patruno, che volete che vi dica?, mi viene in mente il Lino Patruno dei Gufi(che a modo loro tra dialetti e ballate locali uno li prende e li fa portavoce del secessionismo, no?), poi, vabbé, lo so che è quello della "Gazzetta del Mezzogiorno"...che fanno a Bari...ea Foggia s'incazzano di brutto anche se le friselle, visti i pomodori che ci sono nel tavoliere, le mangiano anche lìanche se è il Salento che è una frisella...e si son scordati il Salice Salentino, che, tra acqua e sale, è un po' come i pensieri morbosi che adesso non mi vengono su , come fai a berteloquando la friseddra sta a quaranta gradi e tu sei come nu pizzu calatu a mare?!

▐ Questo testo è stato pubblicato come commento il 27 marzo 2014 sul blog di Francesco Merlo come commento a→

Secessionismo poeti dialettali

Secessionismo e poeti dialettali ░

Beckettiana sull'usura di Ezra Pound. ░ Stimmung di V.S.Gaudio per "Affari poetici-Una poesia in dono"
Con usura disse in capo a quale torretta l'occhio ha una solida pietra squadrata e liscia l'estremo limite del niente fin fond du néant per istoriarne la facciata la tête, ce ne fut que dans ta tête tutto sommato tout compte fait senza contare i quarti d'ora nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine non si fa pittura per tenersi arte in casa ma per vendere, vendere presto il tuo pane e la pietra immagina se un bel giorno questo immagina se questo, un giorno questo un bel giorno come carta questo senza segala né farina di grano duro il tuo pane sarà straccio vieto con usura il tratto falsa i confini ch'ogni cosa pur nell'essere ogni cosa dunque quella là, même celle-là lungo tutta la spiaggia alla fine del giorno la lana non giunge al mercato fin quando le pecore non rendono allora nessun suono solo l'usura spunta in mano alle fanciulle con quanto da dire con l'ago o chi fila e confonde la tela nel telaio ...

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Sembra la calligrafia di Grazia Di Lisio dentro la scrittura paratattica dell' haiku, con l'istante consacrato di una puntura esistenziale, il sollevamento metrico che arresta la divisione del reale: come dire che è nella formula delle strutture mistiche di Gilbert Durand che la poetessa scopre le forme, quindi con una " messa in miniatura" fatta con la continuità legata→ e da qui si potrà rinvenire, nel suo step-style, analisi e avidità; anche se in alcuni segni, la stessa continuità grafica si fa staccata, come avviene in Guido Ballo, e svelerà, al contrario, intuito, sintesi e angoscia. Nel gruppo dell' ordine, la sua grafia è chiara come quella di Pietro Cimatti e Antonio Spagnuolo, e perciò dentro un ritrovato equilibrio, sulla cui retta sintagmatica attiva (o si muove con)lo schema verbale del " Confondere" e del " Possedere" come se la continuità della sua grafia fosse di nuovo legata, come quella di Benito Sablone, Lucio Zinna e Elio Filippo Accrocca.
La poesia non è obbligata a di...

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La M dipinge la società, non come una copia, ma come Balzac, che aveva in sé un'idea di bella pittura;laA è dentro la leggibilità dell'haiku, che è possibile concepirlo grazie alla fotografia; laCraddoppiata e a due colori è il noema della foto e sul pavimento è cinema, e, addirittura, così fatta e doppia, sdoppia la finzione, è una messa in scena; la H dà l'impressionecome l'haiku che ciò che è enunciato (MACCHINA)ha avuto luogo, effettivamente ed è contingente all'istante, e potremmo lasciarlo lì come istante in rilievo, che non è vero che non ritorna più, è l'istante della MACCHINA, che, avete visto?,leggetela: non ha la R di ruota, e ne ha 4, sembra il 4 quellaH; la N è veloce, cinematografica, sequestra la affidabilità della foto, che è tutta nella ultimaA: " È stato" anche il cinema, è tale, si duplica come la C, si percepisce, d'un tratto, è evidente che così il mondo, ilNotevole, può essere diviso all'infinito. La I è per la metonimia estrema, vicina o aderente alla s...

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Improvviso Camminando lungo queste strade larghe O quasi cunicoli la polvere alla luce calante Di questa sera lupa di un'umanità furfante
S'alzava e disegnava forme di un'utopia Impossibile imprevista e resistente nella Mente che non parla da sola ma ascolta
Cosa possono dire le stesse cose che ci Appaiono inerti - polveri di morte che Improvvisamente si alza e ritrova il volo
3 aprile 2016 (da Tra Lampi e Corti - Saya Ed., 2019) Adam Vaccaro
!L' intensità della calligrafia di Adam Vaccaro è angolosa e un po' grassa: pertanto ha dominanti che vanno dalla energia, fermezza fino all'espansione tesa tra sensualità e rigore. La forma ha qualcosa di artificiale per via di una certa misura ambigua e inafferrabile, quasi riservata; ancorché però non sia, a ben vedere, anche semplice: insomma si può rinvenire un paradigma di elasticità come quella di Carmelo Cappello, Elio Giunta, Maria Grazia Lenisa e la Spaziani. La dimensione grande rinvia all'ardimento quasi romantico, come si può dissotterrare nella p...

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