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Senilicidio: uccisione o abbandono degli anziani nelle culture antiche e tribali

Creato il 20 febbraio 2019 da Zonwu

In molte culture antiche, tribali e non, l’età avanzata di un individuo costituiva un bene da salvaguardare. L’anzianità conferiva saggezza, conoscenza e tempo da dedicare ai più piccoli per farli crescere e apprendere al meglio il mondo circostante.

Se per alcuni popoli la vecchiaia costituiva un valore, per altri era invece un ostacolo alla sopravvivenza dell’intera comunità. Per quanto possa sembrare crudo e disumano ai giorni nostri, l’atto di sacrificare un anziano per il bene comune non era visto come un gesto crudele, ma come una necessità per far fronte alla scarsità di risorse.

Il senilicidio necessario

Il senilicidio, l’atto di uccidere o abbandonare a loro stessi gli anziani, non era affatto raro nelle culture tribali. Eliminare una persona anziana o debole, poco importa se uccidendola attivamente, lasciandola morire di stenti o costringendola di fatto al suicidio, era un atto spesso necessario per garantire la sopravvivenza del proprio gruppo sociale.

Secondo Anthony Glascock, professore di antropologia della Drexel University di Philadelphia, il senilicidio è stato praticato da circa un quinto delle culture tribali prese in esame dalla sua ricerca; l’ 84% di queste culture esibisce inoltre svariate forme di abbandono degli anziani.

Questo non significa che, tra i popoli in cui era previsto il senilicidio, ogni anziano veniva abbandonato a se stesso o ucciso non appena raggiunta un’età considerata avanzata. Molte culture distinguono tra anziani “in buono stato” e persone “non funzionali”; nel secondo caso, non è affatto rara la pratica del senilicidio o dell’abbandono.

Perché uccidere un anziano

Generalmente il senilicidio si manifestava in società nomadi di cacciatori-raccoglitori che vivevano in territori particolarmente ostili, regioni in cui la sopravvivenza della comunità poteva essere messa a dura prova dalla presenza di un solo elemento inabile o poco utile alle attività quotidiane.

Nella Grecia antica, i casi di senilicidio sembrano essere stati ridotti, come in quasi tutte le società patrilocali o matrilocali in cui era comune che i figli adulti vivessero nella stessa casa di genitori e nonni, in molti casi anche dopo il matrimonio.

Il caso più noto di senilicidio greco è quello degli abitanti dell’isola di Kea: durante l’assedio condotto dagli ateniesi, nel tentativo di preservare le già scarse riserve di cibo i locali decisero per votazione che tutti i cittadini sopra i 60 anni avrebbero dovuto commettere suicidio bevendo cicuta.

Anche a Roma il senilicidio non era istituzionalizzato se non in casi particolari. In Sardegna, uno dei pochi luoghi sotto il dominio romano in cui il senilicidio era praticato, i figli sacrificavano i padri a Crono dopo il superamento del 70° anno d’età.

In linea di massima si può affermare che nelle culture in cui la figura paterna o materna godono di rispetto assoluto, come quelle di tradizione confuciana, l’uccisione o l’abbandono degli anziani era una pratica considerata oscena, disonorevole o quanto meno deprecabile.

Nelle cultura tribali, invece, il discorso era differente. Anche se molti popoli tenevano in grande considerazione la saggezza degli anziani, facevano comunque distinzione tra anziani in salute e anziani non funzionali.

Sebbene alcune culture vedessero nell’uccisione o nell’abbandono di un anziano un evento “neutro”, un fatto della vita inevitabile e relativamente insignificante, per altri popoli l’evento era un momento da celebrare, sia per la vittima che per i suoi carnefici. Anche se l’uccisione di un parente o di un amico provocava sofferenza, era culturalmente la scelta più giusta da fare per il bene della comunità e dell’anziano.

La pratica del senilicidio tra le antiche popolazioni tribali
Omicidio con o senza consenso

Tra gli Eruli, ad esempio, non era raro uccidere un anziano malato pugnalandolo fino alla morte per poi bruciarne il corpo.

In alcune tribù Aché l’omicidio di un anziano non funzionale, con o senza il suo consenso, è considerato del tutto naturale, specialmente per le donne. Kim Hill e Ana Magdalena Hurtado riportano l’intervista di un indio aché che dichiarava di aver ucciso le sue zie spezzando loro schiena e collo e seppellendole ancora vive, o colpendole ripetutamente con frecce.

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Nello stato Tamil Nadu indiano esiste ancora oggi la pratica del Thalaikoothal, l’omicidio degli anziani da parte dei familiari. Anche se formalmente considerata illegale, in alcune regioni è socialmente accettabile e talvolta alcuni anziani richiedono esplicitamente di essere uccisi, anche se l’usanza è stata sfruttata più di una volta per compiere abusi su familiari in età avanzata.

Il thalaikoothal prevede un bagno con olio di prima mattina e l’assunzione di bevande fredde a base di latte di cocco per provocare febbre, insufficienza renale e il decesso nell’arco di uno o due giorni. In altri casi, all’anziano viene somministrato forzatamente latte di vacca tappandogli il naso per provocare soffocamento.

Desiderio di morte

Tra i Ciukci siberiani esisteva la consuetudine di essere uccisi volontariamente per mano di un parente quando si diventa anziani non funzionali, troppo deboli per essere utili alla comunità. Questo genere di morte veniva accolta con onore dal resto del gruppo: la vittima appoggiava la testa sulle ginocchia della moglie mentre e due uomini lo strangolavano con una corda avvolta intorno al collo.

Nelle Banks Island di Vanuatu e tra i kaulong della Papua Nuova Guinea gli anziani e gli infermi imploravano gli amici di porre fine alle loro vite seppellendo i loro corpi ancora vivi. In un episodio raccontato da Jane Carter Goodale, un uomo seppellì il fratello afflitto da una grave influenza, senza premere il terreno sulla sua testa; tornò a intervalli regolari, in lacrime, chiedendo al fratello se era ancora vivo, fino a quando non ottenne più alcuna risposta.

Imprese impossibili

Gli anziani Crow (come facevano anche alcuni anziani norreni e gli Yakut siberiani) si cimentano invece in imprese impossibili, come partire per un viaggio solitario senza alcuna speranza di ritorno.

Un esempio di impresa impossibile viene dalla testimonianza del marinaio neozelandese David Lewis, che osservò il navigatore Tevake delle Isole Reef dare l’addio a famiglia e amici prima di partire per un viaggio in solitaria con ben poche speranze di ritorno.

Abbandono

Gli Inuit, per quanto non dediti tradizionalmente al senilicidio (la pratica viene considerata ripugnante in alcune sottoculture), in caso di scarsità di cibo abbandonavano gli anziani indeboliti con la chiara consapevolezza che non sarebbero sopravvissuti a lungo senza cibo (l’ultimo caso documentato si verificò nel 1939).

In alcune tribù degli Aché paraguaiani, l’anziano viene condotto sulla “strada dell’uomo bianco” e abbandonato; nel caso delle donne, invece, viene semplicemente spezzato loro il collo. L’abbandono è un metodo comune nelle società cacciatrici-raccoglitrici nomadi o seminomadi che praticano il senilicidio.

L’abbandono degli anziani al loro destino è stata testimoniata dall’antropologo Allan Holmberg durante una visita ai Sirionò della Bolivia:

“La banda decise di spostarsi in direzione dei Rio Blanco. Mentre tutti facevano i preparativi per il viaggio notai una donna di mezza età che giaceva inerte sulla sua amaca, troppo malata per muoversi o parlare. Il capo mi mandò dal marito della donna, il quale mi disse che l’avrebbero lasciata lì a morire perché era troppo inferma per camminare e sarebbe morta in ogni caso. La partenza fu fissata per il mattino seguente e io restai nei paraggi ad osservare l’evento. La banda al completo si allontanò dal campo senza rivolgere il minimo cenno d’addio alla moribonda. Neppure il marito la degnò di un saluto. Le lasciarono il fuoco acceso, una zucca piena d’acqua, gli oggetti di sua personale proprietà e nient’altro”

da “Il mondo fino a ieri” di Jare Diamond

The optimal sacrifice: A study of voluntary death among the Siberian Chukchi
Honor or abandon: Societies’ treatment of elderly intrigues scholar
Senicide
The Customary Practice of Senicide. With Special Reference to India
Did Eskimos put their elderly on ice floes to die?


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