Magazine Pari Opportunità

senza trucco e senza inganno (per una rivoluzione sessuale femminista)

Da Suddegenere

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Cindy Sherman, Still da film n.39, 1979 

Qualche sera fa, chiacchierando con un’amica di relazioni con alcuni gruppi di donne, mi raccontava di come fosse rimasta abbastanza stupita quando si era resa conto che  in un gruppo di femministe che aveva frequentato il sesso fosse quasi un argomento tabù (mentre lei probabilmente avrebbe gradito un confronto aperto anche su questa questione non da poco). Francamente – nel microcosmo delle mie esperienze relazionali – non mi è capitato di trovarmi di fronte ad ostacoli del genere, ma probabilmente è vero che tra tutte le questioni su cui ci troviamo a discutere con serietà, questo non sia mai stato proprio in cima alla lista quanto piuttosto argomento di confronto tra amiche intime. Ovviamente questo potrebbe essere imputato alla mia vecchiaia, direbbero alcune, visto che sono nata negli anni settanta. Ma avendo modo di frequentare adolescenti e donne molto giovani ho l’impressione che non sia questo il motivo, rispetto al quale comunque continuo a riflettere. Qui di seguito un articolo interessante che avevo adocchiato mesi fa, che propongo e lascio alle vostre riflessioni:

<<COSA C’È NEL TUO PROGRAMMA PER UNA RIVOLUZIONE SESSUALE FEMMINISTA?di Maya Dusenbury – Feministing,  – traduzione di Andrea Morgione

[Un nuovo articolo di Rebecca Traister * sul New York Magazine, che include citazioni da tre membri del team di Feministing! Tale articolo afferma che le femministe dovrebbero discutere di più sulle iniquità della cultura sessuale al di là della sola violenza sessuale.]

Il sesso etero (e non etero, ma, diciamocelo, prevalentemente etero) offerto alle giovani donne non è di qualità particolarmente elevata, per ragioni che hanno a che vedere con l’inettitudine giovanile e la “dolcezza dei cuori”, certo, ma anche per il fatto che il gioco resta truccato.

 Truccato in modi che vanno ben oltre il consenso. Delle studentesse con cui ho discusso hanno parlato di “diritto sessuale maschile”, l’aspettativa che i desideri sessuali maschili abbiano la priorità, con gli uomini che si immagina debbano prendere il sesso e le donne che si immagina glielo debbano consegnare. Hanno parlato di come gli uomini stabiliscano le condizioni, ospitino le feste, forniscano l’alcool, esercitino influenza. L’attenzione e l’approvazione maschile rimane il metro di valutazione della valenza femminile, e ci si aspetta ancora (forse più di prima) che le donne appaiano e scopino come delle pornostar – spennate, lisce come la seta, eseguendo persuasivamente il loro piacere. Nel frattempo, l’orgasmo maschile rimane la conclusione prestabilita dei rapporti eterosessuali; un orgasmo femminile è ancora il round extra elusivo, opzionale. Poi ci sono i doppi standard che continuano a ricadere negativamente sulle donne: una donna in cerca di un partner è facile o disperata; un uomo che dice no sta rifiutando la donna in questione. E ora questi giudizi sessuali si spingono in due direzioni: le giovani donne sentono di venir giudicate o perché fanno troppo sesso o perché non ne fanno abbastanza, o abbastanza bene. Ultima cosa ma non per importanza, i giovani spesso e volentieri hanno rapporti sessuali in stato di ubriachezza, il che in teoria si traduce in un rapporto sessuale al di sotto dello standard per entrambi i partner, ma che nella pratica è spesso peggiore (nel senso di fisicamente peggiore) per le donne.

 Traister suggerisce che un po’ di sana critica femminista del “cattivo sesso” sia caduta in una fessura di un “universo sessuale adeguatamente diviso in due, in cui c’è o lo stupro o la visione positiva del sesso”. Alexandra rimarca che un certo tipo di positività nei confronti del sesso può virare in una posizione acritica alla “dacci dentro, ragazza!” che individualizza i problemi col sesso. “A volte ci penso come ad un equivalente di Lean In** per il sesso”, dice, “nel senso che ci sono questi fattori strutturali che cospirano contro il sesso spettacolare, ma al lavoro o in camera da letto, se conosci la parola magica, se provi abbastanza, se sei brava abbastanza, puoi superare tali fattori”. Reina, i cui scritti sul sesso*** qui a Feministing sono stati davvero azzeccati, parla del modo in cui il nostro concentrarci sulla violenza può a volte adombrare una discussione sul piacere: “A volte penso che nel nostro genuino, profondo, importante desiderio femminista di comunicare che la violenza sessuale è assolutamente e totalmente sbagliata… possiamo dimenticarci che siamo spesso ferite in maniere assai più sottili e persistenti… e possiamo spesso scordare completamente che, alla resa dei conti, il sesso è anche una questione di godimento”.

In definitiva, sono davvero ottimista sul fatto che il tempo sia maturo perché le femministe sviluppino un’analisi esauriente, coesa e radicale di tutto ciò che c’è di merdoso nella cultura sessuale e propongano una visione alternativa – utopistica, forse? – di che aspetto dovrebbe avere l’equità sessuale. Secondo la mia opinione, dovrebbe includere ogni cosa “Dal gap orgasmico alla realmente criminale diseducazione sessuale della vostra giovinezza, passando per i diritti all’aborto e il doppio standard sessuale. Allargare il campo non solo ci spingerebbe a fornire lo stesso tipo di analisi approfondita che è stata sviluppata sulla cultura dello stupro negli ultimi anni, ma ci aiuterebbe anche a vedere meglio i legami tra tutte le iniquità nella cultura sessuale”.

Penso che cominci a essere chiaro che il consenso è il più essenziale dei requisiti minimi. Cosa vogliamo oltre ad esso? Cosa ci sta impedendo di ottenerlo? E io penso che sia necessario “protendersi” verso quelle aree dove sembra che ci siano dei vuoti nell’attuale analisi femminista. Dov’è che la visione di parte femminista sembra in conflitto con le vostre esperienze vissute? Dove trovate il linguaggio femminista del tutto carente nel descrivere le vostre esperienze? Quelle sono proprio le aree dove c’è un immenso potenziale affinché si possa davvero sospingere il movimento in avanti diventando oneste.

Quindi! Che cosa mettereste in cima al vostro programma per una rivoluzione sessuale femminista?

Maya Dusenbery è Direttrice Esecutiva di Feministing e responsabile dell’Editoriale.>>

N.D.T.

*(www.nymag.com/thecut/2015/10/why-consensual-sex-can-still-be-bad.html)

**(Organizzazione no-profit e comunità online dedicata ad aiutare le donne a realizzare le loro ambizioni, www.leanin.org)

***www.feministing.com/2015/03/03/on-ethical-sex-and-the-complexities-of-consent-in-an-unjust-world

*** www.feministing.com/2015/06/03/all-tied-up-lets-do-away-with-no-string-attached-sex/

*** www.feministing.com/2015/06/09/to-catch-a-dick/

*** www.feministing.com/2015/05/26/rape-culture-is-a-contract-we-never-actually-signed/

LEGGI Il sesso: uomini e donne, via Il Ricciocorno schiattoso


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