Serie A 2013/2014: top e flop

Creato il 22 maggio 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

Voto 0 al tifo italiano, quello becero. Dagli insulti razzisti alle aggressioni nei confronti delle squadre per poi passare ad una sparatoria: questa è l’immagine che la Serie A ha offerto al Mondo in questo 2013/2014. Possono cambiare le norme, le pene, ma non la mentalità.

Voto 1 alla stagione del Catania. Dall’ottavo posto dello scorso campionato alla Serie B il passo è lungo, ma l’ottima rosa etnea ha pagato le vicissitudini societarie firmate Pulvirenti. Il presidente catanese ha prima mandato via il d.s. Nicola Salerno e poi esonerato Maran, due degli artefici dell’incredibile stagione 2012/2013 assieme all’ex papu Gómez.

Voto 2 al Bologna. I Felsinei, orfani prima di Gilardino e poi di Diamanti, pagano l’assenza di un bomber e la totale mancanza di gioco. Con soli 28 gol all’attivo nell’ultima stagione il Bologna avrà di che lavorare per riconquistare la Serie A.

Voto 3 all’Udinese. La squadra di Pozzo gioca uno dei peggiori campionati degli ultimi anni e non bastano nemmeno i 17 gol del sempreverde Totò Di Natale per riconquistare l’Europa. Guidolin fa mea culpa e lascia la panchina bianconera per intraprendere la strada di supervisore tecnico.

Voto 4 al Milan perso in una selva oscura. I rossoneri, a partire dai vertici, non hanno le idee molto chiare né sul presente né sul futuro, Seedorf sembra sempre più lontano dalla panchina e lo stesso Balotelli viene messo alla graticola per la sua stagione non proprio positiva. È tempo che Berlusconi lasci la sua ultima poltrona per dare inizio alla rinascita del club.

Voto 5 alla Lazio. La squadra non riesce ad esprimersi al meglio in questa stagione e, fatta eccezione per Keita, sono palesi le carenze nell’organico della squadra dovute ad una pessima campagna. Di sicuro non ha giovato il cambio di allenatore, né la protesta ad oltranza dei tifosi biancocelesti che hanno disertato la curva per buona parte del girone di ritorno in segno di protesta contro Lotito e la dirigenza.

Voto 6 all’Inter. Mazzarri svolge bene l’elementare compito di riportare la squadra i nEuropa anche se, forse, da lui si sarebbe potuto aspettare qualcosa in più. Il 2014 vede concludersi l’avventura in nerazzurro degli argentini Zanetti, Samuel, Milito e Cambiasso, gli ultimi eroi del triplete. Voto 6+ alla Fiorentina di Montella che, alle prese con una squadra decimata dagli infortuni, riesce a raggiungere un ottimo 4° posto.

Voto 7 al ritorno del Parma in Europa. Donadoni ha plasmato un’ottima squadra ed è riuscito ad ottenere il meglio da Fantantonio. Voto 7 anche al Torino. Cerci ed Immobile fanno sognare come ai tempi di Graziani e Pulici ma l’errore dagli 11 metri dell’attaccante di Velletri spegna i sogni dei granata.

Voto 8 al Napoli di Benitez. La stagione era iniziata con grandi aspettative, ma il bruciante inizio di campionato di Roma e Juve ha reso difficile la rincorsa dei partenopei. La Coppa Italia 2014 è un ottimo inizio per un progetto ambizioso.

Voto 9 alla Roma di Garcia. Il tecnico francese arrivato in Italia da semi-sconosciuto ha sorpreso ed impressionato per aver reso i giallorossi una delle squadre più forti del campionato. Con una buona campagna acquisti il futuro dei capitolini appare più che roseo.

Voto 10 alla Juventus. I bianconeri chiudono questa Serie A con 102 punti e +17 sulla seconda, un’iniezione di autostima che dovrebbe lanciare la Vecchia Signora nell’Europa che verrà. Ora tocca alla dirigenza costruire l’esercito di Conte.


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