Sessualità ed autismo. L'educazione sessuale ed affettiva inizia da bambini

Da Paolaromitelli @SitoPsicologia
La sessualità e l’educazione all’affettività sono una parte importante nella vita di chiunque. La pubertà è sempre un momento critico e delicato. Quando la persona che la attraversa è nello spettro autistico le cose possono diventare ancora più complicate. La mancanza di agenzie educative in merito viene spesso e purtroppo compensata dallo scambio con i pari, da cui i ragazzi e le ragazze vengono a conoscenza di alcune cose per loro importanti e in qualche modo appagati. Questo scambio in caso di autismo è improbabile e vanno quindi aiutati. Non sempre è semplice per i genitori o gli educatori iniziare un percorso di educazione alla sessualità o di comportamento sessuale adeguato. E’ invece importante affrontare tali argomenti con naturalità.
Ma facciamo un passo indietro.
I genitori di bambini con autismo sono particolarmente preoccupati dell’arrivo della pubertà del figlio. Le preoccupazioni riguardano sia le modalità educative da affrontare che la paura di regressioni. Rispetto a queste ultime paure, si può essere meno apprensivi poiché recenti ricerche hanno riscontrato in pochi soggetti una “regressione” o “arresto” nella fase della pubertà che inoltre si è mostrata essere una “falsa regressione”, infatti una volta che il ragazzo supera la fase della pubertà ed è entra nella prima età adulta ha riacquisisce tutte le sue competenze.
Per quanto riguarda le modalità educative, queste devono iniziare il prima possibile. Aspettare fino al momento “cruciale” non è adeguato.
Il primo consiglio quindi è quello di iniziare il prima possibile, cominciando semplicemente dall’insegnamento di come si chiamano tutte le parti del corpo, anche quelle intime. Nel farlo bisogna sentirsi a proprio agio. E’ importante comprendere che il disagio e la vergogna sono provate solo dell’adulto e da lui vengono trasmessi.
Il secondo consiglio: in casa è importante avere un atteggiamento intimo e rispettoso dell’intimità dell’altro:
- Non è adeguato, ad esempio, girare nudi per casa perché il bambino potrebbe non comprendere quando e dove può girare nudo e quando no.
- Non è adeguato andare al bagno lasciando o facendogli lasciare la porta aperta (per lo stesso motivo di prima).
- Non è adeguato farsi toccare le parti intime, ad esempio il seno per una donna è una parte intima, anche se tale donna è una mamma (se il bambino cresce toccando, ovviamente in modo innocente, il seno della madre, potrebbe pensare che è un comportamento consentito nelle relazioni con l’altro sesso).
- Non è adeguato baciare il bambino sulle labbra.
- E’ bene togliergli la mano dalle sue parti intime se il bambino si tocca. Toccarsi le parti intime non è, come invece si può pensare, un comportamento “esclusivo” dei ragazzi più grandi, può capitare anche quando il bambino è piccolo e non si pensa che ciò possa accadere. In realtà è naturale e comune. E’ importante perciò agire subito, prima che il comportamento si strutturi. Anche solo quando il bambino tiene la sua mano nelle mutande senza toccare le parti intime, è bene fargli capire che ciò non va fatto, che quello non è un comportamento adeguato.
- E’ bene insegnare da subito ad essere autonomi il più possibile nell’andare al bagno e nell’eseguire una corretta igiene intima. Questo facilita l’autonomia nel momento del passaggio dall’essere bambino/a all’essere ragazzo/a, dove è necessario andare al bagno da soli e lavarsi le parti intime da soli.
- E’ bene comportarsi con la persona autistica tenendo presente la sua età. Si tende infanti ad una iper-infantilizzazione dove, ad esempio, il bambino di dieci anni è preso in braccio e coccolato come se ne avesse tre. E’ bene tenere sempre presente come ci si comporta con bambini neurotipici a seconda della loro età e riportare il tipo di relazione anche con il bambino autistico.
- E’ importante che il bambino venga abituato fin da subito a non abbracciare, baciare o andare in braccio a persone conosciute da poco, conoscenti o non conosciute affatto.
- E' importante non farlo dormire nel "lettone", soprattutto se questo vuol dire penalizzare la coppia (quando il papà va a dormire in salone, ad esempio). Avere il proprio letto in cui dormire è fondamentale per la propria intimità, per la propria indipendenza, per comunicargli che lui è una persona "altra" dalla madre.
Questi pochi consigli sono indispensabili per cominciare da subito una educazione all’affettività e alla sessualità. Sono consigli diretti a tutti gli educatori (genitori, operatori, insegnanti…) che cercano solo di prevenire comportamenti non adeguati che poi è difficile estinguere in età più avanzate (a volte impossibile, soprattutto in caso di gravità), quando il comportamento inadeguato si è ormai strutturato.


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