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Sesto anniversario: atto di messa in mora con intimazione di pagamento.

Creato il 05 aprile 2015 da Gianna
Sesto anniversario: atto di messa in mora con intimazione di pagamento.L'Aquila, l'ultima beffa: i terremotati devono restituire il risarcimento.
Nell’uovo di Pasqua,  per alcuni dei fami­liari delle 309 vit­time del sisma del 6 aprile 2009 a L’Aquila, c’è la sor­presa di una rac­co­man­data… Una let­tera del capo del dipar­ti­mento della Pro­te­zione civile, Franco Gabrielli, ex pre­fetto del capo­luogo d’Abruzzo, che chiede "la resti­tu­zione" delle somme delle prov­vi­sio­nali elar­gite negli anni scorsi. Anzi, Gabrielli non chiede, ammo­ni­sce… Ha spe­dito un "atto di messa in mora e inti­ma­zione di pagamento". 
http://ilmanifesto.info/la-protezione-civile-agli-aquilani-restituite-
Dopo l'assoluzione in secondo grado della Commissione Grandi Rischi, la Protezione Civile rivuole indietro e subito, i soldi dei risar­ci­menti dati ai parenti dei morti dopo la con­danna, il 22 otto­bre 2012, dei sette com­po­nenti della com­mis­sione Grandi Rischi, organo scien­ti­fico divul­ga­tivo della Pre­si­denza del Con­si­glio. Si tratta di risar­ci­menti imme­dia­ta­mente ese­cu­tivi, liqui­dati «entro 90 giorni a pre­scin­dere dalle even­tuali e future cause civili», che furono decisi dal giu­dice del Tri­bu­nale dell’Aquila, Marco Billi, dopo la sen­tenza di col­pe­vo­lezza. I mem­bri della Grandi Rischi, infatti, in primo grado, ebbero 6 anni di car­cere cia­scuno per omi­ci­dio e lesioni col­pose. Impu­tati Franco Bar­beri, allora pre­si­dente vica­rio della com­mis­sione; Ber­nardo De Ber­nar­di­nis, già vice capo del set­tore tec­nico del dipar­ti­mento di Pro­te­zione civile; Enzo Boschi, all’epoca pre­si­dente dell’Istituto nazio­nale di Geo­fi­sica e vul­ca­no­lo­gia; Giu­lio Sel­vaggi, diret­tore del Cen­tro nazio­nale ter­re­moti; Gian Michele Calvi, diret­tore di Eucen­tre e respon­sa­bile del pro­getto Case; Clau­dio Eva, ordi­na­rio di fisica all’Università di Genova e Mauro Dolce, diret­tore dell’ufficio rischio sismico di Pro­te­zione civile.
L’accusa era di aver ras­si­cu­rato la popo­la­zione, dopo la riu­nione del 31 marzo 2009 a L’Aquila, cin­que giorni prima della cata­strofe e dei lutti, sot­to­li­neando che non c’erano peri­coli, e per aver sot­to­va­lu­tato il rischio di un grave ter­re­moto. 
Tutti col­pe­voli e lo Stato ha pagato. Ma il 10 novem­bre scorso, in appello, 6 dei lumi­nari alla sbarra sono stati assolti, dal col­le­gio pre­sie­duto dal giu­dice Fabri­zia Francabandiera.
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E qui c'è la storia di Tonino, un aquilano che nel terremoto del 6 Aprile 2009 ha perso due figlie, la casa e il lavoro e dopo sei anni ancora non è riuscito a ricostruire la sua vita e a cui è stato ordinato di restituire 30.000 € più gli interessi, la somma che il tribunale aveva considerato giusta per ricompensarlo della perdita di due figlie.
http://www.lastampa.it/2015/04/04/blogs/diritto-di-cronaca/laquila-lultima-beffa-i-terremotati-devono-restituire-il-risarcimento-laquila-terremoto-seiannidopo-aprile-dKSRKg75dJ6lPF486BQWSN/pagina.html

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