Sherlock Holmes – Gioco di ombre

Creato il 13 dicembre 2011 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

Anno: 2011

Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Genere: Azione/Thriller

Nazionalità: USA

Regia: Guy Ritchie

A due anni dall’uscita di Sherlock Holmes (Dicembre 2009), film tratto dai racconti di Sir Arthur Conan Doyle che ha sbancato i botteghini d’Europa incassando oltre 516 milioni di dollari, il regista londinese Guy Ritchie ci riprova con un sequel che vede ancora una volta insieme lo stesso cast stellare, gli stessi autori (Michele Mulroney & Kieran Mulroney) e produttori (il magnate Joel Silver,  Lionel Wigram, Susan Downey e Dan Lin). Del resto, squadra che vince non si cambia.

In uscita nelle sale italiane il prossimo 16 Dicembre in 600 copie, Sherlock Holmes – Gioco di ombre non deluderà certamente gli ‘afecionados’ dell’ispettore Holmes assetati di intrighi, tranelli e colpi di scena, ma lascerà a bocca asciutta i fan della bella e intrigante Irene Adler (Rachel McAdams, sugli schermi italiani in queste settimane nel ruolo di co-protagonista in Midnight in Paris di Woody Allen), che farà sospirare il leggendario detective solo per una manciata di scene ed abbandonerà la storia molto presto.

“Nonostante ci abbiamo tenuto, nel film, a dare rilevanza al girl power, mantenuto comunque vivo dai personaggi della zingara Sim (Noomi Rapace) e di Mary Morstan (Kelly Reilly) la moglie del Dr. Watson (Jude Law), abbiamo dovuto cancellare il personaggio di Irene per mantenere un antagonista forte come il Professor Moriarty (Jared Harris)”, ha detto Ritchie nel corso della conferenza stampa che si è tenuta presso l’Hotel Hassler di Roma.

Secondo il regista ed i produttori, il successo di quest’opera è il frutto della sintesi virtuosa dei contributi artistici dei diversi componenti di un team creativo che ha lavorato in perfetta sintonia e con grande passione, a cominciare dagli attori che hanno reso, tutti, delle performance brillanti, sia i protagonisti, Robert Downey Jr. e Jude Law più affiatati che mai, sia coloro che hanno interpretato ruoli secondari, come Stephen Fry, il popolare attore inglese suggerito al regista da Chris Martin per il ruolo di Mycroft Holmes, lo stravagante fratello dell’investigatore.

Sherlock Holmes, così come viene costruito dagli autori della sceneggiatura, appare come il ritratto fresco di un personaggio nato dalla penna di uno scrittore dell’età Vittoriana e serba in sé tanto una componente di fiabesca immortalità, rappresentata da quella sua specie di resilienza anche ai colpi più duri, quanto la gravitas dell’antico romano, la dignità, la serietà che lo spingono a farsi carico del compito di salvare il mondo dai malvagi. Il film, che per alcuni versi riecheggia la saga di James Bond,  risulterà piacevole anche per i non appassionati del genere, perché si giova di una buona sceneggiatura (contiene almeno 20 citazioni del testo originale), è avvincente e scorre veloce. L’uso della macchina da presa digitale ad alta velocità ha consentito al regista di cambiare in vari modi la rapidità delle azioni dei personaggi e di raccontare anche i tempi del pensiero.

Ma andiamo alla trama. Corre l’anno 1891 e Sherlock Holmes, ispettore versatile dall’intelligenza superlativa e dai poteri di percezione soprannaturali, è a caccia del Professor Moriarty, genio del male e suo acerrimo nemico, che ordisce piani catastrofici a discapito dell’intero pianeta. Le indagini di Holmes vengono accidentalmente favorite dalla bella Irene la quale, inavvertitamente, gli fornisce un indizio fondamentale che gli consentirà di mettersi sulle tracce del perfido Professore. Come un segugio Holmes osserva, lecca, annusa, va a caccia di prove che lo conducano fin dentro la tana del lupo. Il suo compito è quello di salvare il mondo dalle grinfie di Moriarty e, per l’occasione, strappa al viaggio di nozze il novello sposo, suo fedele collaboratore, Dr. Watson. I due uomini, accompagnati dalla zingara Sim, che pure contribuirà in maniera decisiva a sciogliere il rebus, ne vedranno delle belle in giro per Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera. Sarà questa l’ultima avventura dei nostri eroi? Ai posteri l’ardua sentenza!

Manuela Materdomini


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