Shhhht, realizzazione di sogni in corso

Creato il 18 aprile 2014 da Chandy
Qualche anno fa ho lavorato in una web agency, ricordo che quello che mi piaceva del posto era la condivisione degli spazi di lavoro, senza saperlo stavo sperimentando il coworking.
Ricordo di un ragazzo che trascorreva tutto il suo tempo libero lì dentro, il rumore incessante dei tasti del pc sotto le sue dita ossute, il suo rimanere in ufficio anche nel weekend.
Credevo che fosse pazzo, come era possibile svolgere una vita simile? Non aveva degli amici?
Poi, una sera, ci siamo ritrovati a chiacchierare. C'era anche una coppia di clienti.
Parto in Russia, disse.
Spalancai gli occhi e, con grande interesse ed entusiasmo, ascoltai i suoi racconti.
Mi resi conto che probabilmente non avevo sbagliato a considerarlo pazzo, l'errore risiedeva nell'accezione negativa che avevo dato.
In tutti quei mesi si era impegnato totalmente per programmare il suo viaggio e ci aveva creduto fino in fondo.
Seppi che non era la sua prima volta in Russia, ci era già stato diverse volte, a volte arrivandoci anche in maniera avventurosa.
Ricordo una sera, venne vicino la mia scrivania porgendomi un mouse nuovo di zecca: Lo vuoi? L'ho appena comprato ma non mi trovo bene con questo modello.
Accettai come faccio sempre con i doni. Quella fu, credo, la nostra ultima conversazione.
Una parte di me giurò che in qualche modo, prima o poi, avrei fatto lo stesso, quel ragazzo mi aveva fatto vedere un'altra prospettiva di vita.


Per molti mesi ho pianificato con il mio compagno il viaggio in India, rinunciando praticamente a tutto il superfluo, per poterci concedere il biglietto dell'aereo.
In realtà non è stato veramente difficile perché conduciamo una vita abbastanza tranquilla (solo qualche anno fa amavo la vita mondana!) ma qualche volta abbiamo dovuto dire no ad una pizza tra amici, ad una serata al cinema, ad acquistare dei vestiti nuovi.
Poco importava, avevamo un obiettivo. Ricordo ancora il giorno in cui, fra lo stupore dei parenti e degli amici abbiamo annunciato la nostra partenza. Ricordo tutti quelli che ci chiedevano dove avessimo preso i soldi e sembrava che dovessimo dare delle spiegazioni a tutti.
Alcune di queste persone ci ha giudicato in un certo modo... quello che mi fa sorridere è che poi non si pongono problemi ad acquistare un cellulare da 600 euro, un pc da 1000 e più oppure una giacca alla moda da 400 euro o a pagare l'abbonamento della pay tv.
Eppure si chiedevano dove avessimo preso i soldi. Forse delle volte non ci si arriva proprio.
Magari uscivano ogni sera a mangiare e bere fuori mentre noi, nel frattempo, da prudenti formichine, mettevamo da parte anche i centesimi nel salvadanaio.
Viaggiare non è poi tutto questo gran lusso, viaggiare non è una cosa da ricchi. Conosco persone che sono andate in India in autostop seguendo la rotta hippie senza soldi in tasca e non sapendo cosa avrebbero trovato lungo la strada. Questo è accaduto qualche anno fa ma è stato pur sempre un rischio, uscire fuori dagli schemi prestabiliti per fare ciò che si desidera.
O altri che, giovanissimi, hanno messo da parte spicciolo su spicciolo per acquistare un biglietto di sola andata. O che lavorano d'estate ai mercatini e poi vanno a svernare in India, conducendo una vita semplice, quella che desiderano.
È solo una questione di priorità, ognuno offre la precedenza a quello che sceglie, che preferisce ma credo che non ci siano sogni impossibili.
Tornata dall'India non pensoavo ad altro che tornare, non è stato ancora possibile ma ho sfruttato tutti questi mesi per studiare come costruirmi una carriera da nomade digitale e in più altre modalità su come portare il lavoro ovunque io sia.
Non posso dire di esserci ancora riuscita completamente, sono solo agli inizi, ma continuo a lavorarci su e ho trovato il modo di unire le mie competenze, i miei studi e le passioni e metterle in forma attraverso la scrittura, creando dei contenuti online per altri.
Racconto questo perchè proprio ieri ho ricevuto una battuta acida da parte di una persona che crede che non abbia altro da fare che stare al computer tutto il giorno. Proprio quello che io stessa pensavo del ragazzo di cui vi ho parlato su :-)
Le mie notti a studiare, le ore seduta davanti allo schermo, a volte stremata, a documentarmi, a informarmi e scrivere mi stanno portando in una direzione... chissà che un giorno non possa dirvi, proprio da questa piattaforma: Ce l'ho fatta!

Immagine da qui

La mia postAzione

In India