di Duccio Chiarini (Italia, 2014)
con Matteo Creatini, Nicola Nocchi, Francesca Agostini, Mariana Raschilà, Bianca Ceravolo
durata: 86 minuti
★★☆☆☆
Solo chi è toscano sa bene quanto Pisa e Livorno siano... mondi lontanissimi, malgrado i trenta chilometri scarsi che le separano. Esattamente come la distanza che c'è tra Paolo Virzì (livornese) e il debuttante Duccio Chiarini (pisano), due registi che qualche critico distratto e facilone tende ad accomunare e confrontare, quasi fossero fratelli di latte, così come molti hanno paragonato questo Short Skin al più fortunato Ovosodo: chissà poi perchè... forse per il fatto che il protagonista si chiama Edo (nella finzione), come il collega Gabbriellini, o forse perchè per chi sta a Roma o Milano, Pisa e Livorno sono la stessa cosa. Eh, se sapessero! Una cosa è certa: il confronto tra i due film è francamente improponibile, e direi nemmeno giusto vista la distanza che c'è tra l'opera migliore di Virzì, regista già affermato anche all'epoca, e un'opera prima "carina" ma piena di dubbi e ingenuità come lo sono (quasi) tutti gli esordi...
Saranno perciò del tutto inutili i goffi ed esilaranti tentativi di "iniziazione" sessuale da parte dell'amico del cuore, solo in apparenza più disinibito e deciso a perdere la verginità prima dell'inizio dell'anno scolastico: sarà solo la decisione, soffertissima, di consultare segretamente un medico che costringerà Edo a fare i conti con l'età adulta e affrontare da uomo il problema. Con i risvolti umoristici che potete immaginare...
Edo infatti è diviso tra l'amore per due ragazze: la "solita" bella del paese, nonchè sua vicina di casa, più grande, più "esperta", più donna, tecnicamente irraggiungibile (almeno così pensa lui), e una coetanea invece più bruttina ma sentimentalmente molto più onesta... e qui casca l'asino, cioè il film, che diventa a poco a poco un campionario di ingenuità e banalità varie tutte già viste e scontatissime, che finiscono per spazzar via in un battito di ciglia la comicità graffiante di cui dicevamo sopra, e che soprattutto restituiscono un'immagine totalmente distorta delle difficoltà tipiche dell'adolescenza. Edo infatti, malgrado il suo scarso sex appeal, viene stimato, coccolato e segretamente desiderato dalle due ragazze (anche se lui non lo sa), le quale soffrono e comprendono il suo stato d'animo, pur non spiegandosi il motivo della reticenza con la quale il ragazzo stenta a concedersi.
Ma è inutile cercare traccia di tutto questo in Short Skin, che invece scorre placido e senza tentennamenti verso l'inevitabile e prevedibile happy end, regalandoci però, tutto sommato, un'oretta e mezza scarsa di divertimento sano e leggero, che non scade mai nella trivialità e che ci fa uscire dal cinema rassicurati e soddisfatti sulla bontà del mondo e la necessità dei buoni sentimenti... al debuttante Chiarini bisogna riconoscere però il merito di aver scelto e diretto un ottimo cast di attori in erba di cui, con tutta probabilità, sentiremo parlare ancora. E questo Marco Creatini (che interpreta Edo) mi sembra, così "a naso", perfino più dotato del Gabbriellini di Ovosodo. La cosa migliore del film è senz'altro lui.