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Si può parlare di Natale, direi

Da Gynepraio @valeria_fiore

Non penso rientri tra le mie mansioni, convincervi ad amare il Natale. È una impresa inutile, un po’ come andare a ripetizioni di greco. Non ho mai conosciuto nessuno che abbia imparato a fare le versioni, andando a ripetizioni. Lo so, perché sono stata studentessa di greco e anche insegnante di ripetizioni.

Parimenti, se siete aridi e prosaici non posso certo tirare fuori da voi un fanciullino dagli occhi scintillanti col solo potere della persuasione. Quello che posso fare è dirvi perché lo amo io, suddividendo le mie motivazioni in 5 macro aree

  • area food: panettone, pandoro, zenzero
  • area visual: ghirlande, luci, candele
  • area business: regali, shopping, biglietti
  • area wellbeing: riposo, sonno, famiglia
  • area soundtrack: tintinnii, ohohohohoh, canzoni di Natale

In buona sostanza, come ci si sta preparando al Natale? Addobbando la casa, organizzando feste e scegliendo regali. Ma andiamo con ordine e iniziamo dalle basi: la palette.

possiamo parlare di natale

Avanguardia pura

Quest’anno ho deciso di giocare su colori assolutamente inusitati per il Natale: il bianco e il rosso. Avanguardia pura, nevvero? Ho pensato però di aggiungere dei tocchi di avana, che, per quanti amano parlare come mangiano, è il color scatolone da imballaggio. Degli anni precedenti, riutilizzerò solo l’albero (un ecomostro di 2 metri, acquistato in saldo nel gennaio 2007 alla Standa e da allora dignitosamente riesumato ogni 8 dicembre), il puntale color oro e la decorazione a forma di stella che amo attaccare allo stipite della porta di casa, attirando così le risate di scherno dei miei vicini che invece, inspiegabilmente, non hanno la questa sobria abitudine di addobbare i pianerottoli. Tutto il resto, è nuovo ma, ovviamente, economicissimo.

SI PUÒ PARLARE DI NATALE: CALENDARIO DELL’AVVENTO

Realizzato con 24 sacchettini color avana e altrettante mollettine numerate acquistate da Tiger. Per il contenuto, mi sono affidata al Negozio Leggero: frutta secca, essiccata e candita, caramelle, liquirizia, tisane, tutto naturale e confezionato nelle loro mini borsine. Lo so che delle sfiziosità Ferrero sarebbero state meglio, ma a Michele non piace il cioccolato, avrei mangiato tutto io trasformandomi in un Visitor brufoloso ben prima di Sant’Ambrogio. Per appendere i sacchettini, ho utilizzato i ganci adesivi Command che avevo già acquistato quando stavo preparando la camera da letto di Elia e che sono ottimi alleati in quanto si rimuovono tirando una linguetta e non lasciano tracce sui muri. Li ho ordinatamente appesi in fila per 6 come i 44 gatti, perché metterli a forma di albero mi ribaltava tutta la simmetria della stanza e poi ci sto male. Sempre da Tiger arriva la mia calza della Befana bianca e rossa, che per compensare riempirò di tisane depurative, ceci su cui inginocchiarsi e patch contro i punti neri.

si può parlare di natale, direi

Made in Tiger e Negozio Leggero

SI PUÒ PARLARE DI NATALE: ALBERO

State calmi che fino all’8 non lo faccio. In realtà questa è una regola nuova, che ho accettato in nome del quieto vivere: quando ero sola e padrona dei miei giorni il 25 novembre ero già lì che lo montavo. Perché? Perché è bellissimo, prima di tutto, e perché mi sbatto così tanto per farlo che me lo voglio godere almeno per 6 settimane. In ogni caso, quest’anno ho detto no alle palle degli anni passati e mi sono buttata su decorazioni in feltro bianche e rosse, acquistate per pochi denari in un negozio che risponde al nome di Ullallà, come l’arcinoto pupazzo di Passaparola. E siccome le stelle sono tante, milioni di milioni, per ficcarci lo spago color avana per appenderle ci vorranno più o meno 72 ore. Indovinate chi se ne sta occupando nei tempi morti. Per entrare nel clima, ascolto questa playlist Spotify, che dopo vari anni di test comparativi, è quella che meglio mixa nuovo&vecchio, sacro&profano: Justin Bieber meets Mariah Carey, Ariana Grande strizza l’occhio a George Michael. Illustre assente, Renè Olsted con la sua Christmas in Love, uno dei miei pezzi natalizi preferiti in assoluto.

Si può parlare di natale, direi

Vale esci stasera? Eh, no, guarda, c’ho da fare

SI PUÒ PARLARE DI NATALE: RICEVIMENTI

Durante le feste, tendo a servire solo pietanze deliziosamente presentate ma prive del benché minimo potere nutritivo. Per questa ragione, i pranzi natalizi non vengono mai consumati a casa mia ma da mia madre o mia zia, meno abili nell’arte di scolpire fiorellini di bresaola ma molto affidabili sul fronte gusto&sazietà.

Io vado meglio nell’organizzazione di aperitivi in piedi, anche perché possediamo 4 sedie, 3 sgabelli e 1 seggiolone, dopodiché non c’è posto per far sedere nessuno. Quest’anno 10 fortunatissimi ospiti beneficeranno del mio kit natalizio Lapponia di Magò, che vivaddio riprende al 100% i colori istituzionali di quest’anno. Solo un caso? Noi non lo crediamo affatto.

si può parlare di Natale, direi

Che trionfo color avana, amici

SI PUÒ PARLARE DI NATALE: REGALI

Ovviamente anche i pacchetti natalizi rispetteranno il codice colore. Utilizzerò sacchetti color avana e carta da pacco color avana, tutto reperibile a prezzi economicissimi su Amazon, chiusi con della prestigiosa fettuccia a tema renne, animale totemico di ogni Natale che si rispetti. Per le nametag viene in mio aiuto il solito Tiger con le etichette color avana che arricchirò con delle perline rosse che, vi giuro, non so dirvi da dove diavolo arrivino.

si può parlare di natale, direi

Ecco il mio packing kit

Come ben sapete, alle mie amiche non faccio regali di Natale: tanti anni fa ho iniziato a destinare diversamente il budget. Ho adottato a distanza Ndoumbe, una bambina senegalese seguita da Renken, la Onlus grazie alla quale ho conosciuto Michele. Fatelo anche voi, sostenete l’educazione di un bambino africano, che poi il karma vi premia e vi fa incontrare il padre dei vostri figli.

Per cui, i miei doni si limitano a Michele (perché ok che ormai l’ho incastrato col bambino, ma rimane pur sempre il mio amore), a pochi parenti e persone scelte. Per quest’anno, come al solito, la lista è pronta e procederò a breve con gli acquisti. No, non ho approfittato del black friday: mi pare uno di quei classici casi in cui trovi l’oggetto e lo appiccichi alla persona, mentre io sono ancora fedele al vecchio metodo di pensare alla persona e collegarla al regalo. Faccio male? Non lo so.


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