Magazine Società

Siamo messi male. ma parecchio

Creato il 01 giugno 2020 da Speradisole

SIAMO MESSI MALE. MA PARECCHIO.

SIAMO MESSI MALE. MA PARECCHIO
Il problema non è solo che migliaia di persone abbiano manifestato fregandosene del distanziamento sociale, e dunque sputando in faccia alla loro e alla nostra salute, ma che migliaia di persone, a Milano e non solo a Milano, siano scese in piazza per seguire un personaggio caricaturale e marginale, da anni zimbello del web e della “politica”, convinto che il covid si curi con lo yoga e che il futuro sia il ritorno alla lira italica.

Se ci avessero detto che questo ospite minore della Zanzara, tal Pappalardo, vestito da evidenziatore o da catarifrangente o da Aperol, avrebbe portato le masse in piazza, per giunta in tempo di pandemia, ci saremmo messi a ridere.

E invece non c’è nulla da ridere, perché, in questo paese, la farsa ha preso ormai il posto della realtà.

L’ignoranza regna, la rabbia a caso domina.

E il buon senso è più fuori moda del mangianastri.

°°°°°°°°°

Ma non abbiamo solo i “catarifrangenti”, non ci facciamo mancare niente. Abbiamo i cretinetti, i coatti, gli ignoranti, i buffoni, ma noi perdoniamo tutti. Davvero siamo messi male.

Scrive, oggi, Giuseppe Turani:

“Comincio a pensare, e mi dispiace, che la stampa sia responsabile in una certa misura dell’orribile momento che stiamo vivendo.

Troppe strizzatine d’occhio, troppa compiacenza, troppa tolleranza. Pochi esempi.

Il generale in pensione dei carabinieri, Pappalardo, mette su una manifestazione in piazza Duomo a Milano, gli arancioni.

All’insegna di cretinate cosmiche: il virus non esiste, è un complotto dei poteri forti internazionali. E altre stupidaggini del genere. L’ex generale, che deve avere un po’ di amici, mette insieme un centinaio di persone (casalinghe sfaccendate, pensionati annoiati, passanti).

E i giornali e le tv, invece di trattare la cosa per quello che è, cioè una riunione di drop out, di cretinetti, ci servono la cosa con una certa serietà: generale manifesta in piazza Duomo.

Nella realtà è un buffone che ha già cambiato quattro o cinque partiti e che si esibirebbe anche in mutande, se questo servisse a trovargli un qualsiasi ruolo.

Pare che la sua specialità sia bere aperitivi, ma non sappiamo se sia vero. In ogni caso, personaggio inutile. Una macchietta.

La seconda storia riguarda uno dei personaggi più scadenti della politica italiana, Giorgia Meloni, una specie di coatta, che però ha cinque volte i consensi di Renzi.

L’ignoranza della signora è nota e abissale. E infatti scrive al presidente della Repubblica per notificare che nella festività del 2 giugno, nascita della Repubblica, la destra avrebbe portato una corona di fiori alla tomba del milite ignoto.

Al Quirinale ovviamente negano, ma si devono essere fatti quattro risate. È da 70 anni (da prima che Giorgia nascesse) che ogni anno il presidente della Repubblica, chiunque esso sia, va a rendere omaggio alla tomba del milite ignoto (è stata inventata per quello).

È un momento solenne, regolarmente ripreso da tutte le tv e da tutti i giornali. L’unica a non saperlo era Giorgia.

Sarebbe stato bello leggere un titolo: Giorgia cretinetti. Oppure: torna a scuola. Vai a casa.

Invece niente. Perdonata.

Potrei andare avanti due giorni elencando le cretinate dei grillini, ma anche queste vengono taciute.

Anzi, spesso sono riportate come faccende serie.

Il ministro della giustizia, ex dj Fofo, ne spara almeno due all’ora, ma sono riportate come se fossero sentenze che faranno storia.

E per oggi saltiamo Salvini e le sue invocazioni alla Madonna. Anzi, come dice lui al cuore immacolato di Maria, una vergogna mai vista in nessuna parte del mondo.

In realtà, siamo governati da una massa di ignoranti mai vista in nessun paese. Solo Petrolini potrebbe commentare questi dilettanti allo sbaraglio.

Abbiamo vissuto tempi migliori.

Nel luglio del 1948 Antonio Pallante spara a Togliatti, leader del Pci e dell’opposizione, quattro colpi. Cade a terra, con Nilde Iotti, che era con lui, che cerca di farli scudo con il proprio corpo. I militanti del suo partito, comprensibilmente, cominciano a occupare caserme dei carabinieri e prefetture. C’è aria di rivoluzione.

Momenti di grande tensione.

Togliatti, appena esce dalla sala operatoria e ridiventa cosciente dopo l’anestesia, chiama i suoi e dice: niente cazzate, tutti a casa.

E la nostra vita democratica ricomincia”.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog