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Single? Sì grazie

Creato il 30 aprile 2018 da Barbara @eclissi72

Siamo la dannazione delle app come Tinder, circondate da amici che pur di trovare l’anima gemella scalerebbero le montagne del deep web.
Ce ne stiamo tranquille e serene a leggerci un libro sul divano in compagnia di gatti e serie TV.
“Non hai paura di restare sola?”, “Non ti manca un compagno?”, “E il sesso?”, queste le domande più frequenti che una single/separata/sola si sente fare con una certa regolarità.
La risposta alle prime due annose questioni è “no”, ma scatena spesso e volentieri facce perplesse e incredule e una lunga serie di supposizioni che non sempre si ha voglia di chiarire.
Non esiste un’univoca e semplice spiegazione al perché una persona decida in tutta coscienza e sanità mentale di starsene da sola. Accade. Accade per tantissimi motivi che vanno dalle esperienze passate alla consapevolezza che può bastarsi e può bastarle avere amici, parenti e dulcis in fondo se ne ha i propri figli.

Magari all’inizio soffre un po’ la mancanza dell’altra metà della mela ma a lungo andare riscopre il piacere della propria libertà e dei propri spazi e sfortunatamente diventa veramente difficile anche solo pensare di doverli condividere con qualcun’altro.
Se il passato le ha insegnato che l’anima gemella tanto gemella non è, perché tende a scappare o a chiudersi in se stesso quando “il gioco si fa duro” lasciandola sola ad affrontare le peripezie della vita, allora pare sensato che anche i piaceri non vengano condivisi, si dice nella gioia e nel dolore, non nella gioia si è nel dolore cavoli tuoi.

L’esperienza gioca la sua parte ma parallelamente mostra le sue carte anche la consapevolezza sempre più insistente, di quanto in fondo non è indispensabile avere qualcuno accanto. Quest’ultima lavora alacremente nelle retrovie per far compiere una scelta che molti non capiscono e vedono come la peste bubbonica nella Milano del Manzoni.

“Sto bene così”
Guai a dirlo!

Si scatenano diverse reazioni che evidentemente fanno parte del pacchetto “è single”, c’è chi cerca a tutti i costi di trovarti un fidanzato proponendoti un’ampia scelta tipo catalogo della postalmarket, sbuffando tutte le volte che tu cambi discorso o non mostri interesse. C’è chi si propone come fidanzato nella piena convinzione che un giorno cambierai idea non rendendosi conto che non esiste un interruttore. C’è chi finge di comprendere ma poi alla fine, si sa, ha tutt’altre intenzioni più o meno celate, la famosa tecnica del “ti assecondo tanto prima o poi ti trombo”.

Da un certo punto di vista tutti questi tentativi fanno sorridere, in fondo a pensarci bene sono comunque segno di interesse e attenzione, il problema fondamentale che sfugge è che una donna che ha deciso di restare single non ha più bisogno di attenzione o comunque ciò che forse potrebbe far scattare il famoso interruttore e’ qualcosa che alimenta da sempre solo favole e leggende. Avete presente il principe e il cavallo bianco? I film in cui lui si presenta da lei, dopo aver combattuto contro il destino e ogni ostacolo al loro amore, una sera d’inverno con un mazzo di rose in mano giurandole amore eterno?
Qualcosa che nella realtà non esiste e che in fondo fa anche comodo che sia così, perché dover ricominciare a occuparsi di qualcun’altro e’ un pensiero che fa venire i brividi.
Nella banalità della vita quotidiana chi è single ha già rinunciato da un pezzo all’idea di essere trattata come una principessa, soprattutto raggiunta una certa età non ha più nessuna voglia di lottare per trovare il principe azzurro, si è costruita il suo castello e la sua corte da sola e difficilmente vi rinuncerà.

Per quanto possa sembrare incomprensibile alle coppie che la circondano, dorme meglio se non ha nessuno a fianco, le piace decidere dove andare e cosa mangiare, non sente il bisogno del contatto che anzi le da fastidio e fatica a sopportare quella che ritiene un’invasione dei propri spazi.
Condivide con piacere alcuni momenti con chi ritiene meritevole ma ha bisogno il suo tempo e la sua stessa solitudine.

E il sesso? Tranquilli, se ne fa tranquillamente a meno senza troppi sforzi quando si capisce che non è essenziale e che si può facilmente sostituire con altre soddisfazioni personali.

Tutto questo potrebbe sembrare una sorta di “regressione adolescenziale” ma diversamente dalle motivazioni che può avere un adolescente, superati i 40 la ragione del non voler “impegnarsi” nasce dal fatto che si hanno aspettative troppo alte e si è ormai consapevoli che nessuno può riuscire a trasformarle in una realtà solida e concreta. Di concreto c’è una vita da vivere, un lavoro, i figli, gli amici, il tutto possibilmente con una adeguata dose di serenità.
Si sa che il “fanciullo” presente in ogni maschietto, prima o dopo prenderà il comando ricordandogli che il mondo è grande, la vita di coppia gli sta stretta e le donne sono degli esseri lunatici con troppe pretese e castelli di paranoie, che difficilmente sapranno accontentarsi.

Lasciamo quindi il fanciullo libero di svolazzare per il mondo come una piccola ape operosa, non è del tutto vero che la donna e’ il sesso debole. Molto più spesso di quanto sembri, una donna può mostrare risorse e volontà che come Rey in Star Wars fanno sembrare Kylo Ren un bambino capriccioso.

Single? Sì grazie

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