È con il film di Ermanno Olmi che Sky Cinema vuole ricordare la fine della prima guerra mondiale, argomento caro al regista, il quale, più che ottantenne, teme venga perduta la memoria dei giovani caduti sul campo. Nel titolo stesso Olmi pone speranza e fiducia in un futuro prossimo, dicendo: " Quando la guerra sarà finita, su questa terra che ha ospitato le trincee torneranno i prati e rifiorirà la speranza ".
Il film si costruisce attorno a pochi avvenimenti ed è ambientato in una trincea, mentre si combatte contro quella austriaca. Attorno solo il gelo e la desolazione. Viene rappresentata la quotidianità dei soldati, assorbiti e assoggettati da una monotonia logorante, che può terminare solo con la morte. Giovani abbattuti che capiscono l'inganno per aver creduto nell'amor di patria e nel valore di essere cittadini italiani. Sono loro i veri protagonisti, vittime ingiuste di una morte inspiegabile. La miseria della trincea, trasmessa con forte carica emotiva, diviene fedele compagna dei combattenti, rassegnati al fatto di non contare nulla e convinti solo di dover morire da un momento all'altro. Il regista si fa custode della memoria e ricorda i racconti sulla guerra del padre, al quale il film è dedicato.