SM50: Intervista a Mark Bagley

Creato il 04 dicembre 2012 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

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Mark Bagley è un autore di fumetti statunitense. La sua carriera include lunghe “run” su testate quali Amazing Spider-Man e Ultimate Spider-Man. Bagley debuttò nel 1983 grazie al Marvel Try.out Book, un’idea dell’allora Editor in Chief della Marvel Jim Shooter destinata a portare nuovi autori nel campo fumettistico. Il contest consisteva nel completare ed inviare un fumetto incompleto alla Marvel. Bagley ottenne il primo posto che lo portò ad avere i primi lavori in Marvel come matitista.

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Nel 1990 fu assegnato alla testata dei New Warriors e nella metà degli anni novanta gli fu data una chance su quella di Amazing Spider-Man. Successivamente lavorò sulla testata Ultimate Spider-Man su testi di Brian Michael Bendis portando il titolo ad un enorme successo. I suoi lavori diventarono significativi per il personaggio e diventarono oggetto di marketing. Nel 2008 Bagley firmò un contratto di 3 anni in esclusiva con la DC Comics. Il suo primo lavoro fu il fumetto settimanale Trinity scritto da Kurt Busiek, terminato a metà del 2009. Il lavoro successivo furono 4 numeri di Batman, scritti da Judd Winick. Successivamente con James Robinson si occupò di Justice Leage of America dopo la partenza dello scrittore Dwayne McDuffie. Nel 2011 terminò la sua collaborazione con la DC tornando alla Marvel e ad Ultimate Spider-Man, diventato Ultimate Comics: Spider-Man. Disegnò l’evento “Death of Spider-Man” nei numeri 156 a 160. Lo story arc vide la reunion con lo scrittore Brian Michael Bendis, per la prima volta dal 2008. I due hanno lavorato anche su Avengers Assemble. Bagley lavorerà con Matt Fraction nella nuova serie reboot dei Fantastici Quattro.

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Ciao e benvenuto su Lospaaziobianco. Iniziamo con le domande: hai espressamente fatto riferimento a Ditko e Romita Sr. quando hai iniziato a disegnare SM? Hai preso spunto da altri classici disegnatori di SM?
Non proprio a questi signori. Anche se sono fan di entrambi, la run di Gil Kane su Amazing Spider-Man mi aveva entusiasmato. Ho sempre considerato il suo stile determinante per me. Potrebbe essere perché erano i miei anni da adolescente e ho veramente amato come Kane ha reso le sequenze d’azione e i personaggi.

Dato che hai disegnato anche lo Spider-Man “originale”, ti possiamo considerare un disegnatore “classico” di SM. Come hai cercato di diversificare SM originale da quello Ultimate?
È stato abbastanza facile per me. Ho sentito che la versione Ultimate era davvero il “MIO” Spidey. A cui dare la mia interpretazione. Non ho sentito nessun obbligo di restare fedele a tutti I dettagli della storia di Amazing Spider-Man. Disegnare Ultimate è stato molto liberatorio, e ho amato il fatto che siamo ripartiti da un Pete quindicenne.

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Comunque nella tua run sullo SM originale hai preso le distanze dagli eccessi stilistici di  McFarlane e Larsen… È stata una tua scelta?
In realtà non è stata proprio una “scelta”, è stato solo in funzione di ottenere uno stile diverso rispetto al loro. Ho abbracciato alcuni dei loro strumenti narrativi… vignette discontinue, un’enfasi sulla “rappresentazione” piuttosto che sulla pura narrazione. Ho imparato UN SACCO da quello che hanno fatto. Io ho provato a fondere la tradizionale vecchia scuola narrativa con la quale sono cresciuto, e che sono stato incoraggiato ad utilizzare, e la rottura di molte di quelle regole e tradizioni fatta dai ragazzi della Image. Penso che questo mi abbia reso un narratore visuale migliore e più esaltante.

Gli script di Bendis spesso non hanno molta “azione” al loro interno. Da lettore mi sembra che tu ti sia divertito a disegnare queste scene di “vita quotidiana”. Davvero ti piacciono o preferisci le scene più movimentate?
“Preferire” non è il termine esatto. Io sono arrivato a godermi i momenti dedicati ai personaggi tanto quanto o anche di più delle sequenze d’azione. Amo ritrarre I personaggi “recitare” e penso che il fatto di essere un disegnatore poco realistico mi dia la possibilità di disegnare le emozioni e I sentimenti in un modo molto vitale.

C’è una serie di numeri che preferisci rispetto agli altri?
Ahhh, questa è difficile! Ma guardando indietro alla mia run Ultimate, penso che la Saga del Clone sia stato un momento culminante sia per la storia che per le illustrazioni. Ha aiutato il fatto che avessimo l’impressione di avere il team perfetto… John Dell, Justin Ponsor e Drew Hennesey hanno davvero fatto sì che la pagina splendesse.

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Hai realizzato una run molto lunga su Ultimate SM. E’ difficile trovare un artista capace di dare una tale continuità alla serie. Quali impulsi hai avuto per andare avanti così a lungo?
Ho semplicemente amato l’opera. Ho amato la narrazione di Brian. Ho apprezzato il fatto che fosse un progetto a sé stante, così che non dovessimo preoccuparci di un sacco di crossover o degli eventi che coinvolgevano tutta la Marvel. Abbiamo potuto semplicemente raccontare la nostra storia, e I fan l’anno amata. Ho lasciato l’opera solo per ragioni professionali… Sentivo che dovevo andarmene e far sapere alla gente che ero in grado di disegnare anche altro. Ad essere sinceri mi manca ancora.

Sei tornato su USM per disegnare la saga della morte di Peter Parker. Come ti sei sentito ad uccidere un personaggio di cui tu stesso ti sei occupato per così tanto tempo? Cosa pensi del nuovo USM “Miles Morales”?
Mi piace Miles… Ult. Spidey è ancora uno dei pochi fumetti che compro. La scrittura di Brian è di prim’ordine e Sara e David sono degli artisti fantastici. Mi sono sentito davvero onorato quando mi è stato chiesto di disegnare questa storyline, e questo è stato un gran modo per reintrodurmi nell’universo marvel. Il fatto che fosse il mio Spidey a renderlo possible lo ha reso un ciclo della vita davvero piacevole, se vuoi… Penso che se non me l’avessero chiesto ci sarei rimasto davvero male.

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Potete trovare l’intervista originale qui.

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