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SOCIALISMO SCONFITTO DAL CAPITALISMO - Il capitalismo parla alla pancia e vince

Creato il 18 agosto 2011 da Ciro_pastore

SOCIALISMO SCONFITTO DAL CAPITALISMO  -  Il capitalismo parla alla pancia e vinceLa natura umana è fondamentalmente becera e cinica. Non parlo dell'umanità intesa come virtuoso consenso degli umani, mi riferisco ai singoli individui che sono inevitabilmente abbarbicati ai loro piccoli e grandi desideri, manipolati e stritolati dalle invidie. Le religioni, anche quelle monoteiste, hanno tentato di spostare, verso un ipotetico ed egualitario "aldilà", le bassezze dell'animo umano. Il secolarismo, e più ancora il relativismo nichilista, hanno incrinato definitivamente, forse, il meccanismo che mitigava la propensione naturale all'arricchimento individuale, teso verso la ricerca spasmodica di una realizzazione terrena di ogni desiderio. Il capitalismo, come sistema economico - ma anche come filosofia di vita - vince in ragione della sua capacità di creare in ogni piccolo uomo l'illusione che anche a lui sia reso possibile il soddisfacimento in terra di ogni suo desiderio, soprattutto di quelli più inconfessabili. Solo il capitalismo consente di comprare, non solo i corpi, ma persino le anime dei nostri simili. Non a caso, il capitalismo nasce nel momento in cui la Chiesa, come istituzione, comincia a vendere le indulgenze plenarie. Con il vil denaro diventa possibile persino comprarsi un posto nel Paradiso ultraterreno. Fu quello l'inizio dell'accumulazione capitalistica che oggi ha forse definitivamente ucciso ogni forma di socialismo. Il socialismo che, peraltro, si badi bene, è la base stessa del cristianesimo. Il cristianesimo che è, innanzitutto, dottrina sociale. Sono le dottrine sociali che fanno nascere i sistemi economici, tanto che la riforma luterana è il vero sostegno teologico-filosofico del capitalismo puro puntando tutto sull'etica del lavoro, nel cui nome si favorisce l'accumulazione delle ricchezze. Il socialismo, quello delle socialdemocrazie scandinave, si caratterizza, invece, per la volontà di predisporre una società in cui tutti abbiano pari possibilità, ma non solo in termini teorici, come consentito anche dal capitalismo. Nel socialismo nordeuropeo l'equità è garantita da un sistema fiscale spiccatamente progressivo e da tasse sui patrimoni e sulle rendite. Tutte scelte fiscali che realizzano in termini pratici la redistribuzione del reddito, trasferendolo dalle ricchezze esorbitanti e utilizzandolo nella spesa per la formazione ed il sostegno dei giovani. Nei sistemi basati su un welfare di tipo marginale, come quello italiano, si attuano politiche tendenti, nel migliore dei casi, a dare un sostegno alle classi tecnicamente povere e agli anziani. Un sistema, insomma, troppo decentrato sui margini della società che non favorisce lo sviluppo delle classi economicamente svantaggiate, limitandosi soltanto ad una "beneficenza" di tipo paternalistico. Il sostegno è, in fondo, una piccola mancia che i ricchi, spesso anche grandi evasori fiscali, concedono benignamente ai derelitti. Niente, o poco niente, si fa per allargare la base sociale della ricchezza, disperdendo così un capitale umano potenzialmente evolutivo per l'intera società. Nonostante la sua indubitabile fallacia, il sistema si regge sull'illusione di un possibile/impossibile arricchimento individuale per chiunque accetti le regole del sistema. Tale illusione è mediaticamente sostenuta dalla continua proiezione di modelli culturali in cui "ricco è bello". Il sistema è troppo sbilanciato a favore del capitalismo in termini di egoismo individuale e, così, il socialismo incredibilmente perde consensi elettorali anche presso le classi sociali che ne trarrebbero immediati vantaggi. Sarebbe stata possibile una "Santa Alleanza" fra propugnatori del socialismo e Chiese monoteiste ma, purtroppo, il socialismo reale, dichiarando stoltamente la guerra alle religioni, ha minato alla base la possibilità di coalizzarsi contro il vero nemico comune: il capitalismo. Il capitalismo si basa sul nichilismo che è in netta antitesi con ogni religione eppure le istituzioni religiose lo hanno sempre sostenuto, in un nome di una presunta condivisione di valori morali perbenisti. I fondamentalisti islamici questo lo hanno intuito, prima e meglio, ed è questo il motivo scatenante della loro guerra santa contro il vero totem capitalista per eccellenza, gli Stati Uniti d'America. Le modalità con cui questo è avvenuto ed avverrà sono profondamente criticabili, ma esiste altro modo per "cancellare" dal mondo la corruzione capitalistica? Ciro Pastore - Il Signore degli Agnellileggimi anche suhttp://golf-gentlemenonlyladiesforbidden.blogspot.com/2011/08/le-amanti-professione-o-vocazione-la.html

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