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Sola in Alaska, di Ulrike Raiser – Recensione

Creato il 30 maggio 2018 da Rivista Fralerighe @RivFralerighe

Probabilmente è la prima volta che leggo un diario di viaggio; soprattutto se parliamo di un testo pubblicato da un editore. Avere un volume vero e proprio tra le mani, con copertina, impaginazione e foto, dà al diario di viaggio un altro aspetto: lo priva di amatorialità e intimità per farne un testo nuovo.
Testo che mi ha intrigato da subito proprio perché anomalo, diverso: una boccata d’aria fresca in un panorama editoriale affollato da cloni. Diverso a partire dal nome dell’autrice, Ulrike Raiser, che tanto italiano non sembra, anche se lei dichiara di essere di origini piemontesi. Diverso per tema, un viaggio in solitaria in una terra tanto affascinante quanto difficile come l’Alaska. Una proposta che non ho potuto rifiutare – nonostante l’autrice non abbia messo teste di cavallo o di alce nel mio letto – anche in virtù della mia visione del romanzo: un supporto cartaceo per un viaggio mentale in altre vite, esperienze, epoche, e perché no, altri mondi.

Sola in Alaska, di Ulrike Raiser – Recensione

Il libro si fa leggere facilmente, non solo per il tema trattato e la curiosità che suscita, ma anche grazie allo stile dell’autrice, semplice, scorrevole, spesso informale, capace di restituire i piccoli dettagli dell’esperienza vissuta, l’altalena di gioie e frustrazioni, slanci e stanchezze, sorprese e amarezze che rende il viaggio ancora più dinamico ed elettrizzante. Il tutto è condito dalle continue riflessioni dell’autrice, che sembra prendere spunto da ogni evento per soppesare la vita, che sia la sua nello specifico o la nostra, quella fatta di convenzioni, comodità e stress: quella vita sospesa durante i viaggi avventurosi, ma che l’autrice non sembra disposta a lasciare del tutto, proprio come noi.
Mai come in questo caso, sintetizzare “la trama” sarebbe superfluo: è un viaggio in Alaska, da sud verso nord, alla ricerca di esperienze nuove e intense, animali da fotografare e paesaggi da ammirare.
Vale la pena di spendere qualche parola sulla fotogallery, sicuramente lodevole, capace di restituire l’essenza dei panorami e della fauna, mai così imponente e selvaggia.
Nel complesso, si tratta di un resoconto misurato, dettagliato ma mai prolisso, sempre abbastanza teso da incentivare alla lettura. Alla fine resta un senso di soddisfazione, e una curiosità anche più grande per il resto del mondo.

Aniello Troiano


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