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Sole a catinelle, il nuovo film di Checco Zalone di G.Nunziante

Creato il 31 ottobre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

Sole a catinelle, il nuovo film di Checco Zalone di G.Nunziante

31 ottobre 2013 • Primo Piano, Vetrina Cinema, Videos •

commento di Maurizio Ermisino

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Sole a Catinelle, il nuovo film di Checco Zalone di G. Nunziante

Chiamatelo Salvatore. Chiamatelo Candido. O, se preferite, chiamatelo semplicemente Checco. Checco Zalone è da anni il nome d’arte (un simpatico gioco di parole, “che cozzalone” in barese vuol dire “che tamarro”) di Luca Medici, nato a Capurso (Bari) nel ‘77, laureato in legge e diventato famoso a Zelig per il suo personaggio di cantante neomelodico. Lo chiamiamo “Salvatore” del cinema italiano perché gli incassi dei suoi primi due film sono stati sorprendenti: 14 milioni di euro per il suo esordio, Cado dalle nubi, e 43 milioni di euro per la sua opera seconda, Che bella giornata (il secondo incasso di tutti i tempi in Italia dopo Avatar). È chiaro che un biglietto da visita simile rende la sua nuova opera, Sole a catinelle, uno dei film-evento del 2013. L’attesa è altissima.

Checco è diventato papà. Nella realtà (è una bimba) e nella finizione. In Sole a catinelle è un venditore di aspirapolvere in crisi con il lavoro e con la moglie, ed è il padre di un bambino bravissimo a scuola “Se sarai promosso con tutti 10 papà ti regalerà una vacanza da sogno” promette l’incauto papà al bimbo. E il piccolo Nicolò vince la scommessa. Abbassare i voti non si può, né la condotta, e neanche la ginnastica… Una promessa è una promessa, ma Checco non ha una lira… E allora si parte lo stesso. Magari verso il Molise, per vendere qualche aspirapolvere a qualche parente. Per arrivare, a sorpresa, a Portofino. Nicolò infatti fa amicizia con Lorenzo, e la madre, Zoe, chiede a Checco e Nicolò di restare un po’ con loro. E li fa entrare nel loro mondo di lusso.

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Ed ecco Checco nel gioco in cui è più forte: scardinare i vizi, i pregiudizi, i falsi perbenismi, le differenze socio-culturali con la sua semplicità, la sua ignoranza (nel senso proprio del termine: non conoscenza), il suo candore. Per questo Checco, in tutti i suoi film, è una sorta di “Candido”, come il personaggio di Voltaire, che con il suo candore mette a nudo ogni ipocrisia. In Cado dalle nubi faceva cadere i pregiudizi sugli omosessuali e i razzismi tra il Nord e il Sud del nostro paese, e in Che bella giornata risolveva con ironia lo scontro di civiltà tra Occidente e Islam. Qui mette alla berlina il mondo dei ricchi. Anche stavolta ci sarà da divertirsi. E anche da pensare.

Luca Medici, infatti, a dispetto del suo Checco, è un ragazzo molto intelligente, così come lo è Gennaro Nunziante, qui alla sua terza regia con Checco Zalone, dopo aver sceneggiato alcuni dei film più importanti di Alessandro D’Alatri (è apparso anche in Casomai, nel ruolo del prete). Le loro provocazioni sono sempre centrate, e dietro a una comicità scorretta, in questi anni ci hanno parlato di terrorismo, di razzismo, di raccomandazioni e del mondo del lavoro. Nei loro film, ci sono infatti l’Italia e il mondo di oggi. La Zalone & Nunziante è una premiata ditta di cui fidarsi. Anche perché Checco è proprio così, come lo vedi, con la battuta sempre pronta. “Ho l’Ansa da prestazione” ci disse una volta, mentre stavamo per intervistarlo insieme alla collega dell’Ansa. “Mi trovo più in imbarazzo quando devo parlare seriamente” dice Checco. E allora lasciamolo scherzare, con i suoi giochi di parole, con il suo personaggio scorretto. Checco ci piace così. E, a quanto pare, piace a tantissime persone.

di Maurizio Ermisino per Oggialcinema.net

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