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SoM Into The Wild, nelle terre estreme della musica: Novità lo-fi e un giro in Russia

Da Sonofmarketing @SonOfMarketing

Ecco qui la nuova rubrica del sabato: SoM Into The Wild. E' uno spazio che vuol fare emergere la musica meno conosciuta utilizzando strumenti come Bandcamp, Lastfm, Myspace, la sempre utile Wikipedia e così via. Oramai il web è intasato di nuove band e formazioni ed è praticamente impossibile seguire tutti.

La rubrica si suddividerà in due parti: la prima parte consisterà nella proposta di tre novità discografiche, accomunate da un argomento (genere, somiglianza ad un'artista noto,ecc.). La seconda parte ha l'intento di farvi scoprire la musica del presente e del passato di una determinata nazione o città.

Nella prima parte ci occupiamo di tre dischi scovati digitando il tag lo-fi sui vari social network musicali. Per la seconda parte vi presentiamo sei gruppi/artisti russi.

PRIMA PARTE, LO-FI DISCOVERY: per questo secondo appuntamento abbiamo scovato tre album di derivazione lo-fi molto interessanti che vi presentiamo brevemente in pillole. Cliccate sui titoli per ascoltare gli album.



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THE STRANGE USES OF OX GLASS - H. HAWKLINE. H. Hawkline, moniker dietro il quale si cela il gallese Huw Evans, è un progetto che ha sostanza da vendere. The Strange Uses of Ox Glass è il secondo album per il cantautore e musicista gallese.  Il risultato è un incontro tra l'acidità e la psichedelia di Syd Barrett, la poetica del Bob Dylan di Blonde on Blonde. E' come ascoltare un vecchio disco, ma che suona comunque moderno. Dopo l'inizio rumoroso di Cofio e Ballast, L'album prosegue con l'armonia iniziale di Funny Bones che poi annega nella distorsioni: una delle perle di questo disco. In Mind How You go (Accompagnato da una voce femminile) ci delizia con il suono dell'armonico e i otchci vellutati di chitarra nelle strofe; dopo il piacevole intermezzo di Big Red,  c'è Surf Moon, il più psichedelico fra i pezzi nella tracklist, insieme a Sea of Sand; stessa cosa dicasi per My Dreams, che attinge però dalle atmosfere anni '60. Il flauto in Two Ghost at the sea, da un tocco medievale al pezzo, uno dei migliori del lotto. It takes a lot of Gall to make Ink, pezzo che chiude l'album, è molto particolare e diverso dal resto dell'album: aspetti rumoristici, spoken words, una chitarra continua soffocata. Gran bel disco. Da tenere d'occhio le prossime uscite.

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THE BLEED WHITES - THE BLEED WHITES. The Bleed Whites è un trio di Toronto che miscela garage, indie rock, alt-folk: il tutto legato dal filo del lo-fi nostalgico. Si va dalla scanzonata ed iniziale Eat the Spurs, alla "violenza" strumentale di Poison e di Okay go (..); Più si va avanti con l'ascolto del disco, più il suono si inacidisce: basta ascoltare pezzi come Silent Prayer, Bone Marrow, la progressione di Just Tonight e Zoe (un misto fra Lou Reed e Bruce Springsteen, che si addolcisce col passare dei secondi) . Ma ci sono anche pezzi che si estraneano dal resto dell'album: c'è l'avant-folk di Judge and Fool e Caribou; Sunset Bound, pezzo che sembra il risultato della miscela degli ultimi due decenni; e poi c'è l'intimismo di Patience e la dolcezza di Ember che "rubacchia" qualcosa dagli Suede.

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HDLSS COMPILATION - HEADLESS HORSEMAN
Tra i dischi proposti oggi, questo è sicuramente quello che desta maggiore interesse. A partire dalla copertina inqueitante che anticipa un po' le atmosfere dell'album caratterizzato da celata maliconia che emerge fra surf pop, folktronica e naturalmente il pizzico di lo-fi per il quale l'abbiamo selezionato. Gli Headless Horsemanm, un duo di new York formato da Conner O’Neill eFareed Sajan, attingono molto dalla musica islandesi per le loro composizioni, sia dal punto di vista vocale (le voci ricordano molto Jonsi degli Sigur Ros), sia per l'impalpabilità di alcuni pezzi colmi di gelidi glitch impulsi elettronici (1chrd e Sh8kr su tutti). In alcuni pezzi c'è anche una certa atmosfera gioiosa (Wavlnght e Demonsong, che contiene un'improvvisa accelerazione davvero notevole). La cura del back vocal, la cura dell'arrangiamento, il velo oscuro che circonda il pezzo, fa di Growing  e Swansong (nella quale viene fuori la vena folk dell'album) i miglior pezzi dell'album. La conclusione di questo affascinante all'album è affidato all'eterea Snowday, capace di materializzare immagini paesaggistiche. Non Perdeteli di vista.
 


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SECONDA PARTE, SUONI DAL MONDO - LA RUSSIA: Per il terzo appuntamento di questa nuova rubrica vi presentiamo sette gruppi/musicisti russi. Se vi a scovare fra i gruppi che poplano la musica mad ein Russia, troverete molte band death metal e di hard-rock. Inoltre cè anche una cospicua rappresentanza di band new wave e di musicisti di tradizione folk/cantautoriale.

 

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MELNITSA: Gruppo  neo-folk rock. che è stato fondato nel 1999 da Natalia O'Shea (Natalia Nikolaïeva), la cantante principale nota con lo pseudonimo di Hellawes (Хелависа), e da Alexeï Sapkov (Chus). La band è una costola un precedente gruppo il cui nome era Till Eulenspiegel. La loro musica è influenzata dal folk tradizionale irlandese e dai suoni antichi medievali.



Ascolta:
Werewolf






 

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DVAR: C'è un alone di mistero che avvolge questa band, di cui ancora oggi non si sa abbastanza. E' un duo, poi diventato trio di musica elettronica virata verso la darkwave ma con varie altre influenze. Esordiscono nel 1995 con un demo omonimo. Il loro primo full-lenght esce nel 2002 per l'etichetta italiana S.P.K.R./Radio Luxor, etichetta specializzata in musica dark. I testi sono scritti in linguaggio enochiano, il cosiddetto linguaggio degli dei e degli angeli. 

Ascolta: Issen Raii

 




 

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KINO: E' una delle band più famose della scena rock russa. Nacquero nel 1981 ed era "capitanata" da Viktor Tsoi, considerato uno dei pionieri della musica alternativa in Russia. Nel 1982 uscì il loro primo disco 45. La loro musica è una miscela fra rock tradizionale e post-punk ed è caratterizzata da una semplicità lirica.

Ascolta:
Star

 







 

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YURI MOROZOV: Morozov è un altro fondamentale musicista nella storia dell musica contemporanea russa. Multistrumentista, ingegnere del suono e compositore nel tempo ha spaziato tra il progressive rock, la psichedelica, il folk e in generale è considerato fra gli artisti più sperimentali del Paese. Oltre la carriera da solista, ha suonato anche in gruppi come Aquarium e DDt.

Ascolta:
Кретин







 

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AGATA CHRISTIE: Band di Sverdlosk, formata dai fratelli Vadim and Gleb Samoylov, Petr Mai e Aleksandr Kozlov. Nascono nel 1988 e in quello stesso anno uscì il loro primo album Vtoroy. La loro musica ha uno stampo soprattutto di natura gotica espandendosi alla new awave e al synth pop.
 

Ascolta: 
Dvornik








 

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ALEXANDER BASCHLACHEV: E' uno dei membri del Club 27, anche se meno famoso dei suoi colleghiCantautore, chitarrista, poeta ispirato e "rocker", il suo primo full-lenght uscì dopo la sua morte (avvenuta nel 1988), nel 1989: si intitola "Time Bells" e fu registrato nel 1986.


Ascolta: Vremya Kolokolchicov





 

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ILYA E. MONOSOV: Cantautore statunitense di origine russe. La sperimentazione e la ricerca sono i tratti distintivi della sua musica, accompagnata da testi molto intimisti e una voce graffiante e profonda in stile Tom Waits. Il debutto avviene nel 2002 con Vynil Document #1.

Ascolta:
Winter Lullaby












Nicola Orlandino


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