Somalia / Neoministro della Famiglia sequestrata in casa

Creato il 22 luglio 2011 da Marianna06

E' una donna e pertanto, in quanto tale, non deve  assolutamente ricoprire alcuna carica pubblica e, meno che mai, politica.

Questo è il pensiero degli Shebab somali ossia gli estremisti islamici, che tengono in scacco con armi e minacce violente, da ormai troppo tempo, la gente somala.

 Come se non bastassero siccità e carestia a completare un quadro altamente drammatico.

E' accaduto ieri mattina ad Asha Osman Aquiil,ministro per la Famiglia e le Donne del  Governo provvisorio somalo.

Asha è stata rapita inaspettatamente da uomini armati e segregata poi nella sua casa di Balad, a nord di Mogadiscio.

Perentorio è stato l'ordine di non uscire  per alcun motivo, pena la morte.

La Aquiil, che ha  soli 32 anni, è vedova perché suo marito le è stato ucciso tre anni fa, proprio dinanzi casa,  appunto dagli Shebab.

La donna doveva  raggiungere ieri Mogadiscio per assumere il suo incarico.

Questo la dice molto lunga sulla situazione socio-politica della Somalia, in particolare per quel che riguarda il rispetto dei diritti umani e civili.

E naturalmente la dice anche lunga su di un fondamentalismo islamico, che ha fatto della Somalia una terra di terroristi armati, divisi in troppe, parecchie fazioni, rivali e  acerrime nemiche tra loro.

E ciò vuol dire "caos" totale.

Una terra , la Somalia,ostaggio, da circa vent'anni e più, di oscure manovre politiche mentre la comunità internazionale non muove un dito per far  cambiare le cose.

E intanto vessazioni d'ogni genere  sono all'ordine del giorno per uomini, donne, bambini e anziani,  la morte è  quasi ovunque, città spettrali, terreni ridotti a laterite, bestiame agonizzante : questo è il  tutto  che si può vedere  se si avesse la ventura di attraversarla.

E si verifica da anni.

E si sa.

 Sia pure frammentariamente.

Ma il resto del mondo non vede. O, meglio, non vuol vedere.

Che fare?

Chiedo .

Visto che gli interventi umanitari, che ora non sono più nemmeno così agevoli da praticarsi ,nemmeno da parte delle grosse organizzazioni, non bastano più?

   A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

 

  


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