Magazine Diario personale

Sono cambiato

Creato il 16 febbraio 2013 da Drfrededison @dr_frededison
Sono cambiatoGià, proprio così... Non l’avrei mai pensato.
Al di là di tutte le stronzate e frasi fatte su come anno nuovo significhi vita nuova, sono cambiato davvero.
Ho totalmente stravolto il mio modo di fare... O meglio, ho adattato finalmente il mio modo di fare al mio modo di essere. Assurdo! Per quanto tempo sono riuscito a vivere senza esplodere sforzandomi di essere chi non sono?
Ora compro i CD solo perché mi piace la copertina, non mi vergogno più di dire che compro solo DVD originali da anni ormai (mi vergognavo!), cito il Vangelo e lo spiego pubblicamente, ho compreso il vero significato dell’amore tra amici, ho imparato a ricordare come mi sentivo nelle varie fasi della mia crescita, ho ricordato come si sognava! E questo è solo il 5% circa!
Diavolo, mi è mancato tanto sognare, fare progetti, immaginare il mio futuro e cominciare a tracciare la strada per arrivarci. (Africa! Un giorno sarò tuo, e tu sarai mia, lo giuro!)
E l’università! Cavolo, quello è stato il vero motore del mio cambiamento! L’università e il XXIV Campo Base! Ho capito come le strade tanto diverse siano in realtà così simili. L’università mi ha insegnato il confronto. Ho la fortuna di potermi confrontare con ragazzi con idee diverse, però sempre (quasi) tutti aperti al confronto. [Poi ci sono sempre i cacciatori di voti che si confrontano solo i numeri del “libretto”, ma quelli periranno sul posto di lavoro mi sa...RIP]
Al diavolo!
Al diavolo voi, compagni del liceo. Di voi quelli che voglio rivedere durante il resto della mia vita si possono contare su una mano (quella di Frodo Baggins...). Mi avete fatto capire chi non voglio essere.
Al diavolo te Facebook. Ero tuo iscritto quando ancora la gente non sapeva nemmeno che esistessi e mi sono liberato di te appena in tempo, prima del punto di non ritorno.
Al diavolo voi, Augustani vegetanti. Non capite che siete la rovina vostra e dei vostri figli.
Al diavolo voi, che non sapete sorridere con sincerità ad uno sguardo incrociato casualmente...
Grazie!
Grazie Padre Angelo! Mi hai insegnato il vero valore del vivere insieme. Quella tua benedettissima frase “Dio si incontra vivendo, non vegetando!” e tutte quelle altre massime sul vivere veramente, la tua capacità unica di mettere in discussione i dogmi e di spiegare ogni concetto fin nel dettaglio, grazie. Avrei voluto conoscerti da giovane per vedere se saresti stato un amico interessante.
(Ok, ormai le do del lei da anni, ma col tipo di discorso ci stava il tu...)
Grazie Caterina, Manuela, Federica, Rossella, Marco, Francesco, Viviana, Tatiana e Domenico! Grazie a voi ho capito che anche se le cose cambiano, non bisogna sempre confrontare cosa è stato meglio e cosa è stato peggio, ma che bisogna prendere ogni cosa come a se stante, vivere ogni esperienza con il cuore.
Grazie ai nuovi ragazzi dell’ACR! Non avrei mai creduto di riuscire a voler bene ad un altra mannera di ragazzini. Avevo paura di rimpiazzare i ragazzi del gruppo passato, ma no! Come insegna il grandissimo Luca Fazio “L’amore non si divide ma si moltiplica!”. Siete ciò che mi spinge a contare i giorni!
Grazie ragazzi del XXIV Campo Base e gruppi annessi, mi avete riinsegnato l’amore, la gioia di essere gruppo, di vivere forti esperienze insieme. L’avevo dimenticato.
Grazie Marco, diamine, se non fosse per te oggi non sarei qui, sarei morto, a testa in giù dentro una piscina senza acqua. E lo dico seriamente...
Grazie ai miei fratelli e sorelle, Samuele, Simone, Peppe, Erika, Martina e Patrizia. Anche se non stiamo più insieme come una volta, voi siete quelli che più di tutti mi avete insegnato come essere un amico. Vi devo la mia felicità e la mia gioia.
Grazie agli Sbumbalasha, anche a quelli che non ci sono più. Mi avete insegnato il modo sano per diverstirsi. Anche se alcuni ormai sono quasi fuori dalla mia vita, ringrazio anche loro. Siamo stati stupidi, io per primo, ma non ho mai smesso di volere bene nessuno.
Grazie Cristina, ti amo davvero. Ti ho sempre sentita dentro e sempre vorrò farlo.
Ogni tanto vengo a sapere che qualcuno legge ciò che scrivo e regaisco un pò stupito. Mi fa piacere che qualcuno voglia leggere di me senza che Facebook glie lo spiattelli sui feed della home page.
E anche se nessuno mi legge, io continuo a scrivere.
E ora... Enjoy the silence...
Mattia

Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Dossier Paperblog

Magazine