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Sorry we missed you

Creato il 06 gennaio 2020 da Veripaccheri
Sorry we missed you di Ken Loach con Kris Hitchen, Debbie Honeywood, Rhys Stone Regno Unito, Belgio, Francia, 2019 genere: drammatico durata, 101’
SORRY WE MISSED YOU Ken Loach torna alla ribalta con un film dove a farla da padrona è una situazione (disperata) attuale. Ricky e Abby sono una coppia che cerca di mandare avanti la propria famiglia, formata anche dall’adolescente Seb che sembra fare di tutto per non aiutare e dalla piccola Liza che, invece, sembra la più coscienziosa dell’intera famiglia, sempre pronta a trovare una parola di conforto o di sistemazione per chiunque. Purtroppo la crisi economica non gli permette di vivere la vita che hanno sempre sperato e sono costretti a rinunciare a molte cose, come, ad esempio, l’acquisto della loro prima casa. Per poter, però, permettere almeno una vita dignitosa ai propri figli prendono delle decisioni importanti. Una di queste è sicuramente quella di far vendere la macchina di Abby, che la donna utilizza per spostarsi da un cliente all’altro, essendo badante a domicilio, per far acquistare a Ricky un furgone in modo da renderlo un corriere autonomo per una grande ditta di consegne. Purtroppo non tutto va secondo i piani della famiglia e, oltre al coinvolgimento in tantissime problematiche lavorative, Ricky deve fare anche i conti con il comportamento del figlio. Una tematica importante e attuale quella portata sullo schermo da Ken Loach che, attraverso una semplice famiglia, riesce a fornire diverse sfaccettature e visioni della situazione. I modi dei quattro personaggi principali per affrontare la vita e la conseguente crisi sono completamente diversi.  SORRY WE MISSED YOU Se i figli hanno due visioni opposte e contrastanti, con una Liza che cerca di rimediare a qualsiasi cosa, il modo di reagire di Seb è tutt’altro che positivo, andando, alla lunga, a rappresentare un problema non solo per lui, ma per chiunque. E una versione ancora diversa ce l’abbiamo con i due genitori. Abby sembra riuscire a scendere a compromessi e accontentarsi di qualsiasi cosa, seppur in minima parte. Cerca costantemente di vedere il bicchiere mezzo pieno e di dare conforto anche a chi la circonda, rimediando a qualsiasi problema le venga posto. Ricky, invece, è la situazione opposta: si arrende subito, vede tutto negativo, ma, al tempo stesso, non ha la forza di reagire e subisce quasi del tutto passivamente ciò che gli viene imposto. SORRY WE MISSED YOU Inevitabile lo schierarsi con la parte debole, quindi con tutta la famiglia Turner, ma a sua volta, all’interno, non si può non provare empatia con Ricky e pensare come lui a qualsiasi modo per evadere da una realtà troppo stretta. Nonostante la remissività della moglie, sembra inconcepibile accettare il suo stile di vita. A livello tecnico gli elementi che colpiscono sono gli stacchi scuri continui che sembrano quasi strizzare l’occhio a una resa incondizionata della situazione, che vanno di pari passo con la quasi totale assenza di musica che indica, invece, la veridicità dei fatti e la realtà nuda e cruda, nella quale non c’è finzione cinematografica, non ci sono intervalli “poetici”, ma il continuo incedere dei fatti. Veronica Ranocchi

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