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SOS (Save Our Souls)

Creato il 30 ottobre 2017 da Cobain86

SOS (Save Our Souls)

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Che la musica salvi la nostra anima (e orecchie): buona lettura!

Lo gridavano le persone disperse in guerra (altro grido famoso OK, in realtà indicava 0 Killed), dilaniate dal dolore e dalla paura di non ritornare a casa per abbracciare i propri cari.

Ma ascoltando gli HIM (His Infernal Majesty) ed Emilie Autumn è un grido che ho lanciato anch’io, salvateci dai dark con voci possedute, cure ormonali eccessive e musiche da costante abbiocco, vi prego… 😉

Sinceramente Emilie Autumn mi lascia perplesso: sembra Marylin Manson in gonnella, quando canta passa da una voce da travestito a una che sta sgozzando un pollo…

Gli Air con Moon Safari sono stati una piacevole riscoperta, l’ho ritrovato tra i miei dischi di qualche anno fa ma Emilie è inquietante, sembra Candy Candy posseduta…

La musica è un’emozione vibrante, potente, calda che ti attraversa il corpo: se sia generata da un accordo/riff di Vasco, Cremonini, Allevi, Strauss, Mozart, Robbie Williams, Guns ‘n Roses, Nofx, Queen o Madonna non è importante, basta che trasmetta qualcosa.

La musica deve parlare di me, deve seguire le mie emozioni, devo poterla cantare a squarciagola con amici e amiche fin quando non siamo stanchi e lasciamo che continui il CD…

Gli HIM, volendo fare un rock gotico romantico, cantano con la voce di un orso in calore (il front man Ville Valo) e la batteria stantia e monocorda, ideale per chi si sta fumando una sigaretta e suona con una mano sola (sempre lo stesso battito per 50 minuti… basta)… c’est la vie.

Ma credo che, seppur sia difficile rinunciare a cotanta bellezza, ci siano tracce di redenzione. Piccole, invisibili, sono piccole formiche che si affollano ordinatamente nella mia mente ma ci sono.

Possiamo salvarci da Him ed Emilie? Certo.
Scorro con le dita veloci le copertine degli album sull’iPod e vediamo chi c’è nella playlist:

Baustelle – Amen: ottimo sia sotto il profilo musicale che testuale, coinvolge senza stancare, dopo 20 ascolti è sempre come la prima volta, da encomio. Freschezza compositiva, accostamenti bizzarri mescolati ad una sadica ironia e alla possibilità del cambiamento grazie all’amore (anche se traspare molto tra le righe). Bravi.

Puppini Sisters/Blue Dolls: fanno il verso alle sorelle Marinetti cantando canzoni anni 30: lo stile giocoso e le belle voci le rendono appetibili ancora oggi, utili per ridere un po’ in allegria e quando c’è voglia di spensieratezza. Sono semi sconosciute ma sono originalissime, quello che io chiamo l’ascolto alternativo.

Pink Floyd – The Division Bell: Lento e rilassato è un album molto bello: si sente la classe dei Pink Floyd e permette di rilassarsi con eleganza e un rock che andrebbe recuperato, riff molto belli, tranquillo ma vibrante. Immortali.

Guns ‘n Roses – Appetite for destruction: Parlare di musica e non citarli sarebbe come fare le lasagne senza la pasta in mezzo, non si può. L’album in particolare racchiude alcune chicche come Welcome to the jungle, Nightrain, Mr. Brownstone, Paradise city (utilizzata per la coda di Ciak Esami, ndr) proseguendo con la stupefacente My Michelle e la potenza straziante di Sweet child of mine. Bellissimo, un album che ha fatto storia, il rock puro e diretto che regala energia ma non assorda, delizia. Ottimo.

Placebo – Black Market Music: un album un po’ vecchio dei Placebo che però regala ancora forti emozioni, specialmente con “Special K”. Equilibrato, butta gli elementi base della band e si presta a più ascolti, canzoni ben equilibrate in puro stile Molko. Per cambiare un po’.

C. Cremonini – Il primo bacio sulla luna: Escludendo il commerciale ottimo il piano solo di Cercando Camilla, orecchiabile Dicono di me e imperdibile Dev’esser così unplugged, una vera rarità.
Se non per il cantante si valuti l’album per l’accompagnamento della London Orchestra.

Foo Fighters – The colour and the shape: Primo album dei Foo Fighters dopo la fine dei Nirvana, molto arrabbiato e potente. Da segnalare le ottime Monkey Wrench e Everlong, due veri must del gruppo che mettono in risalto la potenza e la creatività dell’ex batterista di Kurt Cobain: con la sua voglia di reagire ed andare avanti è arrivato fino ad oggi, con una carriera rock davvero invidiabile.

Negrita – Ehi! Negrita: Il meglio del repertorio del gruppo, sentito anche nel film “Così è la vita” di Aldo, Giovanni e Giacomo.
Spiccano per qualità e sound Mama maè, In ogni atomo, Ho imparato a sognare ed Hemingway, bellissima ed accurata descrizione del mondo hemingwayano in maniera semplice e dolce, pura poesia messa in musica.
Riporto uno stralcio della canzone per segnalarvi le strofe più toccanti:

non preoccuparti, è solo vita che entra dentro, un fuoco che ti brucia il sangue, quella è l’anima, può anche non piacerti il mondo o forse a lui non piaci te, ma questa è tutta un’altra storia, questo è Hemingway.

Da recuperare assolutamente.

Buona musica a tutti

Marco

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