Sono reduce da una febbre equina, di quelle che ti prendono alla lontana, ti lavorano ai fianchi ben benino, ti succhiano tutte le energie, ti tolgono entusiasmo e voglia di vivere fino a che, definitivamente e finalmente, ti stendono al tappeto. Secca. Finita. Knock-out
E così ho passato tutta la giornata di ieri e parte della domenica svenuta al letto, collassata. Avete presente quella sensazione di dilatazione spazio temporale, per cui in una giornata sola se ne condensano almeno tre? Ecco un roba del genere. Mi è parso di vivere in uno stato larvale molto più di un giorno e mezzo, ero convinta che oggi fosse almeno mercoledì, o addirittura giovedì. Non posso dire di essere tornata nel mondo dei vivi così come lo conoscevo prima della "Grande Botta", però sono sulla buona strada.
Tutto è iniziato domenica, anzi a dire il vero qualche sentore ce l'ho avuto anche nei giorni precedenti, solo che riconducevo il tutto al ciclo di antibiotici, alla dose massiccia di antidolorifici, allo stress emotivo e psicologico e alla carica radioattiva in via di esaurimento. Un mix letale, non c'è che dire!
Invece mi sbagliavo di brutto, era la carica batterica che saliva e aumentava fino a colonizzare compleamente il mio corpo esausto. Penso che potevano traquillamnete usarmi come arma batteriologica, avrei fatto fuori persone e animali nel raggio di svariati metri!
Comunque, alla fine, domenica al mare ci sono andata, ma devo dirvi che la giornata non me la sono goduta come avrei voluto. Il male cominciava a lavorare in me (Enemy inside) e io, invece di bearmi del tepore del sole non facevo che lamentarmi dell'arietta fredda e del bruciore alla gola. Si perchè io, con 20 gradi, tra persone sbracciate a mezze maniche che prendevano il sole (va bene tutto però precoci eh) avevo freddo. Perciò lo sbalzo termico mi ha fregata e il sole m'ha tradita.
Nel primo pomeriggio ho chiesto a Lui di riportarmi a casa, il mio corpo implorava pietà, avevo tanto male alle ossa come se mi fossero saliti sopra con uno schiaccia sassi (stile Roger Rubbit). E infatti c'avevo pure ragione a lagnarmi, avevo 37.7 di febbre che poi pian piano è diventata 38.
Dal pomeriggio di domenica a stamattina, mi sono abbozzolata nel letto come una crisalide, mentre la febbre ha raggiunto i 38.7, uscendone solo per i bisogni fisiologici impellenti. Che svarioni, che tranvata (tipica espressione romana che sta per: aver preso un tram in pieno volto). E oggi sono risorta e lo voglio annunciare al mondo intero: I'm still alive!
Le foto le ho fatte e più tardi le carico, promesso. Una cosa per volta e con calma, che sono ancora rallentata e al limite del ritardata.
Stavo anche pensando di aprire una pagina twitter, che ne pensate? Voi ce l'avete?
Ah una piccola curiosità, oggi è l'anniversario della nascita di Jules Verne (ventimila leghe sotto i mari) e Google per rendergli omaggio e ricordarlo ha avuto un'idea davvero carina, andate a vedere qui, nella home e utilizzate i comandi a destra. Naturalmente solo per oggi
Buona immersione e Stay tuned :)