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Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

Creato il 29 maggio 2012 da Cannibal Kid
Condividi Biancaneve (USA 2012) Titolo originale: Mirror Mirror Regia: Tarsem Singh Cast: Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer, Nathan Lane, Sean Bean, Danny Woodburn, Jordan Prentice, Mark Povinelli, Joe Gnoffo, Sebastian Saraceno, Ronald Lee Clark, Martin Klebba, Robert Emms, Mare Winningham Genere: fiabesco Se ti piace guarda anche: Once Upon a Time, Cappucetto Rosso sangue, Shrek, Biancaneve e i sette nani
C’era una volta una bambina di nome Biancaneve. Era molto carina e tutto, però aveva una strana e quantomeno eccessiva peluria sopra agli occhi. La sua perfida matrigna, invidiosa di quella eccentrica bellezza, proverà a ucciderla una volta che Biancaneve, cresciuta, diventerà una splendida (ehm, più o meno) fanciulla. Questa qui.
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?
No, scusate. Questa qui…
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?
Dannazione, ho sbagliato ancora. Ora arriva la fanciulla giusta…
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?
Ritentiamo…
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

"La figlia di Bergomi è più bella di me?
Certo che pure io con 'sti capelli..."

Ecco, è questa. Questa è la più bella del reame??? Sicuri non sia Elio travestito per Halloween? Se Biancaneve/Lily Collins lascia un po’ a desiderare, un po’ per via di quelle sopracciglia da cui è impossibile distogliere lo sguardo per un solo istante e un po’ perché come personaggio è loffia, soprattutto se paragonata alla Snow White di Once Upon a Time, la vera protagonista nonché ragione principale (unica?) per vedere questa nuova (?) versione della fiaba è Julia Roberts. Diciamolo subito prima di suscitare falsi entusiasmi: pure in questo caso il confronto con la grandiosa serie Once Upon a Time è perso. La Evil Queen interpretata da Lana Parrilla è inarrivabile sia per cattiveria che per spessore. Eppure anche la Regina Cattiva di Julia Roberts ha il suo perché. È lei il motore comico della pellicola, quella in grado di deviare la direzione di un film che altrimenti non è niente di più e niente di meno di una rilettura non troppo originale della fiaba originale che conosciamo tutti e che ormai ci stanno ripropinando in tutte le forme.
Ma quindi, questo film è originale oppure no? Risposta breve: no. Risposta lunga ma non troppo: ok, cerca di inserire una chiave comica al mondo delle fiabe tradizionali, ma questa è una cosa fatta diversi anni fa già da Shrek e qui l’umorismo è comunque più leggero. Quindi, perché realizzare una nuova ma poi non così nuova versione di Biancaneve? Forse perché non c’è due senza tre. Tra la serie Once Upon a Time e l’imminente arrivo di Biancaneve e il cacciatore con Kristen Stewart e Charlize Theron, c’era bisogno di una terza Snow White soltanto per mantenere fede al proverbio.
Pur senza grande originalità, Biancaneve comunque vanta come detto una Julia Roberts in gran spolvero e in grado di strappare più di una risata o almeno un sorriso con una serie di battute da favola tirate fuori dallo specchio specchio delle sue brame, chi è la più bella del reame? Questa qui?
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

"Dovrebbero dargli giusto una spuntatina, a quelle sopracciglia.
O è meglio una potatura con i forbicioni da giardino?"

Peccato che a livello di cattiveria si sarebbe potuto osare di più. Molto di più. Ad esempio, una bella battuta bastarda sulle sopracciglia della protagonista ci sarebbe stata alla grande. Invece questa nuova (e daje, non è così nuova!) Biancaneve finisce per annegare nella solita melassa. Per fortuna non ci sono gli uccelli canterini come nella stucchevole versione disneyana, ma poco ci manca. Fare uscire una pellicola del genere, oggi, appare un’operazione che lascia il tempo che trova quando in giro c’è una serie che le fiabe le rilegge e le stravolge come un calzino come Once Upon a Time (se è la quarta volta che lo nomino, un motivo ci sarà, a parte il mio arterio al galoppo sul cavallo del Principe Azzurro). A non aiutare c’è poi la regia dell’indiano Tarsem Singh. A me non piace Tarsem Singh. Ma chi prendo in giro? Io ooodio Tarsem Singh. Ha fatto il video di “Losing My Religion” dei R.E.M. che, per carità, è storico. Però non mi ha mai convinto del tutto. Grandiosa la canzone, ma il video arty e pretenzioso mi ha sempre lasciato un po’ così °___° Dai, sul serio: che senso ha, ‘sto video?

Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

"Cara, una visita dall'estetista ti fa proprio schifo?"

Come regista cinematografico ha fatto The Cell, che mi sono sempre risparmiato per un mio problema congenito di allergia a Jennifer Lopez, quindi ha fatto il soporifero The Fall. Film esteticamente interessante, perlomeno se adorate i colori saturi, che è un po’ l’unica specialità di casa Tarsem, ma anche una flebo come pochi. E poi ha fatto Immortals 3D. Di questo non posso esprimere un giudizio completo, visto che c’ho provato un paio di volte a vederlo, ma davvero non sono riuscito ad andare oltre i primi 15-20 minuti. In Biancaneve, Tarsem mantiene intatti i suoi barocchismi kitsch, però all’interno di un contesto favolistico ci stanno anche (quasi) bene. A livello visivo, il film è quindi un discreto spettacolo. Peccato che a me lo stile di Tarsem dia sempre una sensazione di opprimente claustrofobia e di totale finzione.

Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

"Ti ci metti pure tu con quelle orecchie?
Ma una persona normale in tutto il regno non c'è?"

Okay, essendo una fiaba ci può stare, però nella costruzione delle scenografie, dei costumi e nell’eccesso di colori supercolorati è tutto così stucchevole e poco realistico che farsi coinvolgere dalla storia, anche se la conosciamo già tutti, è difficile. O magari sono solo le sopracciglia di Lily Collins che deconcentrano.
Nella parte del Principe Azzurro ritroviamo Armie Hammer, ottimo in The Social Network e in J. Edgar, qui decisamente meno a suo agio. La scenetta in cui gli viene data la pozione d’amore canino certo non lo aiuta. Per i sette nani si è operata una scelta di attori piccoletti all-star. Mancano i più noti Peter Dinklage, ormai stabilmente impegnato in Game of Thrones, e Verne Troyer, il Mini-Me di Austin Powers, in compenso ci sono Martin Klebba, visto in Scrubs e nei Pirati dei Caraibi, Jordan Prentice anche noto come il nano di In Bruges, e Danny Woodburn che si è visto in giro in varie serie tv anche se in questo momento non so dirne una precisa. Ah già, tra i famosi manca pure Brunetta…

Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

"Mangiati la mela, dicono faccia diminuire la peluria..."

E pure Silvio si sarebbe confuso bene, va là.
Concludendo, se l’inizio del film lasciava sperare in una rilettura ironica della fiaba tradizionale, tra noiosi inseguimenti e prevedibili scaramucce amorose le buone intenzioni si sono perse parecchio per strada, o forse in mezzo al bosco insieme a Biancaneve e alle sue improponibili sopracciglia. Che comunque non sono nemmeno la cosa peggiore del film. ATTENZIONE SPOILER La cosa peggiore del film è il pessimo e assurdo finale musicale Bollywood style. Vabbè che l’happy ending era inevitabile, anche se io in un trionfo a sopresa della Evil Julia un po’ ci speravo, ma era davvero necessario un numero musicale da far invidia alla Deliranza di Alice in Wonderland?
Comunque, nel caso aveste dubbi, alla fine tutti vissero per sempre felici e contenti. Biancaneve, il Principe Azzurro e i loro splendidi (ehm, più o meno) pargoli dalle sopracciglia folte, stranamente somiglianti alla figlia di Madonna.
Specchio specchio delle mie brame, chi ha le sopracciglia più folte del reame?

(voto 5,5/10)

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