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Speciale Opera Ipogea: L’Acquedotto d’età romana del Serino in Campania

Creato il 19 novembre 2013 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

L’acquedotto d’età romana del Serino in Campania (50 a.C.; I sec. d.C.). Nuove indagini speleologiche e ricostruzione topografica del percorso dell?antico acquedotto nel sottosuolo del centro antico di Napoli. Rosario Varriale

Riassunto

L’acquedotto romano del Serino fu realizzato in Campania in età augustea e rappresenta l’opera più imponente ed articolata dell?ingegneria idraulica dell?età romana in funzione, soprattutto, degli oltre 96 km di sviluppo che intercorrono tra le sorgenti del Serino ed il terminale dell?acquedotto rappresentato dal monumentale serbatoio della Piscina Mirabilis di Bacoli.
Nel mese di gennaio del 2011 l’autore ha iniziato un programma di ricerche e di studio sulla ricostruzione topografica del tratto dell?antico acquedotto nell’area urbana di Napoli. L’ambito dell’indagine comprende un’ampia superficie della città, geograficamente compresa tra il sito archeologico dei cosiddetti Ponti Rossi e l’imbocco della galleria viaria d?età romana nota come la Cripta Neapolitana o Grotta di Piedigrotta.
Durante le indagini è risultata particolarmente importante l’individuazione di un inedito tratto di acquedotto ipogeo a nord del centro antico di Napoli.
Il tratto di acquedotto esplorato e rilevato potrebbe essere riconducibile proprio alla Fontis Augustei Aquaeductus del Serino, in quanto risulta particolarmente indicativa l’analogia morfologica e cronologica delle soluzioni di scavo e di copertura delle volte adottate dallo speco in fase di realizzazione con ulteriori evidenze archeologiche e speleologiche rinvenute nell’ambito dell’area urbana di Napoli e certamente relazionabili all’Aquae Augustae Campaniae del Serino. Lo sviluppo topografico dei canali ricalca, inoltre, quanto riportato da Pietro Antonio Lettieri nella sua relazione del 1560 circa il punto d?ingresso ed il percorso dell’acquedotto romano del Serino nella città di Napoli. Il tratto di acquedotto si sviluppa ad una profondità media inferiore rispetto alla quota dell’intera rete ipogea dell?antico acquedotto cittadino della Bolla rivelando, in tal modo, delle finalità funzionali di immissione e di non distribuzione dell?acqua potabile attraverso i canali esplorati.

Attraverso una serie di recenti indagini e di importanti scoperte speleologiche ed archeologiche si può asserire, senza dubbio, che in riferimento alla città di Napoli l’acquedotto romano del Serino s’integrò con il preesistente impianto idrico d?età repubblicana dell?acquedotto della Bolla, garantendo il temporaneo miglioramento ed il relativo potenziamento dell?intera rete idrica ipogea in risposta, soprattutto, allo sviluppo urbanistico e sociale attraversato dalla città di Napoli tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C. In questo lavoro l?autore, oltre alla descrizione delle nuove cavità individuate propone una serie di riflessioni e di nuove considerazioni sulla ricostruzione topografica dell?acquedotto romano del Serino nella Neapolis romana rese possibili grazie all?avvio di una lunga e minuziosa campagna d?indagine territoriale iniziata nel mese di settembre del 2009 con l?esplorazione ed il rilievo della galleria romana di Bacoli e la riscoperta della più antica iscrizione di un curator aquae augustae del 30 dicembre del 10 d.C.

The Roman aqueduct of Serino (Campania, Italy; 50 B.C.-100 A.D.). New exploration and surveys and reconstruction of the topographic development of the ancient aqueduct under the city of Naples.

Abstract

The Roman aqueduct of Serino was built in Campania in the Augustan age and represents the most important work of Roman hydraulic engineering, due to the more than 96 km of development between the springs at Serino and the terminal site of the aqueduct, that is the monumental tank called Piscina Mirabilis at Bacoli (Phlegrean Fields). In January 2011, the author began a program of research and study on the topographic reconstruction of the ancient aqueduct of Serino in the city of Naples. During the survey an unpublished branch of the underground aqueduct in the northern sector of the historic town of Naples was discovered and surveyed. The branch of the aqueduct could be considered a part of the Roman aqueduct of Serino, as indicated by the morphological and architectural features, and by the direction of the topographical development. The new cavities correspond to the description reported by Pietro Antonio Lettieri in its report dated to 1560, about the access point and the development of the Roman aqueduct of Serino in the city of Naples. The explored tunnels develop at an average depth lower than that of the old aqueduct of Bolla, thus pointing out to a function of water immission rather than distribution by the detected tunnels. Through a number of recent archaeological investigations and speleological discoveries we can assert without any doubt that the Roman aqueduct of Serino joined the pre-existent underground aqueduct of the Bolla, in reply to the social and town planning development of the town Naples in the I century AD. In this work, the author describes the new cavities identified and the result of further researches about the Roman aqueduct of Serino in the city of Naples. The researches began in September 2009 with the exploration and survey of a Roman gallery of Scalandrone of Bacoli (Phlegrean Fields), and the rediscovery of the oldest epigraphic inscription, dating back to December 30, A.D. 10.

Opera Ipogea è la Rivista Semestrale della Società Speleologica Italiana – Commissione Cavità Artificiali
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