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Spello

Creato il 27 dicembre 2017 da Catia D'Antoni @viaggingiro

Ci troviamo in una bella cittadina umbra, non troppo conosciuta ma chi la conosce sa anche apprezzarla, siamo a Spello e andiamo in giro!

Breve storia

La storia di Spello non è difficile da risalire, fu infatti fondata dal popolo umbro finché l’arrivo dei Romani la chiamarono Hispellum e definita una “splendida colonia Julia” dall’imperatore Cesare.
Le sue mura erano naturalmente molto più grandi rispetto a quelle che si possono vedere attualmente, a dimostrazione che la città era più vasta fino ad arrivare a quelli che ora sono i resti archeologici; la sua trasformazione in un piccolo borgo avvenne per colpa dei Barbari che arrivando in Italia devastarono gran parte del territorio; nonostante tutto però tornò, anche se lentamente, al suo splendore e ridivenne un Comune a tutti gli effetti fino al 1516 quando divenne un feudo papale ceduto poi alla famiglia Baglioni, di origine perugina cui rimase proprietaria per circa cinquant’anni.

Santa Maria Maggiore

La chiesa di Santa Maria Maggiore è molto spesso conosciuta anche come collegiata,
le cui origini vanno lontane, infatti sembra sia nata sui resti di un antico tempio pagano dedicato inizialmente a Giunone e Vesta per poi modificarsi e dedicarsi alla Natività; nei tempi successivi altri cambiamenti videro che la chiesa venne assoggettata all’Abbazia di San Silvestro di Collepino gestita da una congregazione di Camaldoli.
Non avendo ancora pace, la “collegiata” si troverà poi ad essere gestita dal clero diocesano e finalmente nella metà del tredicesimo secolo si concludono i suoi lavori di costruzione.
La chiesa è suddivisa in due parti, dove si trovano il palazzo priorale sulla destra che è abitato dal parroco e a sinistra il palazzo dei canonici, dove ha sede la pinacoteca civica della città.

e la Pinacoteca civica

La pinacoteca civica di Spello si trova nel Palazzo dei Canonici, a sinistra della chiesa di Santa Maria Maggiore ed al suo interno si possono vedere varie opere che narrano tutta la devozione e produzione degli artisti locali; gli affreschi si accompagnano ai dipinti ed alle sculture con varie opere che sono giunte da altre chiese limitrofe e altre ancora che sono state donate da collezioni private, tutte le opere sono esposte e visitabili nelle otto sale presenti.

Porta Venere,

È questa una delle porte presenti in città, in tutto sei e di arte romana; il suo nome deriva dalla vicinanza ad un antico tempio dedicato proprio a Venere le cui tracce furono ritrovate nel parco della Villa Fidelia: antico edificio del seicento;
la sua realizzazione risale al periodo dell’imperatore Ottaviano e dove inizialmente si trovava anche un patio interno con doppio accesso e due torri laterali che la facevano somigliare alla porta Palatina che si trova a Torino risalente allo stesso periodo.
Da qui viaggiavano i cortei religiosi tra Assisi e Perugia, mentre più avanti nel tempo la porta vedeva il transito dei Consoli verso la piccola Chiesa di San Claudio; nonostante sia molto antica conserva ancora le sue buone se non addirittura ottime condizioni rimanendo sempre parte dominante della cittadina umbra.

Villa Fidelia

La Villa è un edificio del seicento con un grande parco e un giardino all’italiana la cui costruzione sembra avvenne su un santuario romano del quarto secolo;
si trova molto vicina a Spello sulla strada centrale ed è quindi anche facilmente raggiungibile.
Villa Fidelia, altri non era che il desiderio di una famiglia locale, gli Urbani, di avere una villa in campagna e fuori le mura cittadine per avere la possibilità di trascorrere le giornate estive.

e l’infiorata

Non si può non citare che ogni anno a Spello, nella giornata della ricorrenza del Corpus Domini, ogni stradina viene trasformata in viali di petali che sembrano tappeti;
tutte le vie del centro storico vengono decorate anche da quadri anch’essi realizzati con i petali dei fiori. Queste infiorate non lasciano vuoti nemmeno i balconi e le finestre tant’è che è rinomata anche la “notte dei Fiori” che regalano a Spello l’appellativo di “capitale dei fiori”; durante quella notte c’è da ammirare tutto il lavoro di preparazione e sistemazione dei petali,  non poco difficile e preciso; il tutto accompagnato da spettacoli musicali e vari mercatini.

p.s.: questo articolo è stato pubblicato anche nel numero di giugno 2017 della Rivista Ad Okki Aperti.

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