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Staatsoper Stuttgart 2. Liedkonzert – Matthias Klink e Cornelius Meister

Creato il 12 gennaio 2020 da Gianguido Mussomeli @mozart200657
Staatsoper Stuttgart 2. Liedkonzert – Matthias Klink e Cornelius MeisterFoto ©Staatsoper Stuttgart/FB

Dopo il concerto di apertura dedicato a brani del repertorio tardoromantico, la stagione liederistica della Staatsoper Stuttgart, come sempre impaginata in collaborazione con la Internationale Hugo-Wolf-Akademie, proponeva una Liederabend con la collaborazione di Cornelius Meister nella veste di accompagnatore pianistico. Il giovane Generalmusikdirektor del teatro, oltre a prender parte ai Kammerkonzerte della Staatsorchester, ha messo in programma un progetto liederistico triennale che prevede l’ esecuzione dei tre grandi cicli composti da Franz Schubert con la parte vocale affidata a cantanti dell’ ensemble. Come primo appuntamento, Meister ha presentato Die schöne Müllerin insieme a Matthias Klink, che nel prossimo mese di marzo sarà anche il protagonista qui a Stuttgart di una nuova produzione teatrale musicalmente basata sulla Winterreise, realizzata nella rielaborazione orchestrale di Hans Zender. Matthias Klink, che da anni è uno tra i cantanti più apprezzati dal pubblico della Staatsoper, è originario di Fellbach, piccola città appartenente alla periferia di Stuttgart, ed è un tenore che gode di grande stima nel mondo musicale tedesco per la sua versatilità interpretativa grazie alla quale è stato più volte premiato dalla stampa specializzata: nel 2018 è stato nominato Sänger des Jahres nei riconoscimenti critici assegnati dalla rivista Opernwelt, per la sua fulminante interpretazione del ruolo di Gustav von Aschenbach in Death in Venice di Britten alla Staatsoper Stuttgart. Come interprete del repertorio liederistico, a cui si dedica con passione da diversi anni, Matthias Klink è uno tra i fraseggiatori più intelligenti e sensibili nel panorama tenorile della nostra epoca e la sua abilità nel sottolineare tutte le minime inflessioni del testo lo rendono capace di rendere la tavolozza coloristica e le sfumature di questa musica con un’ efficacia espressiva raggiungibile da pochi altri artisti della nostra epoca. La sua esecuzione dei venti Lieder che formano il ciclo Die Schöne Müllerin, in perfetta sintonia con un Cornelius Meister davvero molto bravo nel riuscirere a creare un riuscitissimo scambio reciproco di atmosfere espressive fra la tastiera e la voce, è stata senza dubbio avvincente per l’ efficacia evocativa della tensione drammatica e la capacità del cantante di sviscerare il significato del testo fino ai minimi dettagli. Il trapasso dal clima gioioso dei primi numeri fino al patetismo della parte centrale del ciclo, con le atmosfere dolci e malinconiche di brani come Morgengruß seguite dal progressivo intensificarsi dell’ atmosfera tragica è stato reso in maniera eccellente per l’ accumularsi della tensione drammatica, culminando in un Die liebe Farbe splendido per il tono di allucinata desolazione trovato da Klink, seguito da un Die böse Farbe e da un Trock’ne Blumen sapientemente calibrati dai due esecutori in un crescendo drammatico assolutamente irresistibile per forza evocativa e penetrazione psicologica del fraseggio, cesellato con una splendida ricchezza di dettagli sia nella parte pianistica che nella linea vocale. I colori di morbida, quasi allucinata melanconia e il fraseggio dolce e sfumatissimo con cui Matthias Klink ha cantato il desolato commiato di Der Müller und der Bach concludevano in maniera stupendamente efficace un’ interpretazione davvero molto notevole, personale e intelligente anche per quanto riguarda la sintonia di intenti espressivi con la parte strumentale. Come avevamo già notato lo scorso anno parlando del Quintetto schubertiano Die Forelle eseguito insieme agli archi della Staatsorchester, Cornelius Meister è un pianista tecnicamente inappuntabile, dotato di un suono pulito e limpido che si univa efficacemente alla vocalità di Matthias Klink nel creare un’ atmosfera complessiva davvero incantevole per bellezza timbrica e fascino nella resa conferita alle linee melodiche. Il pubblico, arrivato numerosissimo per ascoltare due artisti che qui a Stuttgart godono entranbi di grande popolarità, ha applaudito a lungo un’ esecuzione che per livello artistico potrebbe essere presentata degnamente in qualsiasi teatro del grande giro internazionale.


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