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Stasera alle 00.25 su Laeffe Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba di Stanley Kubrick

Creato il 12 agosto 2015 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
  • Anno: 1964
  • Durata: 93'
  • Genere: Commedia
  • Nazionalita: Gran Bretagna
  • Regia: Stanley Kubrick

Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba (Dr. Strangelove or: How I Learned to Stop Worrying and Love the Bomb) è un film del 1964 prodotto e diretto da Stanley Kubrick, liberamente tratto dal romanzo Red Alert (1958) di Peter George. Il film è anche noto come Il dottor Stranamore – Ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba o più semplicemente come Il dottor Stranamore.

Un generale psicopatico americano, che fa parte dell’alto comando strategico dell’aereonautica, dà ordine a una squadriglia di aeroplani, attrezzati per il trasporto di bombe atomiche, di volare per un’azione contro l’Unione Sovietica. Subito dopo si chiude nella base, e quindi tutti, compreso il presidente degli Stati Uniti, sono impossibilitati ad intervenire. Sia gli alti ufficiali americani sia i massimi esponenti sovietici, tentano di fermare la minaccia di una guerra nucleare.

La colonna sonora del film è stata composta da Laurie Johnson; la musica che accompagna le scene del bombardiere è la melodia della canzone When Johnny Comes Marching Home, che fa parte del patrimonio storico delle melodie delle forze armate statunitensi. Durante la scena finale il brano in sottofondo è We’ll Meet Again, interpretato da Vera Lynn, molto celebre negli anni della Seconda guerra mondiale.

Kubrick ha la felice intuizione di raccontare l’assurdità della distruzione mutua assicurata come una commedia nera, perché descrivere la fine dell’umanità e la distruzione del pianeta è impresa davvero ardua in chiave drammatica: le situazioni e le azioni perfettamente logiche conducono all’annientamento nucleare formando un meccanismo talmente perverso che si può descrivere con un umorismo nero, graffiante, acido, che raggela più che divertire.

Peter Sellers sin dai tempi di Lolita, altro lungometraggio di Kubrick, aveva dimostrato di essere un maestro della versatilità recitativa, vestendo i panni di personaggi diversi nel medesimo film. In Stranamore Sellers interpreta il giovane Mandrake, il presidente Muffley e, ovviamente, il ruolo dello stesso Dottor Stranamore, che lo renderà celebre. La vera abilità sta nel caratterizzare fino alla caricatura ogni personaggio, giocando in particolare su accenti e gestualità: il braccio che scatta in aria per il saluto fascista, la mano ribelle che cerca di strangolare il suo proprietario non erano parte del copione ma soltanto geniali improvvisazioni di Sellers. Sempre a lui doveva spettare anche la parte del focoso pilota di B-52 ma, a causa della slogatura di una caviglia, ma anche per la sua difficoltà di camuffare un accento texano, fu costretto a rinunciare a quella quarta apparizione.

Sebbene Peter Sellers sfrutti a dovere anche l’espressività del volto, Scott fa di meglio, con un continuo ma sempre azzeccatissimo esercizio di smorfie e contorsioni con i muscoli della faccia che lo avvicinano quasi ad un Jerry Lewis. Anche Scott ama l’improvvisazione: per tutta la durata del film mastica furiosamente chewing gum, scimmiottando un atteggiamento tipicamente americano, e quando, durante le riprese, nella foga della recitazione scivola sul lucido pavimento rovinando per terra, è poi in grado di rialzarsi con tale naturalezza, come se la scena fosse programmata, che Kubrick, divertito, decide di non tagliare l’incidente.

Il film ha trovato l’ispirazione nell’attualità, visto che è stato ideato e prodotto in piena guerra fredda, la Crisi dei missili di Cuba si era appena conclusa. Dalla fine degli anni cinquanta il tema della guerra nucleare, che appariva all’epoca sempre più ineluttabile, è stato affrontato da molti libri e film: tra questi Il Dottor Stranamore è tra quelli che più hanno influenzato l’immaginario collettivo, probabilmente perché permeato da un cinismo corrisposto dal pubblico.[12] Molti americani vivevano la costante minaccia atomica in modo apatico e con rassegnazione:[13] il film mostra come l’attuale sistema difensivo, basato sulla deterrenza, sia prono all’errore e alla follia umana. Il processo di annientamento, una volta innescato, è irreversibile e la collaborazione tra le superpotenze “dopo l’insorgere del problema” risulta inefficace: l’atto d’accusa per la mancata collaborazione è evidente.



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