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Stasera alle 21,25 su TV8 The Wrestler di Darren Aronofsky

Creato il 01 febbraio 2017 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
The Wrestlerplay video
  • Anno: 2008
  • Durata: 109'
  • Distribuzione: Lucky Red
  • Genere: Drammatico
  • Nazionalita: USA, Francia
  • Regia: Darren Aronofsky
  • Data di uscita: 06-March-2009

The Wrestler è un film del 2008 diretto da Darren Aronofsky, e interpretato da Mickey Rourke, vincitore del Leone d’Oro al 65º Festival di Venezia e candidato a 2 premi Oscar nell’81ª edizione della rassegna, e inoltre vincitore di 2 Golden Globe. Le riprese si sono svolte dal gennaio 2008 al 18 marzo dello stesso anno. Il film è uscito negli Stati Uniti d’America il 17 dicembre 2008 ed in Italia il 6 marzo 2009.

La recensione di Taxi Drivers (Luca Biscontini)

Asciutto, crudo, efficace: è quanto basta per descrivere The wrestler di Darren Aronofsky, vincitore del Leone d’Oro alla 65ª Mostra del cinema di Venezia.

Mdp a spalla, piani-sequenza, qualche isolato jump-cut  e una fotografia ruvida e sgranata costruiscono l’architettura essenziale ma compatta di questa pellicola in cui Mickey Rourke giganteggia incontrastato.

Il sogno americano è infranto e il vento del fallimento spazza via le ultime carcasse dell’edonismo reaganiano. Gli antieroi, oramai divenuti i protagonisti assoluti di una cospicua fetta della cinematografia a stelle e strisce, rivelano il lato oscuro della luna. Si perde, finalmente. Ma non si smette di combattere, fino all’ultimo respiro. Il vero “loser” non è più chi fallisce, ma chi non ha mai provato a tracciare il proprio cammino.

Una certa iconografia cristologica intesse la figura del tenace lottatore di Aronofsky, che, nonostante una grave cardiopatia, non vuole, né può sottrarsi ad un fatale destino. Il suo corpo (uno schermo ulteriore su cui è scritta una storia altra) testimonia attraverso i segni che lo sfigurano una vita difficile, la sua carne martoriata rievoca quella del nazareno di Gibson. Ma l’accostamento più lusinghiero che si può azzardare è fornito dalla nutrita schiera di “poveri cristi” che rimpinguarono le pellicole del primo Pasolini, quello epico e popolare. D’altronde tutta la messa in scena mostra un individuo che vive ai margini della middle-class statunitense e che, contemporaneamente, non ha alcuna coscienza politica. Insomma un sottoproletario che, anche in virtù di una complicata situazione familiare, sembra un degno epigono del Citti di Accattone.

Nessuno meglio di Rourke poteva interpretare il ruolo di questo personaggio solo, segnato dal tempo, dimenticato. Wenders, presidente della giuria a Venezia, dopo aver reso note le premiazioni relative alle migliori performance attoriali maschili, ha alluso, neanche troppo velatamente, alla superiorità della prestazione di Rourke rispetto a quella di Silvio Orlando. Ai posteri la sentenza.

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